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Emilia-Romagna

I ventenni del Parkour Piacenza

Intervista ad Alex Opizzi, segretario dell'omonima associazione Uisp, che propone corsi formazione e di avvicinamento al parkour a giovani dai 14 ai 24 anni

Allenamenti di parkour - Foto di Riccardo Chemellodi Stefano Miglio


BOLOGNA - Abbiamo parlato con Alex Opizzi, segretario dell'associazione sportiva dilettantistica (asd) Parkour Piacenza, nata il 21 dicembre 2010, che si occupa di sport free-style e, nello specifico, di parkour.

Alex, dando vita a Parkour Piacenza quali esigenze avete intercettato sul territorio? E qual è il motivo che secondo te spinge le persone a praticare questa attività?
"Inizialmente lo fanno per una questione volendo molto superficiale: vedono i salti e le acrobazie e vogliono imparare solo questo. Il primo approccio è sempre così. La gente non vede cosa c'è dietro questo sport. Tant'è che dopo l'impatto iniziale non tutti rimangono. Successivamente quelli che restano a praticare la nostra disciplina scoprono l'idea che c'è dietro, capiscono che le acrobazie sono solamente una minima parte del nostro sport".

Cosa li spinge a continuare?
"La maggior parte delle persone che fanno parkour con noi sono ragazzini. Alcuni dicono che la motivazione deriva dal fatto che facciamo movimenti che loro vedono solo nei film, movimenti per cui provano una certa invidia. Noi mostriamo che quei gesti sono possibili e che cha anche loro possono riuscire a farli".

In che modo presentate la vostra attività?
"Abbiamo principalmente dei corsi. L'anno scorso siamo partiti chiedendo alle scuole se potevamo insegnare ai ragazzi. È nato un progetto che abbiamo portato avanti anche quest'anno. Al mattino facciamo lezioni durante l'ora di educazione fisica, per far conoscere cos'è il parkour e cercando quindi di eliminare la disinformazione che si è diffusa su questa disciplina. Molti vedono sempre i video su YouTube, tizi che si lanciano magari da un tetto all'altro come pazzi. Noi invece spieghiamo che quella non è pazzia ma un gesto che è frutto di un allenamento graduale. Adesso stiamo cercando di insegnare il parkour anche fuori dalla scuola. Abbiamo iniziato con dei corsi, partiti quest'anno, per far conoscere la nostra disciplina anche a persone più grandi. A Podenzano, in provincia di Piacenza, abbiamo tenuto un corso di 4 mesi per il progetto comunale 'Guadagnare salute'. Poi siamo andati a Vicenza nell'ambito del progetto 'Spazio 4'. Infine, stiamo tenendo un corso a San Rocco sempre in collaborazione con il Comune".

Quante persone sono iscritte alla vostra associazione?
"Ad allenarsi in modo assiduo siamo più di una ventina, mentre i tesserati di quest'anno alla Uisp sono circa una settantina".

Qual è l'età delle persone coinvolte?
"Vanno dai 14 ai 24 anni".

Oltre alla Uisp e alle scuole avete altri partner?
"A Podenzano c'era l'Asl. Adesso stiamo collaborando con un'associazione sportiva che si chiama Anthill ed è stata creata da giovani con l'idea di riunire le varie realtà sportive del free-style del piacentino. Stiamo collaborando con loro per tentare di far conoscere alle persone la realtà degli sport di strada come parkour, skate o bmx".

Perché avete sentito l'esigenza di organizzarvi in un'associazione sportiva, nonostante il carattere destrutturato di questa disciplina?
"Prima il Parkour Piacenza era solamente un'idea: eravamo semplicemente un gruppo di ragazzi che si allenava. Ci serviva avere un punto di riferimento, non solo a noi ma anche agli altri enti, come il Comune o la scuola. Ci siamo organizzati in associazione sportiva anche per assicurare i nostri ragazzi".

In che modo vi è stata utile la Uisp?
"Prima che ci organizzassimo in asd andavo alla Uisp, ero sempre nei loro uffici, e la utilizzavo come punto di riferimento, chiedevo passo per passo come dovevo muovermi all'interno di un'associazione, anche perché ho 21 anni e non sapevo niente al riguardo. Adesso che finalmente siamo un'associazione sportiva, grazie alla garanzia della Uisp ci permettono di riempire gli spazi pubblici e privati, per poter fare esibizioni o corsi. E noi infatti tesseriamo ogni anno i ragazzi alla Uisp, in modo da dargli una copertura assicurativa di base".

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