Comitato Regionale

Emilia-Romagna

Uisp Imola Volley

Duecentotrenta atlete tra minivolley, giovanili e prima squadra e un progetto che punta alla formazione di giovani pallavoliste. Maurizio Addis racconta la realtà di Uisp Imola Volley

Una sessione di minivolley di Uisp Imola Volley dallo speciale "I campioni dello sportpertutti"

 

IMOLA - Uisp Imola Volley è la squadra di pallavolo del comitato imolese e faentino, allenata da Andrea Cassani e Massimiliano Martignani. Maurizio Addis, presidente dell'associazione e membro del consiglio direttivo del locale comitato Uisp, racconta le particolarità che segnano questa esperienza di sport competitivo promossa direttamente dalla Uisp. "Indicativamente sono poco più di 230 le tesserate alla nostra società tra minivolley, scuola pallavolo e prima squadra. Per il minivolley l'attività inizia ai primi di ottobre e termina a maggio, divisa in due tranche con termine e ripartenza a febbraio. La rosa della prima squadra invece è composta da 15 ragazze under 16/18 e sta affrontando un campionato serie C regionale con la Federazione Italiana Pallavolo (Fipav). Tutti i nostri campionati comunque sono a livello federale. A breve parteciperemo alle finali Uisp regionali a Cesenatico e speriamo di organizzarci per quelle nazionali a Rimini. Gestire sul piano logistico la partecipazione a molteplici tornei è complesso, ma ci teniamo a fare altra attività per far giocare i gruppi B e C. Cerchiamo quindi di far affrontare a tutti campionati, allenamenti e torneo e, al contempo, proviamo a dare il massimo delle possibilità a chi ha maggiori capacità tecniche. Anche al nostro interno organizziamo un campionato Under 14 che coinvolge anche altri territori come Forlì e Lugo.


Non è mai stato inusuale che molte delle ragazze che magari non sono emerse come atlete abbiano poi trovato posto nell'associazione come dirigenti, allenatrici o in altri ruoli, crescendo insieme alla società e diventandone parte attiva. Mentre alle atlete della prima squadra, che sono già parecchio impegnate, non chiediamo impegni ulteriori. Abbiamo un organigramma messo bene, che conserva le specifiche della serie B in cui abbiamo militato poco tempo fa. Questo per dare un servizio migliore all'utenza e creare qualità. La crisi per noi è aggravata dall'assenza di uno sponsor. La Lega delle Cooperative ci ha lasciato da due anni. L'anno prima, proprio per questioni economiche, abbiamo lasciato la serie B2 ripartendo dalla D, che vincemmo garantendoci la serie C in cui siamo adesso. Dopo l'esperienza della B2 abbiamo deciso una politica precisa di sviluppo: creare in questi anni i presupposti per la formazione delle bambine. Ed è stata una buona scelta perché nelle categorie giovanili abbiamo vinto dappertutto. Abbiamo investito puntando sulle giovanili, mentre negli anni passati erano stati fatti investimenti prendendo ragazze più grandi, anche di 25 anni, in un'ottica poco lungimirante. Gli altri investimenti riguardano allenatori, il centro e il personale medico, un supporto organizzativo importante.


I rapporti con la Federazione rappresentano ancora un tasto dolente. Voglio essere delicato, ma non posso negare che ci rendiamo conto che la Federazione non ci vede di buon occhio perché siamo un'alternativa valida e concreta alla loro attività. Per cui è difficile che ti diano una mano, anche se poi sul livello politico questo non lo diranno mai. Anzi, nelle riunioni magari ci elogiano per il fatto che sopperiamo alle loro mancanze. E infatti questo è il terzo biennio consecutivo in cui conseguiamo l'attestato di qualità rilasciato dalla Fipav nazionale a 436 società in tutta Italia di cui 10 nella provincia di Bologna. Pensando al futuro delle nostre ragazze, in generale la maggior parte studia, si laurea e poi segue il proprio percorso. Spesso ci capita di vedere anche ragazze molto dotate, che avrebbero possibilità di crescita in palcoscenici importanti ma che lasciano per dedicarsi al lavoro. In taluni casi proviamo a fare accordi con società nei posti più disparati, seguendo i loro spostamenti di studio e lavoro, per garantirgli un minimo di continuità".

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