Progetti

Capitan Uncino Uisp: due giorni di sport e di "aria buona"

Per respirare un pò "d'aria buona" nello sport, Gianni Mura ha deciso oggi, domenica 19 maggio, di parlare di Capitan Uncino Uisp nella sua rubrica domenicale "Sette Giorni di cattivi pensieri" su Repubblica: "E' un progetto dell'Uisp andato in scena a Santa Marinella - scrive Mura - Prima, per mesi, tanti ragazzi hanno costruito barche a vela in sette mini cantieri: hanno piantato chiodi, sagomato legno, tagliato le vele in città come Ferrara, Como e Salerno e in centri più piccoli come Gaeta, Noto, Tricase e Meda. Ragazzi e ragazze con disabilità a fare gruppo con coetanei senza disabilità, ad accettarsi. Carmelina, disabile, è il quartiermastro di Gaeta. Tre giovani pakistani sbarcati in Salento, hanno dato una mano a Tricase. Ieri per tutti la prova del mare. E per tutti, ancora, sia buono il vento".

Ecco i primi scatti del varo nazionale delle barche costruite dai ragazzi nell'ambito del progetto Capitan Uncino Uisp:

GUARDA LE FOTO

Il varo c'è stato sabato pomeriggio, 18 maggio, nel porto turistico di Santa Marinella (Rm). Presenti oltre 200 ragazzi provenienti dalle sette città che hanno partecipato al progetto. In tutto i ragazzi che hanno contribuito alla costruzione delle barche sono stati 500. Nelle prossime ore aggiungeremo altri scatti realizzati durante il varo.

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Comunicato stampa Uisp di venerdi 17 maggio (per annunciare il varo nazionale di Santa Marinella):

Dopo mesi di progettazione, costruzione, verniciatura e decorazione, le barche a vela del progetto “Capitan Uncino- in mare aperto per tutte le abilità" promosso dall’Uisp, sono pronte per il varo nazionale previsto sabato 18 maggio alle 15, nel Porto turistico Odescalchi di Santa Marinella (Roma). Gli scafi, realizzati in legno e lunghi 4 metri, sono stati autocostruiti da ragazzi con e senza disabilità, rispettando le esigenze di tutti. Lamanifestazione proseguirà anche nella mattinata di domenica 18 maggio con gli equipaggi che si riuniranno tutti insieme e racconteranno le loro esperienze, la scelta dei nomi, delle bandiere e degli inni che contraddistinguono ogni barca.

ECCO LE FOTO DELLA COSTRUZIONE DELLE BARCHE DALLE VARIE CITTA’:
https://www.dropbox.com/sh/vfx1lycchr23gr2/yPb_W69g2z

Il quartiermastro dell'equipaggio che verrà da Gaeta è Carmelina, una ragazza con disabilità. La barca si chiama “Cajeta”, nome originario della città. Dell’equipaggio di Noto (Siracusa) farà parte anche Sebina, operatrice Lis, la lingua dei segni, che indicherà ai ragazzi quando strambare o virare. La barca è verniciata di bianco, con le sagome colorate delle mani dei ragazzi ed è stata costruita nel porticciolo Zuccara di Avola, l’attracco storico delle tonnare. Lo scafo costruito a Tricase (Lecce) l’hanno chiamato “Burrasca” e lo spunto è nato dalla storia di tre ragazzini pakistani che hanno raggiunto le coste salentine dopo una dura traversata. Oggi i tre ragazzi si sono integrati con la comunità locale, hanno fatto amicizia con altri coetanei e hanno partecipato alla costruzione della barca.

Lavoro e sport: sono questi gli ingredienti base che hanno animato i 100 giovanissimi studenti del professionale “G. Terragni” di Meda (Monza Brianza): i giovani aspiranti falegnami, tappezzieri, e decoratori si sono divisi i compiti di costruzione dello scafo, realizzazione delle vele e verniciatura.

A Salerno la barca è stata realizzata in collaborazione con una rete di case famiglia coordinate, dall’associazione di volontariato “Ipotenusa” a fianco con i ragazzi dell’Istituto professionale Santa Caterina da Siena. A Civitavecchia (Rm) il nome della barca realizzata è tutto un programma: si chiama “Perla” ed è stata costruita grazie al concorso di tre associazioni: La Bilancella, Asd Pescatori sportivi di Santa Marinella e Amici della Darsena romana onlus. Ognuna di esse si è occupata di un ambito di lavoro, dalla costruzione della barca alla cucitura delle vele.   “Infinity” è il nome della barca realizzata a Ferrara dai ragazzi del Liceo scientifico Roiti insieme all’Associazione Calimero, che si occupa di ragazzi con diverse abilità. La caratteristica di questa associazione è quella di far seguire gli adolescenti con disabilità da ragazzi normodotati. Le fasi di costruzione della barca sono state occasioni per rafforzare questo rapporto.

Il progetto, promosso dall’Uisp-Unione Italiana Sport Per tutti e finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell'ambito della legge 383 di promozione sociale, ha visto protagonisti circa 500 ragazzi e ragazze con disabilità e senza, in sette città italiane, dalla Sicilia alla Lombardia: Noto (Sr), Ferrara, Como, Civitavecchia (Rm), Gaeta, Salerno, Tricase (Le).

L'idea che ha animato il progetto è che lo sport, la vela in particolare, possa rappresentare uno strumento di aggregazione e integrazione sociale. Tutto è stato fatto in casa dai ragazzi, con chiodi, compensato marino e lana di vetro. Dai sette mini-cantieri sono state costruite otto barche a vela di quattro metri, realizzate sulle esigenze di tutti, ragazzi e ragazze con disabilità e senza

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