Nazionale

Politiche sociali, educative e giovanili

L’obiettivo generale è quello della costruzione di una cornice, di contenuti e metodologica, di un quadro concettuale e operativo, patrimonio di tutta l’associazione.

Da tre settori si è scelto di ridurre a una funzione unica in sede post congressuale. In sostanza, non ci sono più tre settori separati (sociale, educativo, giovani), che lavorano a compartimenti stagni, ma un contenitore unico, che sviluppa politiche comuni: ciò vuole dire che, a parte azioni, iniziative e campagne che, pur in un orizzonte di riferimento comune, sono evidentemente riconducibili  a uno dei tre ambiti, si cerca da subito di ampliare ambiti in cui le tre politiche sono una sola, o comunque comunicano fortemente, scivolano l’una sull’altra.

Il quadro concettuale di riferimento per le Politiche sociali, educative e giovanili, in sostanza, è il recupero dell’idea della comunità educante, nel nuovo contesto sociale in cui siamo. È qui che stanno insieme i tre pezzi, perché il ruolo che ha lo sportpertutti in questa declinazione dell’essere-in-comune è anche quello dell’attivazione sociale, della creazione e mantenimento di reti solidali, del contrasto all’emarginazione e della promozione della condivisione di saperi e risorse, come anche quello della partecipazione giovanile, della promozione dell’autonomia e della creatività dei giovani. In questo quadro complesso, chi è educato è anche educatore e tutti si prendono cura del bene comune.

In quest’ottica, dobbiamo superare anche l’idea delle buone pratiche e del semplice scambio di esperienze: la priorità è la costruzione di un quadro nazionale (entro cui le singole pratiche stanno, cambiano e si scambiano), una sensibilità e linguaggio comune, un orizzonte unico, con obiettivi e modalità comuni.

Le politiche educative, per esempio, non riguardano solo la scuola; tutto il tema dell’educazione informale (che ha a che fare fortemente con le politiche sociali, educative e giovanili e con le azioni Uisp) rischia anzi di rimanere escluso da una visione che consideri solo la scuola come luogo delle azioni educative e solo chi ha una formazione riconosciuta dal punto di vista professionale come soggetto che educa. L’insegnante (tecnico-educatore) di una disciplina sportiva ha un ruolo nell’educazione di bambini e ragazzi (ma anche adulti), come lo skater che si incontra al park nell’educazione tra pari… In questo senso, lo sportpertutti assume centralità nel processo educativo di tutta la comunità (che, a sua volta, è comunità educante), oltre che essere lo spazio di incrocio tra sociale/educativo/giovanile.

La scuola deve essere coinvolta non solo come spazio che riceve proposte ma come soggetto del territorio, aperto (anche fisicamente) al territorio, che costruisce insieme agli altri soggetti del territorio (le ASD e i Comitati Uisp in primis, ma non solo) il percorso educativo per chi vive in quel territorio, ovviamente i bambini della scuola, ma anche i ragazzi, i gruppi informali, gli adulti, gli anziani. I comitati e le Asd avranno non solo un ruolo tra gli altri, ma anche di regia e mantenimento.

Si ritiene necessario individuare anche delle priorità a livello di contenuti dell’educazione, che non è un fatto neutrale, per un’associazione con i suoi valori e la sua identità; a tal proposito, si lavora insieme alle Politiche Internazionali –Interculturalità, per sviluppare i temi dell’intercultura e dell’antirazzismo anche dal punto di vista educativo, in un piamo coerente a livello nazionale.

Sul fronte di diritti dell’infanzia, elemento qualificante per le politiche dell’associazione è la redazione della Policy UISP per la Tutela di Bambine/i e Adolescenti: la carta è stata presentata pubblicamente il 23 Novembre 2013; nel frattempo prosegue il lavoro all’interno del gruppo CRC per il rapporto annuale di Aggiornamento sul Monitoraggio della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza in Italia:  l’UISP collabora attualmente alla stesura del 8° rapporto annuale, in particolar modo per la parte riguardante il gioco e lo sport. Disponibile qui il testo completo del 7° Rapporto (segnaliamo in particolar modo il 10° paragrafo del VI capitolo, su Sport e Minori, con le raccomandazioni proposte dall'Uisp, e il 9° paragrafo sul Diritto al Gioco).

Vista la disponibilità di alcune leghe a riprodurre le esperienze svolte nelle carceri anche in altri territori, ci si sta impegnando a verificare quali esperienze locali possono essere messe a sistema, sempre nell’ottica di una comunicazione costante tra carcere (che fa parte della città, della comunità, dei quartieri) e territorio; proprio sul tema carcere/territorio, si è svolto a Roma un appuntamento nazionale il 29 Marzo 2014, in cui si è ribadito che l'obiettivo delle numerose attività Uisp in quest’ambito, coerentemente con quanto detto, oltre ad offrire attività sportive all'interno dell'area trattamentale come strumento ricreativo ed educativo, come forma di socializzazione e strumento di benessere psicofisico e di relazione, deve essere sempre più anche quello (portando il diritto allo sport in un ambito difficile come quello della reclusione) di mettere in comunicazione la realtà del carcere con l'esterno, favorendo le relazioni anche con il tessuto sociale cittadino, a partire dall'associazionismo sportivo, che ne rappresenta un pezzo significativo.

Si rafforza la partecipazione di Uisp all’interno della campagna Mettiamoci in Gioco, portando la nostra sensibilità e le nostre pratiche di organizzazione e attivazione della cittadinanza e di costruzione di stili di vita alternativi al gioco d’azzardo patologico: per il secondo anno consecutivo, si sta realizzando una campagna complessiva sul tema, che prevede un concorso creativo rivolto ai soci  - “Gioco per gioco” II edizione, una serie di azioni territoriali, attività di gioco in piazza, con diffusione di materiale informativo, e appuntamenti pubblici finali, non solo per gli addetti ai lavori ma anche con l’esposizione e la rappresentazione dei lavori elaborati durante il concorso. La campagna ha come target principale i più giovani ed è un punto di contatto tra educativo/giovanile/sociale.

Abbiamo sostenuto attivamente la campagna per la proposta di Legge 181 con "Tutti pazzi per la 181",  coinvolgendo i nostri comitati regionali, territoriali e le ASD, basata su un elemento fondamentale, centrale nelle politiche dell’Uisp per la salute mentale, e per la salute e per la promozione del benessere in generale: la partecipazione attiva di utenti, familiari, operatori e cittadini nei servizi di salute mentale, per garantire buone cure in tutta Italia e per costruire, ognuno con il suo patrimonio di competenze e saperi, la salute come bene comune.

In quest’ottica, noi siamo convinti che lo sportpertutti possa e soprattutto debba avere un ruolo importante e debba assumere piena consapevolezza del proprio compito di costruzione  di mantenimento di relazioni solidali, contribuendo a contrastare l’isolamento e l’emarginazione derivanti dalla malattia, dalla disabilità o dal disagio mentale: sono proprio la pratica motoria e sportiva che, oltre ad avere effetti positivi dal punto di vista della prevenzione, cura e riabilitazione, hanno anche l’indispensabile funzione di cui si diceva sopra: quella di creare relazioni di comunità, di coinvolgere tutti, ognuno secondo le sue capacità, gli operatori dei DSM come gli allenatori e i tecnici sportivi, gli utenti e i familiari, nella costruzione del benessere collettivo, che è un fatto che riguarda non soltanto chi cura e chi viene curato. Proprio su questo tema, è prevista l'organizzazione di un seminario nazionale "Sport e Salute Mentale" da tenersi nella primavera 2015.

D’altra parte, per un’associazione come la Uisp, che interpreta consapevolmente il suo ruolo di associazione sportiva che sta nel sociale, abituata a portare la pratica motoria e sportiva e il gioco proprio in quelle zone di margine e in quei luoghi di discriminazione che sono anche le periferie urbane in difficoltà, le case circondariali e gli istituti minorili, tutto questo non costituisce una novità, ma un compito e un impegno costante da anni.

 politichesociali@uisp.it

 

 

 

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