Nazionale

Uisp Roma: successo dello stage di danza interculturale

Sabato 4 novembre l'impianto Uisp Fulvio Bernardini ha ospitato danzatori e rifugiati per un pomeriggio di comunicazione non verbale

 

Sabato 4 e domenica 5 novembre all’impianto sportivo Uisp Fulvio Bernardini di Roma si è svolta la seconda tappa dello Stage di teatrodanza interculturale a cura di Beatrice Libonati, danzatrice del Tanztheater Wuppertal di Pina Bausch. Il progetto nasce nel novembre 2016 e coinvolge danzatori professionisti, che hanno danzato in varie parti del mondo ed hanno colto con entusiasmo l’opportunità di partecipare ad un progetto che racchiude una serie di stage-laboratori a cui partecipano persone residenti e rifugiati “sans papier”. Lo scopo del progetto è quello di interagire culturalmente attraverso il linguaggio del corpo.

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Secondo Beatrice “la danza trasmette non solo dei movimenti, ma anche dei sentimenti. È un mezzo comunicativo poliedrico perché non è solo una tecnica, ma è soprattutto un’emozione che si vuole trasmettere a chi guarda. La danza è un linguaggio universale e si occupa di movimenti del corpo, di sentimenti, di emozioni e di che cosa spinge una persona a muoversi”.

Oscar Bonavena, responsabile nazionale danza Uisp, ha sottolineato che l’Uisp ha deciso di ospitare questo evento proprio per “i valori che l’Uisp e la danza veicolano. A questo evento hanno libero accesso rifugiati, quindi tutto ruota intorno al fatto che la danza possa esprimere la sua natura di linguaggio non verbale. Sono presenti migranti e richiedenti asilo, che trovano nella danza un linguaggio comune per connettersi con la nostra cultura”.

Ribadisce tale concetto Luciana Lusso Roveto, Associazione D.M.A.: “Pensiamo che danzare - dice - sia un linguaggio universale che non fa differenza da nessuna parte del mondo e che scavalca il problema della comunicazione attraverso la parola, poiché noi comunichiamo con il corpo. Come la musica, la danza è un messaggio di libertà e comunicazione universale”.

Hanno preso parte allo stage anche alcuni rifugiati ospitati da una cooperativa sociale di Roma: “Vengo dalla Nuova Guinea – racconta Nasser - è un anno che sono in Italia e questo lavoro che stiamo facendo con Luciana ci ha dato tanta speranza. Possiamo esprimerci con un movimento che è soprattutto libero, piuttosto che semplicemente danzato”.

Conclude Ilaria Nobili, responsabile danza Uisp Roma che si ritiene onorata e felice per aver accolto tale esperienza. “Questo progetto è importante perché c’è movimento, ma soprattutto c’è integrazione e inclusione. È una danza rivolta a tutti, non solo per rifugiati o per persone con disabilità, coinvolge tutti quanti”.

Sabato 18 novembre prosegue il focus sulla danza dell'Uisp Roma con le classi di danza africana sui tamburi bassi, di Ismaila Kante, e di danze mandengue, con Kady Coulibaly dal Burkina Faso. Inoltre, Kady terrà una classe di canto mandingue accompagnata dal Balafon di Ousmane Coulibaly. L'appuntamento è sempre all'impianto Fulvio Bernardini, in via dell'Acqua Marcia 51, dalle 13.30 alle 19.30. E' richiesta la prenotazione con largo anticipo, attraverso il form a questo link(A cura di Marzia Chittano)

 

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