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Emilia-Romagna

23 giugno: Ritardi, rincorse e scarti temporali

Il primo segno di cedimento lo avevo dato pubblicando la puntata del 20 giugno con otto giorni di ritardo. Poi è stata la volta della puntata del 21 giugno, saltata la quale ho immaginato che questo diario non avrebbe potuto avere la cadenza quotidiana che mi auguravo.

Riposo (collasso) postprandialedi Vittorio Martone


Il primo segno di cedimento lo avevo dato pubblicando la puntata del 20 giugno con otto giorni di ritardo. Poi è stata la volta della puntata del 21 giugno, saltata la quale ho immaginato che questo diario non avrebbe potuto avere la cadenza quotidiana che mi auguravo. Alla fine c'è stato il degenero più totale, con la finale assunzione di consapevolezza sull'impossibilità di portare avanti i miei "sguardi corsari" durante i giorni riminesi.

La mole di lavoro da svolgere nel corso dello Sports for All Festival è diventata così intensa da togliermi del tutto il tempo da dedicare alla scrittura di queste pagine. A nulla sono valsi gli sforzi alle quattro del mattino, seduto sulla sediolina in plastica sul balcone della mia camera d'albergo (che già dopo i primi giorni ho cominciato a chiamare casa), con l'affaccio metà sul mare e metà sul cortile sottostante pieno di mozziconi delle mie sigarette, a scrivere a mano sul mio taccuino appunti, impressioni e testi con la speranza di riportarli al mattino sul word prima e sul sistema di gestione del nostro sito poi.

E, mentre il disappunto diventava sempre più grande per questa impossibilità, mi facevano eco nella mente le parole di Giorgio Bitonti. Collega ed amico, lavoratore instancabile che rappresenta una delle migliori guide che ho avuto in quest'anno, Giorgio, uno dei responsabili dell'Area Discipline Orientali Uisp oltre che confidente personale nella nostra sede di tutti i computer - che con lui si intrattengono in interminabili sedute di psicoanalisi per risolvere i propri problemi - già in principio mi aveva avvisato delle difficoltà che avrei trovato nel portare avanti con costanza questa pubblicazione.

E difatti Rimini 2008 è finita da un pezzo senza che io abbia assolto a questo impegno, e nel frattempo anche i "Mondiali antirazzisti" di Casalecchio sono passati. Ma l'esigenza di scrivere di questa esperienza è ancora troppo viva. Due le possibili ragioni. Da una parte la ferma volontà di lasciare la mia personale testimonianza di quello che ha rappresentato per me e per l'associazione questo evento. Dall'altro lato la grande nostalgia di quanto vissuto e delle relazioni che si sono create nell'intimità coatta che ha supplito alla mancanza di conoscenza pregressa con i volontari e i dirigenti di tutta Italia venuti a Rimini. Con questa nostalgia va chiaramente di pari passo il desiderio di rimanere ancorati con il pensiero a quanto accaduto e di elaborare con calma, sfruttando un po' la compulsiva esigenza di ordine che caratterizza chiunque scriva, il cumulo di sensazioni e di emozioni che ora mi trovo addosso.

Questo il motivo per il quale andrò avanti a scrivere giorno per giorno (o quasi), rincorrendo le date relative a quando i fatti sono avvenuti e parlando come se fossi ancora lì e il tempo non fosse passato. E mentre io procederò per scarti temporali - e mi si passi la "finzione" letteraria - a tener fede a un qualsivoglia principio di realtà ci penserà il datario del sito con l'indicazione del giorno di pubblicazione. Tutto ciò nella speranza che il lettore non si perda troppo in questo gioco tra il presente in cui scrivo e quell'altro presente di cui ancora mi sento parte. Questo perché comunque, nonostante le grandi moli di lavoro, gli sguardi ci sono stati. Ed è giunto il tempo di tradurli in parole.

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