Nazionale

Dall’Uisp Latina arriva una storia di sport e umanità

Adriano e Fabrizio sono padre e figlio, hanno imparato a condividere la passione per lo sport, in particolare per la corsa, e lo hanno fatto anche per Vivicittà

 

E’ la storia di Adriano Percoco e di suo figlio Fabrizio, 35enne autistico divenuto beniamino e mascotte di tutti i podisti della provincia di Latina, e non solo. Adriano si è sempre divertito a correre, ma da anni ha escogitato un modo per coinvolgere anche il suo ragazzo, come accaduto in occasione di Vivicittà, che si è corsa il 31 marzo anche a Latina. Quel sistema lo ha scherzosamente ribattezzato “pattinoterapia”: “Tutto è iniziato parecchio tempo fa, Fabrizio aveva 12 anni: gli regalammo dei pattini e scoprimmo che li utilizzava con entusiasmo - racconta Adriano - A quel punto ho capito che guidandolo e restando al suo fianco potevo farlo correre insieme a me. La vera scoperta arrivò però dal suo atteggiamento: lui che era, ed è, portato a rinchiudersi in un mondo tutto suo ha cominciato a guardarsi intorno durante gli allenamenti e le gare. Ha imparato ad osservare il percorso, ad evitare ostacoli e buche, a vedere gli altri podisti e perfino a notare le belle ragazze. Non immaginate quanto questa cosa abbia reso felici il sottoscritto e mia moglie: ammirare Fabrizio così attento alle persone e alle situazioni è per entrambi una gioia incontenibile. Una gioia peraltro contagiosa, perché gli altri podisti si prodigano per incoraggiare e coccolare il nostro atleta speciale, riservandogli sempre una calorosa e affettuosa accoglienza”.

Adriano ha 68 anni, è stato un apprezzato professore di educazione tecnica e ha promosso in passato delle importanti iniziative a sostegno di giovani con sindrome da spettro autistico. Oggi le sue giornate, e quelle di sua moglie Assunta, sono quasi interamente dedicate a questo campione con una marcia in più e un modo diverso di vivere il mondo. Padre e figlio si allenano regolarmente durante la settimana, il primo percorre in media 45 chilometri, il secondo almeno 15: “Normale che debba lavorare sodo per farmi trovare sempre preparato, non è semplice condurre questo ragazzone, soprattutto sulle distanze e i percorsi più impegnativi. Confesso che a volte uso la presenza di mio figlio per giustificare certe prestazioni poco brillanti, ma devo anche dire che in alcune occasioni mi è capitato di superare dei miei alunni ed è stata veramente una bella soddisfazione”.

Dopo gli allenamenti, però, vengono le gare. Difficilmente Adriano e Fabrizio rinunciano a qualche appuntamento, soprattutto tra Latina e dintorni: “Abbiamo collezionato tante fantastiche esperienze, misurandoci anche nella Mezza Maratona di Latina e in diverse altre manifestazioni. Il ricordo più bello è legato alla Corsa di Miguel, a Roma: ci videro in azione, ci invitarono e ci fecero trovare un pettorale personalizzato, senza il numero ma esclusivamente con il nostro nome scritto in grande. La gente ci incitò fino all’ultimo metro, così come gli oltre diecimila atleti partecipanti: arrivare al rettilineo finale all’Olimpico sospinti dal calore delle persone fu qualcosa di indescrivibile, ancora mi vengono i brividi a ripensare alla faccia raggiante che aveva Fabrizio in quei momenti”. (Fonte: Uisp Latina)

 

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