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Salviamo il pianeta con Greta a piazza del Popolo

#Fridaysforfuture: il 19 aprile a Roma, Piazza del Popolo: migliaia di giovani hanno ascoltato la giovane svedese che vuole scuotere la nostra società

 

In piazza del Popolo a Roma la grande manifestazione dei Fridays For Future, gli scioperi del venerdì per il clima ispirati dall'attivista svedese sedicenne Greta Thunberg. Il palco è alimentato con l'elettricità prodotta da 120 ciclisti. Le loro biciclette sono montate su generatori: pedalando viene prodotta energia "pulita", senza emissioni di gas serra. Anche lo sport per tutti (e di tutti) fa la sua parte e l’Uisp saluta con piacere e partecipazione la mobilitazione di questi ragazzi e ragazze per il clima e per l’ambiente.

"Il problema base è che nulla viene fatto per arrestare la catastrofe ecologica. Dobbiamo prepararci a lottare per lungo tempo. Non basteranno settimane o mesi, ci vorranno anni". Lo ha detto Greta Thunberg dal palco dello sciopero del clima di Piazza del popolo. GUARDA IL VIDEO

Insieme ad Alberto Cei, psicologo dello sport, cerchiamo di capire più a fondo chi è Greta. Lo facciamo attraverso il suo libro “La nostra casa è in fiamme”, scritto insieme a tutta la sua famiglia. Ecco la recensione al libro (fonte: www.albertocei.com):

“Risolvere la crisi climatica è la sfida più grande e complessa che l’Homo Sapiens abbia mai dovuto affrontare. La soluzione principale, tuttavia, è così semplice che persino un bambino è in grado di capirla. Dobbiamo bloccare le emissioni di gas serra.
O lo facciamo, o non lo facciamo.
Voi dite che nella vita non c’è solo il bianco e il nero.
Ma è una bugia. Una bugia molto pericolosa.
O evitiamo un aumento della temperatura di 1,5 gradi, oppure no.
O evitiamo di innescare una reazione a catena irreversibile che sfuggirà a qualsiasi controllo umano, oppure no.
O scegliamo di voler esistere ancora come civiltà, oppure no.
E questo è bianco o neo.
Non ci sono zone grigie quando si parla di sopravvivenza.
Dobbiamo compiere una scelta.
Possiamo avviare un’azione trasformatrice che salvaguardi le condizioni di vita delle generazioni future.
Oppure possiamo continuare a fare quello che abbiamo sempre fatto, e fallire.
La decisione spetta a voi, a me”. (p.13-14)

Greta Thunberg ha parlato in questo modo ai grandi del mondo, a Davos nel gennaio 2019, convinta che “nessuno è troppo piccolo per fare la differenza”. Esprime con altrettanto chiarezza cosa si aspetta dagli adulti:

“Gli adulti continuano a dire: Dobbiamo dare speranza ai giovani.
Ma io non voglio la vostra speranza.
Non voglio che siate ottimisti.
Voglio che siate in preda al panico.
Voglio che proviate la paura che io provo ogni giorno.
E poi voglio che agiate.
Voglio che agiate come fareste in un’emergenza.
Voglio che agiate come se la nostra casa fosse in fiamme. Perché lo è”. (p.15)

Il libro “La nostra casa è in fiamme” da cui questi brani sono presi è stato scritto dalla famiglia Thunberg, madre, padre e due figlie. Parla del dolore vissuto da questa famiglia, della scoperta dei disturbi gravi delle figlie e di come le vite di tutti abbiamo attraversato lunghi periodi di difficoltà a vivere la vita quotidiana e a trovare modi per affrontarli con azioni il cui l’effetto positivo non era certo. E’ un libro che parla nello stesso tempo di amore per la vita e di dolore e talvolta anche di rassegnazione di fronte alla continua frustrazione di trovare soluzioni accettabili per risolvere i problemi legati all’alimentazione, alla perdita costante di peso, al mutismo e alla disperazione che emergono da una quotidianità per tutti psicologicamente devastante. La scrittura è stata per la famiglia un aiuto, non avrebbero dovuto scriverlo, afferma la mamma, scrivere di quanto sono stati da schifo così come il pianeta è da schifo, però sono stati costretti a raccontare la loro vita: “Ed è ora che tutti noi cominciamo a parlare di come stiamo. Dobbiamo iniziare a dire come stanno le cose” (p.97).

Nel libro ci viene spesso ricordato che abbiamo separato la cultura dalla natura, mettendo al primo posto l’apparenza; dall’uso smodato dell’aria condizionata, alle centinaia di negozi nei centri commerciali alla distruzione dei mari, delle foreste e dei ghiacciai.

E’ un atto di accusa contro noi, adulti, che abbiamo creato una società in cui chi pensa in modo differente non trova spazio per cambiare questa mentalità distruttiva. “O vengono bullizzati o si chiudono in casa. Oppure devono andare come me in scuole speciali dove non ci sono insegnanti” (p.162).

Lo “sciopero della scuola per il clima” di una solitaria e giovanissima studentessa davanti al parlamento svedese è diventato un messaggio globale che ha coinvolto in tutta Europa centinaia di migliaia di ragazzi che seguono il suo esempio in occasione dei #Fridaysforfuture. E’ il modo per attivare i media e coloro che possono influenzare le politiche globali a prendere finalmente sul serio questo tema, che è il problema della nostra civiltà e dalla cui soluzione dipenderà il futuro della terra.

Greta ha dato inizio a una rivoluzione che sembra diffondersi sempre più tra i giovani, una battaglia da combattere per ridare un futuro alle nuove generazioni che viene sottratto al ritmo di 100 milioni di barili di petrolio consumati ogni giorno. Quello di Greta è il grido di aiuto dei giovani che vogliono convincerci a fare qualcosa per salvare il pianeta prima del raggiungimento del punto di non ritorno. (Ivano Maiorella)

 

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