L’Uisp ha aderito al Forum italiano dei movimenti per l’acqua e al comitato promotore per i referendum per l’acqua pubblica, una vasta coalizione di associazioni, forze politiche e sindacali che punta a smantellare l’impianto normativo che ha portato alla privatizzazione del servizio idrico.
"Più che raddoppiato l'obiettivo che il Comitato promotore si era dato alla vigilia del lancio. Sono infatti oltre centomila le firme raccolte nel fine settimana della Liberazione in centinaia di piazze italiane.
Una mobilitazione impressionante che ha visto lunghe file ai banchetti di tutte le città e dei paesi. Un folla consapevole e determinata, che in alcuni casi ha fatto anche diversi chilometri per trovare il banchetto più vicino a casa (l'elenco completo è su www.acquabenecomune.org)
Oltre 12mila firme in un solo giorno in Puglia, 10mila a Roma, 4mila firme a Torino città, 3500 a Bologna, 2500 a Milano. Dati impressionanti dalle piccole città: 4200 firme a Savona e provincia, 2mila firma a Latina e Modena, oltre 1500 ad Arezzo e Reggio Emilia. Dati sorprendenti sui paesi 1300 firma ad Altamura, 850 a Lamezia Terme.
Molti sindaci e amministratori hanno firmato in piazza, tra cui i sindaci di Ravenna ed Arezzo (entrambi Pd). In Molise Monsignor Giancarlo Bregantini (Arcivescovo metropolita di Campobasso) ha firmato in rappresentanza dei 4 vescovi delle Diocesi della Provincia.
Il comitato promotore esprime tutta la sua soddisfazione per il successo delle iniziative. Siamo di fronte ad un vero e proprio risveglio civile, un risveglio che parte da associazioni e da cittadini liberi, un risveglio che parte dall'acqua".
(Fonte: ufficiostampa@acquabenecomune.org)
Dal 24 aprile l'Uisp sarà in prima linea nella raccolta firme per i referendum che chiedono la ripubblicizzazione del servizio idrico. I 3 quesiti prevedono l’abrogazione: dell’obbligo di affidare la gestione del servizio idrico a società miste con capitale privato di almeno il 40%; dell’obbligo di affidare la gestione a una società per azioni tramite gara; dell’obbligo di una tariffazione "adeguata alla remunerazione del capitale investito" che si traduce in un più 7% fisso sull’ammontare della tariffa per l’utente finale.
Il settore nazionale Ambiente Uisp inviti tutti i comitati territoriali a segnalare da subito, all’indirizzo ambiente@uisp.it, il nominativo del referente che si interesserà alla organizzazione locale della raccolta delle firme.
Il comitato promotore sta definendo i coordinamenti regionali, provinciali e locali. Servono 500.000 firme entro il 21 Luglio 2010. Il referendum si svolgerà nella primavera 2011. Il settore Ambiente Uisp comunicherà le sedi e i nominativi, in modo da poter mettere in condizione i referenti locali Uisp di reperire il materiale necessario alla pubblicizzazione, manifesti, depliant, locandine, e i moduli vidimati dagli uffici competenti, oltre agli elenchi dei soggetti abilitati e disponibili alla autenticazione delle firme come notai, giudici di pace, sindaci, assessori provinciali e comunali, consiglieri provinciali e comunali.
"La raccolta firme comincia il 24 e il 25 aprile, una data simbolo, perché vogliamo ‘liberare’ l’acqua dalla logica di mercato - dice Santino Cannavò, responsabile Ambiente Uisp - Al di là della valutazione etica, il Forum ha dimostrato che la privatizzazione ha prodotto un aumento medio delle tariffe del 68%, a fronte di un aumento dell’inflazione del 22%. Gli investimenti per la riqualificazione delle reti idriche sono calati da 2 miliardi di euro a 700 milioni, generando un aumento degli sprechi del 20%. Per non parlare di un meno 30% nell’occupazione del settore. Di fatto la realtà smentisce la vulgata che vede nella privatizzazione l’unica via possibile per migliorare il servizio e ottimizzare le risorse".
La campagna è sostenuta da una coalizione vastissima. E’ un movimento molto sentito nella società, come hanno dimostrato le 200 mila persone che hanno partecipato alla manifestazione del 20 marzo: “il referendum rimette in moto la mobilitazione come forma di democrazia partecipata. La gestione pubblica e locale dell’acqua può rilanciare la partecipazione e riavvicinare le persone alla politica”. Contro l’indifferenza, la cosiddetta antipolitica e l’astensionismo.
"L’Uisp non fa altro che riaffermare una volontà che sta mettendo in pratica ormai da tempo – conclude Cannavò – Per un consumo critico nelle risorse, anche nello sport. Per la salvaguardia dei diritti dei cittadini, come il diritto all’acqua, e il diritto alla partecipazione nella gestione dei beni comuni".
Per ulteriori informazioni: www.acquabenecomune.org