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PARERE DI GABRIELE BETTELLI, RESP. UISP DEI RAPPORTI CON CONI

“In questi giorni registriamo significative novità nei rapporti tra Uisp e Federazioni Sportive Nazionali, alcune positive, altre del tutto negative” , dice Gabriele Bettelli, responsabile Uisp dei rapporti con Coni, Federazioni ed Enti di promozione sportiva.

“Intanto abbiamo siglato per la prima volta un Protocollo di collaborazione con la FIBa, Federazione Italiana Badminton, una disciplina ancora in erba, che si sta attraversando una fase di potenziale espansione. Questa convenzione è appunto il frutto di una comune volontà di far conoscere meglio anche nostro paese, ed in particolare fra i giovani, questo sport che all’estero è largamente diffuso. L’accordo, proprio in quanto sottoscritto con una realtà meno strutturata rispetto ad altre federazioni, presenta caratteristiche più avanzate rispetto allo stesso modello di convenzione tra Enti di promozione e Federazioni approvato dalla giuria del Coni nel 2006. In particolare sulle attività sarà possibile partecipare alle attività FIBa con la tessera e l’affiliazione all’Uisp”.

“Di grande importanza – prosegue Bettelli – è stata poi la stipula della nuova Convenzione con la Federgolf, che ha chiuso finalmente una fase di contrasto sulla possibilità per i circoli golfistici di fare affiliazione ed attività, sia casuale che di manifestazioni, sia con Uisp che con la Federazione. Ora gli istruttori Uisp, quelli che definiamo e riconosciamo come Osv-Operatori sportivi volontari, potranno tenere corsi di avviamento al golf a carattere collettivo, mentre per le lezioni individuali ci rivolgeremo, anche come Uisp, ai maestri federali, a tariffe concordate e promozionali. Il dato politico rilevante comunque, in sintesi, è il riconoscimento della possibilità della doppia appartenenza per circoli e tesserati e della formazione dei tecnici. Questi argomenti sono in effetti già risolti positivamente nel testo del modello di convenzione assunto dal Coni, anche se alcune Federazioni non vogliono applicarlo”.

“E crediamo non sia un caso che questo atteggiamento negativo sia presente in alcune federazioni in cui prevale la componente dell’attività d’insegnamento, come lo sci, il tennis, il golf e comunque con forti ricadute economiche , come nell’automobilismo”.

“Lo sci è regolamentato dalla legge quadro sul turismo, con la Federagolf abbiamo, come detto, raggiunto un chiarimento, con il tennis e l’automobilismo siamo di fronte ad un conflitto permanente che non sembra allo stato avere sbocchi e su cui, insistiamo su questo da tempo, il Coni dovrebbe intervenire per ripristinare rapporti corretti”.

“Con il tennis abbiamo avuto un incontro a maggio, durante gli Internazionali di Roma. In quella sede, seppure con posizioni ancora distanti su alcuni argomenti, i presidenti di Fit e Uisp avevano deciso di dare vita ad un gruppo di lavoro per provare ad arrivare alla stipula della convenzione. Dopo aver comunicato i nominativi dei nostri rappresentanti a tale gruppo, le comunicazioni si sono interrotte. Ed in questi giorni è comparsa sul sito della Federtennis una comunicazione che, in sostanza, sostiene che gli unici abilitati a fare formazione sarebbero loro. Cosa non vera, visto che il Coni riconosce la formazione degli Enti nel proprio ambito associativo, e che i circoli affiliati alla Federtennis possono fare attività solo con la federazione e con i maestri da essa formati, pena sanzioni disciplinari”.

“Questo atteggiamento intimidatorio verso i circoli è per noi ovviamente inaccettabile e, lo ricordiamo di nuovo ai dirigenti federali, vìola i principi di libero associazionismo sanciti dalla Costituzione di questo paese. Siamo pronti a difendere i nostri diritti in ogni sede, anche se pensiamo che uno scontro tra soggetti sportivi, che rischia di andare oltre l’ambito dell’ordinamento sportivo, nuoce prima di tutto al tennis ed ai suoi appassionati e praticanti. Per questo preferimmo aprire celermente quel tavolo”.

“Quanto all’Aci-Csai – conclude Bettelli – la situazione è ancora più grave, in quanto la Federazione intima alle istituzione locali di negare l’autorizzazione allo svolgimento di gare ed eventi da noi organizzati anche quando questi sono pienamente legittimi. In questa operazione Aci-Csai utilizza strumentalmente un invito del garante per la concorrenza alla stipula delle Convenzioni con gli Enti. Il problema vero è che Aci-Csai ha apportato delle deroghe unilaterali al modello di convenzionamento stabilito col Coni. Queste deroghe sono inaccettabili per gli enti di Enti di promozione sportiva perché, nella sostanza, si vedrebbero ridotti al ruolo di sua ‘succursale’ senza alcuna autonomia organizzativa. La motivazione che la Federazione adduce è ridicola: vuole autorizzare le gare per ragioni di sicurezza. Ricordiamo che le attività pericolose sono prevalentemente federali e, con sincero rammarico, perché su queste cose non si scherza, che gli incidenti mortali si sono sinora purtroppo avuti in quelle attività. On ogni caso, ci sono in ogni Provincia le Commissioni Provinciali per la sicurezza nei pubblici spettacoli: per quale ragione il controllo su queste attività è l’unico ad essere loro sottratto? La verità è che la Federazione vuole avere il potere assoluto in materia di organizzazione di gare per ragioni molto meno nobili, ma legate al controllo dell’enorme giro d’affari che ruota attorno a queste attività. Un monopolio che non eguali in nessun altro paese d’Europa. E che siamo determinati a scardinare, ricorrendo ad ogni sede sportiva ed extrasportiva, perché siamo stanchi di subire soprusi. E’ prima di tutto una battaglia di principio, di libertà e di modernità di questo paese”.

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