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#Dopout: nuovo progetto europeo contro il doping

L'Uisp capofila dell'intervento rivolto agli studenti. Al centro sani stili di vita e protagonismo dei giovani. Parla A. D'Andretta
 
Parte a gennaio la campagna europea “#Dopout: social network and peer education against doping", cofinanziata dall’Unione europea nell’ambito del programma Erasmus Plus Sport-Collaborative partnership, condotta da sei paesi europei e di cui l’Uisp è capofila. L’iniziativa promuoverà i valori dello sport pulito per generare cambiamenti positivi nelle scelte comportamentali dei giovani indirizzandoli verso stili di vita sani.

“L’Uisp condividerà a livello europeo le sue buone pratiche sul doping, partendo dall'esperienza in ambito nazionale – dice Andrea D’Andretta, coordinatore del progetto per l’Uisp - Il progetto si concretizzerà in una campagna di comunicazione e informazione, rivolta a giovani dagli 11 ai 18 anni di tre città italiane, che contatteremo attraverso le scuole medie e superiori. I giovani parteciperanno inizialmente ad un’indagine per valutare la loro conoscenza delle questioni legate al doping e all’uso e abuso dei farmaci. Cercheremo di conoscere abitudini e stili di vita, valutando che immagine hanno dello sport, se distorta dai fenomeni del doping e da modelli orientati al risultato e alla vittoria ad ogni costo”. 

Il progetto vivrà una prima fase organizzativa a partire da gennaio e durerà due anni. I partner sono Coni Servizi (Italia), Isca (Danimarca), Greenways Sce (Grecia), Ajspt Suceava (Romania), Governorate Of Mugla (Turchia), Radio Capo D’istria (Slovenia), Sportunion (Austria).
“Il progetto prevede il lavoro in prima persona dei ragazzi, che diventeranno veri comunicatori attraverso i social network, da cui potranno contribuire alla campagna con vari materiali di comunicazione, sempre con l’hashtag #dopout. Verrà anche realizzato un approfondimento sulla legislazione vigente nei vari paesi. Infine, tutto questo lavoro di studio e promozione si tradurrà in eventi di strada da svolgersi nelle città coinvolte, che saranno progettati e organizzati dagli studenti stessi”. (Elena Fiorani)

 

 

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