Progetti

Il resoconto del tavolo di lavoro del progetto EU IMPALA.NET

Integrare le politiche pubbliche che a vario titolo si occupano di sport e incidere su queste politiche per progettare città più sostenibili. Parlano A. Rutten e V. Manco

Integrare le politiche pubbliche che a vario titolo si occupano di sport, nelle sue varie sfaccettature, e incidere su queste politiche per progettare città più sostenibili dal punto di vista ambientale, della mobilità e di stili di vita più sani. Questo è stato il filo comune che ha legato insieme i rappresentanti dei vari soggetti pubblici e privati che si sono riuniti a Roma giovedì 25 febbraio, nella sala Aldo Moro della Camera dei deputati rispondendo all'invito dell'Università di Cassino e dell'Uisp, promotori in Italia del progetto Impala.net.

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I lavori sono stati aperti dal professor Alfred Rutten, dell'Università di Erlangen, capofila del progetto. "Questo tavolo rappresenta un risultato importante, che potrei definire storico, visto che conosco la situazione italiana rispetto al tema e alle difficoltà di mettere insieme diversi stakelholder - ha detto Rutten - Ho visto i numeri impressionanti della sedentarietà in Italia, ma questo vuol dire avere una grande opportunità di sviluppare politiche nuove per affrontare questo problema. Per questo credo che sia importante aver messo insieme, su invito dell'Uisp e dell'Università di Cassino, non solo le associazioni sportive ma anche il governo nazionale, le Regioni, i Comuni, il Coni, le Università e i privati".

Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp, ha sottolineato che "Questo incontro e il progetto Impala.net dimostrano come diversi soggetti che hanno un'idea di sistema di lavoro, un progetto di cambiamento delle città a misura di persone e di ambiente, riescono ad essere incisivi sul miglioramento e sul coordinamento delle politiche pubbliche. C'è bisogno del ruolo di associazioni come l'Uisp, non da sola, rispetto al tema della sedentarietà. C'è un tema: il sistema sportivo italiano continua a non avere un baricentro comune capace di raccogliere le esigenze dei cittadini e trasformarle in politiche e progetti. Questo non avviene nel sistema sportivo e nemmeno in quello politico-istituzionale. Da tempo l'Uisp si sta muovendo sul tema della promozione della salute andando a cercare interlocutori istituzionali regione per regione, perchè il nostro sistema di governance della salute è fatto così. Ma in Italia abbiamo anche la necessità di rifondare una nuova cultura sportiva che non sia soltanto fondata sui record, sui punteggi e sul campionismo. C'è un deficit anche nella comunicazione e nei media, nonostante importanti risultati siano stati ottenuti grazie a Rai Sport in questi ultimi anni, con un po' di spazio anche allo sport sociale e per tutti, alle sue storie e ai suoi protagonisti".

"È necessario fare investimenti di advocacy - ha concluso Manco - con un lavoro sistematico di partecipazione a tavoli regionali per mettere in comunicazione le aziende sanitarie locali, le regioni e le organizzazioni sportive. L'Uisp, insieme alle istituzioni comunali e alle Regioni, sta promuovendo tavoli per la riqualificazione degli spazi urbani che ci vedono protagonisti con una serie di progetti: dal recupero delle periferie, alla promozione del ritorno a vivere le città e le piazze".

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