Comitato Regionale

Emilia-Romagna

A confronto

Primo giorno del Consiglio regionale di metà mandato della Uisp Emilia-Romagna. In programma quattro workshop su ambiente, diritti, sport e formazione

di Giulia Dalmonte


BOLOGNA - "L'importante è fare qualcosa, se no siamo condannati alla galera della solitudine". Le parole sono di don Giovanni Nicolini, parroco del carcere della Dozza, e son state portate al centro del consiglio regionale di metà mandato della Uisp Emilia-Romagna, che ha ospitato la presentazione dei progetti da portare avanti nei prossimi anni. Per questo è stato organizzato "Spunti di vista", evento in programma per oggi e domani all'hotel Europa di Bologna per parlare di quanto fatto finora, a due anni dal congresso regionale, e quanto invece ancora c'è da fare fino al termine del mandato. Due anni in cui con "Briciole di Pollicino" sono stati organizzati 117 corsi, con la partecipazione in totale di 2.300 persone.

"In questi primi due anni abbiamo affrontato molti cambiamenti - ha detto il presidente della Uisp regionale, Mauro Rozzi, aprendo il consiglio - ma siamo pronti per altre innovazioni". Tra le cose da fare ci sono prestare una maggiore attenzione agli impianti e soprattutto "un'analisi seria su alcuni episodi di violenza nello sport: una situazione imbarazzante". Attento allo sport è anche il sottosegretario alla presidenza della Regione Emilia-Romagna, Andrea Rossi, rappresentante di una Regione che ha deciso di mantenere la delega allo sport nelle mani del presidente. Tra le cose da fare, secondo Rossi, la "valorizzazione dei veri enti di promozione sportiva, perché ce ne sono alcuni che non hanno finalità sportive e modernizzare gli impianti, in molti casi ancora fermi al 1990".

Durante questa prima giornata si sono alternati quattro workshop con al centro diversi temi: sport, diritti, formazione e ambiente. Quanti benefici può portare una vita composta da una buona dose di movimento? Moltissimi secondo Mauro Palazzi, direttore di epidemiologia dell'Ausl Romagna-Cesena: "Lo sport aiuta a prevenire alcune malattie, mentre la sedentarietà provoca tante morti quante il fumo". Per offrire sempre più occasioni ai cittadini di fare un po' di movimento la Uisp ha promosso alcune iniziative. Tra queste, il progetto Samba per le elementari, Pillole di movimento, Sport e diabete in sicurezza e MuoviBo, l'applicazione, creata anche da Ferrara e Reggio Emilia, per camminare col giusto ritmo nel centro storico.

"Di fronte alla globalizzazione, alcuni alzano muri. Noi dobbiamo pensare a forme di accoglienza".  Diritti e disuguaglianze sono al centro di un altro workshop, introdotto da Carlo Balestri, vice presidente regionale della Uisp. Lottare contro le discriminazioni non è facile, perché a lungo andare discriminare diventa uno "stile di vita", come dice Sara Conversi della Uisp Parma. Cosa fare allora? "Lanciare semi che facciano invertire la rotta perché una società inclusiva e accogliente si può fare. Tutti noi a modo nostro siamo diversi". Nello stesso incontro è intervenuto anche il consigliere regionale e presidente dell'associazione Avvocati di strada, Antonio Mumolo. "Diritto è anche vivere senza mafie". Per sconfiggerle secondo il consigliere serve "essere uniti, puntare sulla legalità e dare continuità alle aziende sequestrate". Infine l'incontro su ambiente, nuova mobilità e riqualificazione degli spazi sportivi. "Lo scopo principale della Uisp non cambia - come spiega Manuela Claysset, responsabile del settore sport, ambiente e sostenibilità - il nostro obiettivo è che più gente possibile faccia sport".

Domani seconda e ultima giornata di consiglio, perché come diceva Oddone Giovannetti, uno dei fondatori della Uisp: "C'è ancora tanto da fare".

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