Comitato Regionale

Emilia-Romagna

Calcio camminato: festina lente

Uno sport per contrastare gli acciacchi dell'età: in conferenza stampa con il presidente nazionale Vincenzo Manco, Uisp presenta il primo campionato di calcio camminato
di Lorenzo Bedussi

BOLOGNA – Una nuova mentalità per lo sport, in cui la prestazione atletica non sia necessaria per la buona riuscita del gioco. Uisp ha portato in Italia il calcio camminato, che si pratica in Inghilterra dal 2011, reinterpretando l'inglese walking football. Il responsabile nazionale calcio Alessandro Baldi, il responsabile della comunicazione calcio Uisp Roberto Rodio e il presidente nazionale Vincenzo Manco hanno presentato oggi in conferenza stampa questa annata sportiva, illustrando alcuni aspetti del primo campionato di calcio camminato Uisp.

"I dati statistici sui livelli di sedentarietà sono preoccupanti – spiega Alessandro Baldi – per questo cerchiamo in ogni modo di garantire lo sport per tutti, ai giovani come agli anziani". Dopo un avvio in tre città (Milano, Bologna e Reggio Calabria) nel 2016, l'anno seguente si sviluppano dei campionati anche nei territori di Bolzano, Cagliari, Enna, Fermo, Perugia, Pordenone, Torino e Verona. Le regole di gioco sono quelle del calcio a 5 Uisp, alle quali si aggiunge il divieto di correre e di alzare la palla oltre il metro e venti d'altezza. "Vogliamo che lo sport sia a disposizione di tutti – afferma Baldi – nonostante i limiti imposti dall'età" e per questo motivo le squadre di calcio camminato sono composte da over 50 con due fuori quota di  minimo 45 anni.

"La Uisp si impegna per offrire sport fuori dai canoni delle discipline codificate, con una grande apertura alle novità": con queste parole Vincenzo Manco indica la nascita del campionato di calcio camminato. "Una delle tante iniziative legate al settantesimo anniversario di fondazione – prosegue – ispirata al principio di far muovere più persone possibili, per una cultura del benessere. Non dimentichiamo che lo sport è un diritto di cittadinanza, con il quale è possibile contrastare l'emarginazione e la solitudine". Dunque uno sport adatto anche a chi non è più giovane e ha problemi di mobilità, con il quale è possibile divertirsi in amicizia mentre ci si prende cura della propria salute.

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