Nazionale

Il Calcio nazionale e tutta la Uisp contro la violenza sulle donne

Lettera aperta contro la violenza sulle donne. Anche verbale, come quella di Ferrero. Parlano A. Baldi, calcio Uisp e M. Claysset, presidente CN Uisp

 

Un gesto simbolico per gridare forte che la Uisp c'è, ed è contro la violenza sulle donne. Anche "soltanto" verbale... Il Calcio nazionale Uisp invita tutte le Asd e le squadre di ogni disciplina che scenderanno in campo nel week end a leggere queste poche righe prima dell'inizio degli incontri.

Qualche giorno fa abbiamo assistito all'ennesimo episodio di violenza nei confronti delle donne. Abbiamo ascoltato un'espressione sessista, un modo volgare per fare violenza sulla donne. Crediamo che non basti chiedere scusa. Occorre una risposta forte e decisa per fermare questa ondata di violenza, una risposta prima di tutto  da parte degli uomini e da questo sistema sportivo, per dire che queste parole non sono nostre, non ci rappresentano e che siamo impegnati a creare una cultura dello sport senza discriminazioni e violenza. Ancora oggi le donne vivono un ruolo subalterno, lontano da diritti di pari opportunità ed equità in campo lavorativo, salariale e anche nel sistema sportivo. In questa battaglia di diritti e di civiltà non possiamo lasciare le donne da sole e il mondo sportivo deve giocare la propria parte.

Le parole inaccettabili proferite dal presidente dell'Unione Calcio Sampdoria non si possono liquidare come una volgare battuta, detta da un personaggio che già in passato ha dato mostra di sé con esempi poco positivi. 

"Come Calcio Uisp - dice il responsabile Calcio nazionale Uisp Alessandro Baldi - siamo impegnati da tempo nel calcio sociale, che vada al di là dei colori o del sesso, un calcio che sia uguale per tutti. Il calcio femminile in Italia sta crescendo come movimento, ma al di là di questo aspetto la violenza sulle donne va combattuta. Sempre. Il calcio in questo caso diventa strumento di diffusione di valori e di lotta a pregiudizi o stereotipi. Perché la violenza non si manifesta solo con atti fisici: anzi, spesso le cicatrici che lasciano alcune frasi sono più profonde delle altre. E occorre prendere le distanze da chi esprime e diffonde questa violenza, non dare più spazio sui giornali e in tv a chi esprime questa cultura. Le parole di Massimo Ferrero, presidente di una società di calcio della massima Serie, rappresentano quello sport che non vogliamo, quella cultura che vede le donne relegate a ruolo di oggetto". 

"Chiediamo che il Governo dello sport - dice la presidente del Consiglio nazionale Uisp Manuela Claysset - deliberi in modo netto e deciso affinché episodi di linguaggio violento e sessista siano pesantemente condannati e penalizzati anche nello sport. La Uisp è impegnata su questo fronte con il lavoro dei territori e delle attività, nella rete di collaborazione con le associazioni e le istituzioni attive contro la violenza di genere. Partiamo dal nostro lavoro e dalla Carta europea dei diritti delle donne nello sport, che rappresenta la nostra base culturale. La Uisp é in campo con le proprie attività, dal Settore calcio al Vivicittà che in alcuni territori come Aosta, Torino e La Spezia/Val di Magra sarà dedicato al contrasto alla violenza. Perché le parole sono importanti, e purtroppo se pronunciate da personaggi pubblici, lo sono ancora di più.  Per questo  abbiamo  bisogno di azioni di contrasto  ampie e diffuse: la Uisp gioca così la propria parte!". (Fonte: redazione calcio Uisp)

 

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