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Giornata mondiale rifugiati: dalla Rete Fare appello al calcio internazionale

20 giugno: Football against racism in Europe chiede una mobilitazione in difesa dei più deboli. Articolo di R. Chiodo
 
Martedì 13 giugno il Camp Nou, stadio del Barcellona FC, ha ospitato l'iniziativa promossa da UNHCR e Fondazione Barcelona e dalla squadra stessa della città catalana che aveva lo scopo di lanciare una campagna a sostegno dei rifugiati. Come rilanciato da Filippo Grandi, Alto Commissario dell'ONU per i rifugiati, siamo di fronte a un fenomeno senza precedenti con milioni di persone in cerca di rifugio e asilo. Ognuno dunque deve fare la propria parte per fare fronte a questa crisi che non può essere considerata temporanea. Istituzioni, società civile e mondo dello sport possono e devono svolgere un ruolo importante per l'inclusione e l'integrazione di milioni di persone, la metà dei quali è rappresentata da minori, spesso non accompagnati. 

E in Italia? Mentre si attende l'attivazione da parte delle società di calcio, al pari dell'impegno dimostrato sul campo dalla squadra blau grana, c'è chi si prodiga ogni giorno da molto tempo per includere i rifugiati. E' il caso dell'Uisp che di questo impegno ha fatto un perno importante della propria azione in tutto il paese. Infatti, aprendo ai rifugiati e richiedenti asilo i propri spazi per la pratica di attività fisica cerca di favorire il loro benessere psicofisico e sociale.

Come fanno anche i Liberi Nantes, squadra affiliata alla Uisp Roma interamente composta da rifugiati e richiedenti asilo, che da ormai dieci anni lavora a tempo pieno per fare allenare e giocare persone che altrimenti soffrirebbero di una esclusione e isolamento umanamente insostenibile. Sono esempi straordinari di quello che con lo sport si può e si deve fare. Il 18 giugno a Roma si è tenuto il primo evento di una campagna promossa dall'UNHCR che ha coinvolto i Liberi Nantes in una partita speciale allo Stadio Tre Fontane di Roma. 

Come ha detto durante l'evento a Barcellona un grande giocatore come Lilian Thuram, impegnato contro il razzismo e a sostegno dei rifugiati, "dobbiamo cambiare narrativa, e le parole che usiamo. Bisogna far capire quale sofferenza c'è dietro ogni persona che arriva in cerca di asilo". Proprio questo spirito contraddistingue i Mondiali Antirazzisti che l'Uisp organizza da 21 anni e che come sempre vedranno la partecipazione di moltissime squadre di rifugiati, richiedenti asilo e migranti. Una festa della solidarietà, dell'accoglienza e dell'inclusione attraverso il gioco e lo sport. (di Raffaella Chiodo, presidente Rete FARE-Football against racism in Europe)

 

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