Nazionale

Sport welcomes refugees: a Lisbona la conferenza finale

L’Uisp ha preso parte all’evento conclusivo del progetto europeo che promuove l’inclusione dei rifugiati attraverso la pratica sportiva

 

Venerdì 23 e sabato 24 novembre si è tenuta a Lisbona, nella struttura della Cidade do Futebol, sede principale della Associazione Calcistica Portoghese, la conferenza finale del progetto Sport Welcomes Refugees, di cui Uisp è partner e che si concluderà il 31 dicembre. La conferenza, dal titolo “L’inclusione sportiva di migranti e rifugiati in un’Europa in trasformazione”, ha visto la partecipazione di delegazioni da parte di tutte le associazioni partner del progetto, nonché di numerose personalità attive in tutta Europa sul tema dell’inclusione di rifugiati e migranti attraverso la pratica sportiva.

La mattina del 23 novembre Joaquim Evangelista, presidente della SJPF-Sindacato portghese dei calciatori professionisti, ha aperto la conferenza rimarcando l’importanza, soprattutto in un’Europa caratterizzata da forti trasformazioni e perturbata da correnti populiste ed estremiste, di continuare a lavorare fondando le proprie pratiche sul concetto di solidarietà che è alla base dei valori europei. Kurt Wachter, coordinatore del progetto Sport Welcomes Refugees, membro dell’austriaca VIDC-Vienna Institute for Development and Cooperation, ha preso il testimone ricordando quanto, su questi temi, ha saputo creare il gruppo di lavoro SPIN-Sport Inclusion Network in questi ultimi anni, attraverso una lunga serie di progetti europei e quanto ancora i suoi membri hanno in programma di attuare.

Due tavole rotonde hanno animato la mattinata. Un primo confronto, sulla possibilità concreta che lo sport possa creare una società europea più diversificata ed inclusiva, ha cercato di dare una risposta politica al tema. A seguire, la sessione dedicata a “L’inclusione attraverso lo sport: sfide e bisogni delle organizzazioni sportive, dei migranti e dei rifugiati” ha dato vita ad uno scambio di buone pratiche da diverse esperienze europee.

Il pomeriggio ha permesso la partecipazione attiva di tutti i partecipanti attraverso quattro workshop: dalla sperimentazione di nuovi strumenti e metodi per l’inclusione sociale, allo scambio di sfide e buone pratiche attuate dalle associazioni sportive che operano come agenti per l’inclusione e per la cittadinanza attiva, dal confronto sullo sviluppo di un network internazionale sull’inclusione sportiva fino al report del contributo attivo di migranti e rifugiati nelle loro rispettive organizzazioni sportive.

Sabato 24 novembre i partecipanti si sono ritrovati alla Ciudade do Futebol per animare due nuove tavole rotonde. Nella prima, riguardante la promozione della partecipazione e delle capacità di leadership delle donne migranti nello sport, Layla Mousa, coordinatrice di Sport Welcomes Refugees per l’Uisp, ha presentato il progetto Spin Women – Sport Inclusion of Migrant and Minority Women, con il quale Spin Network continuerà il suo lavoro oramai decennale, lavorando su un progetto per incoraggiare l’inclusione sociale e l’uguaglianza di opportunità per donne e ragazze migranti attraverso la pratica sportiva. L’ultima tavola rotonda ha visto la partecipazione di diversi atleti i quali hanno potuto raccontare le loro esperienze e le loro lotte per creare un ambiente più inclusivo nel mondo del calcio.

Gli interventi di tre membri del progetto Sport Welcomes Refugees, Des Tomlinson, FAI - Football Association of Ireland, Kurt Wachter e Layla Mousa, hanno chiuso una due giorni estremamente stimolante, nella quale i partecipanti, provenienti da diversi paesi europei, hanno potuto condividere le proprie esperienze, buone pratiche e difficoltà riscontrate nel loro lavoro quotidiano e apprendere nuovi metodi e strumenti per proseguire con ancor più successo nella creazione di un’Europa più solidale e inclusiva attraverso lo sport. (Luca Lollobrigida, collaboratore Ufficio progetti Uisp nazionale)

 

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