Nazionale

Le Strutture di attività Uisp tra identità e futuro

Identità, rapporto tra politiche e attività, innovazione. Il bilancio dell'incontro dei nuovi responsabili Strutture di attività Uisp. Parlano M.Rozzi e A.Stopponi

 

Una giornata di lavoro per mettere a fuoco obiettivi e funzionamento delle strutture di attività Uisp, dopo la recente riforma associativa che l’Uisp ha sancito nel corso del recente Congresso nazionale di Montesilvano. Si è tenuta sabato scorso, 9 settembre a Bologna ed ha visto la partecipazione dei responsabili nazionali delle Sda Uisp, insieme ai dirigenti nazionali con responsabilità negli ambiti di lavoro più affini, a cominciare dal Coordinatore nazionale delle Sda Uisp Armando Stopponi. Erano presenti anche Patrizia Alfano (resp. Formazione e ricerca Uisp), Mauro Dugheri (rapporti con le società sportive), insieme al presidente nazionale Vincenzo Manco, al vicepresidente Tiziano Pesce e al responsabile organizzazione Tommaso Dorati.


Soddisfatti? “Direi proprio di sì, una giornata che è servita a mettere in chiaro i problemi che abbiamo di fronte e a condividere le modalità di lavoro”, dice Mauro Rozzi, responsabile nazionale riforma e innovazione Uisp.
“I dirigenti delle strutture di attività, ad ogni livello, stanno mettendo in campo una buona dose di consapevolezza nell’affrontare il merito della riforma associativa Uisp – prosegue Rozzi – si avverte la comune necessità di accorciare le distanze tra soci, società sportive e Comitati Uisp di ogni livello, tra territorio e nazionale. Le linee guida che ci siamo dati sono quelle di un’attenzione rinnovata alle esigenze del socio e delle società sportive, di un rilancio dell’identità Uisp che va resa sempre più individuabile, della sostenibilità e dell’attenzione alle persone con disabilità nelle nostre proposte. Le attività Uisp devono innervarsi di più nelle strategie nazionali Uisp in ogni ambito, dall’ambiente alla salute, dalle pari opportunità ai diritti”.
Tradotto, che significa? “La Uisp del futuro dovrà mettere in campo modalità di lavoro più condivise tra le sue varie articolazioni – conclude Rozzi - e maggior contaminazione tra attività e politiche. Questo significa dare un contributo concreto alla riforma associativa”.


Che cosa chiedono le sda Uisp? “Un aiuto e un sostegno allo sviluppo delle attività, per arrivare e poetr incidere sul livello territoriale dell’associazione. Serve sostegno e supporto ma anche più consapevolezza e conoscenza degli strumenti e dei servizi che ci sono già. Si tratta di coordinarsi di più ed aumentare i livelli di trasferimento delle informazioni e di sinergia. Chiedono coinvolgimento con le scelte dell’associazione con la possibilità di fare bene, tanto e con molto impegno…se possibile anche col sorriso sulle labbra. Il divertimento e la soddisfazione personale sono componenti essenziali della disponibilità personale e del volontariato dei dirigenti. Questo è un valore aggiunto sul quale l’Uisp vuole puntare”.


Anche Armando Stopponi, Coordinatore nazionale dell Strutture di attività, è soddisfatto di questo primo incontro: “Dobbiamo praticare di più una sinergia quotidiana che consenta ad ogni articolazione Uisp di essere parte di un unico progetto associativo, di un’unica associazione. Questo è il modo più virtuoso di concepire l’Uisp, affinchè ognuno dia il suo contributo all’interno di regole condivise. Le strutture di attività sono l’ossatura dell’Uisp e il loro ruolo è centrale. Per questo è importante il contributo di ciascuna di essa all’intera associazione. Stiamo impostando i regolamenti tecnici, di attività, di formazione e di disciplina per portarli all’approvazione del prossimo Consiglio nazionale, come previsto dallo Statuto".

"Abbiamo richiesto ai responsabili delle sda uno sforzo enorme, e per questo li ringrazio a nome di tutta l’associazione: arrivare entro la metà di settembre con il completamento degli organigrammi, importanti perché, oltre alla definizione dei referenti di attività, è richiesta anche quella dei responsabili formazione e comunicazione. L’obiettivo è quello di offrire ad ogni articolazione Uisp gli strumenti necessari per parlare tutti lo stesso linguaggio”. (I.M.)

 

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