Attività sportivo-ricreative svolte in IPM

 

ULTIME NEWS

02/002/2010: CALCIO A SANTA BONA Gli studenti incontrano i baby-carcerati La squadra del "Real Minori IPM" di Treviso contro gli studenti dell’Istituto professionale Scotton di Bassano. Un incontro di calcio su un campo recintato da alte mura, nel carcere Santa Bona: 11 ragazzi di età tra i 15 e i 19 anni, di varie nazionalità, con la divisa rossa. E il calcio diventa così una grande palestra di vita. S’è così concretizzato un progetto perseguito dalla scuola bassanese di far incontrare gli studenti con i coetanei meno fortunati rinchiusi nel carcere minorile di Treviso. Alla fine hanno vinto 5-2 i bassanesi, ma l’elemento fondamentale è stata l’amicizia tra loro. Gli insegnanti Mario Gasparotto e Alessandra Bianchin parlano di «esperienza di educazione e di maturazione personale».
      L’incontro è stato possibile grazie alla disponibilità dei responsabili carcerari con la collaborazione della Uisp e di Giuseppe Ruzza, presidente del settore giovanile scolastico veneto della Federazione calcio (la Figc).
      «Uscendo dalla struttura per ritornare alla vita “normale” - raccontano i due docenti - i ragazzi pensavano con tristezza ai loro coetanei carcerati. Il penitenziario visto da dentro aveva fatto a tutti una grande impressione».
      Il commento più ripetuto dagli studenti è stato: «Quanto siamo fortunati! Qualcuno ricordava con commozione le scritte nello spogliatoio: "La famiglia ci protegge, senza famiglia ci perdiamo"».

L’ESPERIENZA Gli studenti della 4./M dell’Ipsia Scotton ospiti del Minorile di Treviso Ricreazione in carcere «Uscendo da quella struttura comprendi interamente cosa sia la libertà»
Martedì , Quando il calcio diventa una grande palestra di vita. Nei giorni scorsi nella capitale della Marca si è concretizzato un progetto perseguito da tempo da una scuola superiore di Bassano, l’Istituto professionale Scotton, quello di far incontrare alcuni ragazzi della stessa scuola di 18 anni con alcuni coetanei meno fortunati rinchiusi nel carcere minorile di Treviso. L’incontro ha dato luogo ad una straordinaria partita di calcio, per la cronaca vinta 5-2 dai bassanesi, che ha permesso di giovani di fraternizzare tra loro. Mario Gasparotto, insegnante, che con i colleghi Alessandra Bianchin e L. Spillere, ha accompagnato i ragazzi a Treviso, commenta l’esperienza. «E stata la nostra collega (la prof. Bianchin, ndr) a proporre questa iniziativa - riferisce - Fin da subito la proposta è stata accolta con entusiasmo, perché c’era il desiderio da parte di alunni “normali” di confrontarsi con la testimonianza di coetanei che stavano vivendo l’esperienza carceraria quale momento di rieducazione e di maturazione personale e c’era la curiosità di vedere un carcere».  E’ stato facile incontrare i ragazzi carcerati?«L’incontro tanto atteso è stato reso possibile grazie alla disponibilità dei responsabili carcerari che hanno accolto la collaborazione della Uisp, l’Unione italiana sport per tutti, rappresentata dall’operatrice Silvia Mason e Giuseppe Ruzza, presidente del settore giovanile scolastico veneto della Figc». Che cosa l’ha colpita di più?«Uscendo dalla struttura per ritornare alla vita “normale” senza sbarre e recinzioni i ragazzi della 4^ M dello Scotton respiravano a pieni polmoni la “libertà” e pensavano con tristezza ai loro coetanei che ne erano privati. A tutti il carcere visto da dentro aveva fatto una grande impressione». Quale il commento più diffuso? «Quanto siamo fortunati! Qualcuno ricordava con commozione le scritte sul cartellone appeso alla porta dello spogliatoio e realizzato da qualche ragazzo recluso: "La famiglia ci protegge, senza famiglia ci perdiamo"».   

Partita strana con "terzo tempo" commovente Questa è una cronaca sportiva particolare e rara. I tabellini della gara non contengono purtroppo, per ovvie ragioni, i nomi dei protagonisti della squadra Real Minori IPM di Treviso. Quando però i giovani dello Scotton sono scesi in campo, un green recintato in modo impressionante da alte mura, dopo una rigorosissima procedura di controllo dei documenti, dei telefonini, si sono trovati davanti una squadra già pronta: 11 ragazzi di età compresa tra i 15 e i 19 anni, di varie nazionalità, con la divisa di colore rosso, forse emozionati anche loro. «A vederli così, era difficile pensare che si fossero resi colpevoli di gravi reati. Eppure i loro sguardi lasciavano trasparire molta solitudine e tristezza, unitamente ad un grande bisogno di contatti con la realtà esterna», è stato il commento raccolto tra gli studenti bassanesi. Il calcio d’inizio è stato dato alle ore 14.45 dall’arbitro Lorenzo Caregnato, coadiuvato dai guardialinee Giacomo Voltarelle e Federico Modesto. All’inizio le squadre si sono prese le misure. Subito però si è evidenziata la migliore organizzazione tattica della compagine bassanese, con la velocità in attacco di Erhabor e Sterkaj sostenuti a centrocampo dalla potenza di Bianchin, di Maroso e Nervo; in difesa il portiere Bortignon era una saracinesca, validamente protetto da Salovski, Pegoraro, Angioletti e Grando. Il primo tempo si è chiuso sul 3 a 1 a vantaggio degli ospiti. Il Real IPM Treviso accorciava nella ripresa, ma con Maroso e Nervo i bassanesi andavano sul 5 a 2 chiudendo di fatto l’incontro.Alla fine commovente ‘terzo tempo’ con i giocatori delle due squadre che hanno socializzato nello spogliatoio, degustando crostoli e panettone. Partenza per il rientro a Bassano alle ore 16.20. (Silvano Bordignon - fonte IL GAZZETTINO 02/02/2010).

16/04/2008:PROGETTO DI EDUCAZIONE CINOFILA ALTRO CHE BASTARDI! PARTECIPAZIONE AL SOCIAL DAY 28 MARZO 2009 Sabato 28 marzo porteremo al termine il progetto di educazione cinofila avviato il 17 gennaio e che ha coinvolto 4 ragazzi ospiti dell’Ipm di Treviso e 4 cani del Canile Sanitario dell’ULSS 9 di Treviso.
Il progetto nasce da una collaborazione dell’Istituto Penale per i Minorenni (IPM) ed l’UISP di Treviso, a cui hanno dato l’adesione il Canile Sanitario dell’ULSS 9 di Treviso, il centro cinofilo POWERDOGTREVISO, l’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) e la LAV (Lega Antivivisezione).
La scelta della data del 28 marzo non è casuale in quanto rientra nella settimana di iniziative collegate al bando promosso dalla Provincia di Treviso, dal C.S.V. di Treviso e dalla consulta provinciale degli studenti, intitolato «io…tu…noi… liberi di esserci», il cui obiettivo è promuovere, attraverso il volontariato dinamico dei giovani, i valori della legalità e della cittadinanza attiva.
Non poteva quindi trovare cornice migliore la manifestazione che avrà il seguente programma:
13.30 ingresso degli invitati
13.50 presentazione programma
14.20 dimostrazione di condotta con cani addestrati dai ragazzi detenuti partecipanti al progetto
14.40 dimostrazione dei cani guida per ciechi
15.00 dimostrazione dei cani da utilita'
15.40 dimostrazione delle unita’ cinofile da soccorso de
Corpo Forestale dello Stato
Guardia di Finanza
Croce Rossa Italiana
U.C.S. “La Marca”
Gruppo Cinofilo Giubbe Rosse
16.30 prova di agility – POWERDOGTREVISO
17.00 rinfresco offerto dalla Coop Adriarica e preparato da alcuni insegnanti dell’istituto Alberghiero Alberini di Lancenigo (Tv).

Uno degli obiettivi del progetto è stato quello di far apprendere, a 4 ragazzi detenuti, gli elementi dell’addestramento base dell’educazione cinofila. Ciò è stato possibile grazie all’intervento di Bruno Soldano, istruttore cinofilo dell’A.S.D. Cinofila POWERDOGTREVISO, che ha seguito l’intero percorso. E’ stato insegnato il cosiddetto “metodo gentile”, ossia un sistema di azioni che esclude qualsiasi ricorso a tecniche e strumenti coercitivi. Grazie, infatti, all’utilizzo di un piccolo oggetto (clicker), le risposte corrette del cane sono facilitate attraverso il rinforzo positivo. Oltre agli operatori dell’Istituto Penale per i Minorenni, alle lezioni pratiche, sono stati presenti Silvia Mason dell’UISP e uno degli operatori del canile sanitario.
Educare i cani alle regole minime di convivenza che dovranno osservare nelle famiglie che li adotteranno ha significato per i ragazzi sviluppare qualità come la pazienza, la tolleranza, l’accettazione delle frustrazioni e l’autocontrollo, ma anche lavorare in gruppo, acquisire capacità organizzative e sperimentare valori quali il rispetto, la lealtà, la solidarietà e l’accettazione dei propri limiti.
Interessante è stata anche la verifica dei livelli di recupero dei cani scelti tra coloro che con più difficoltà sarebbero potuti entrare in percorso di adozione per talune caratteristiche comportamentali. Gli animali hanno immediatamente dato un affetto sincero, spontaneo senza alcun pregiudizio rispondendo in modo interattivo con il nuovo ambiente e con i ragazzi. Durante questo percorso le problematiche comportamentali che si erano evidenziate in canile si sono progressivamente attenuate attraverso questa particolare relazione frutto di un misto di gioco, lavoro e rinforzo positivo.
Si può ragionevolmente sostenere, dopo questa esperienza, che i ragazzi ed i cani, pur (e la similitudine non è casuale) con trascorsi problematici, hanno ottenuto un considerevole beneficio dal coinvolgimento in questo particolare progetto educativo, nonostante che l’ambiente sia ricco di elementi critici e di contraddizioni.

16/04/2008: Continua l'attività dell'UISP all'interno delle mura dell'Istituto per Minorenni... nella convinzione che l’educazione mediante l’attività motoria contribuisce allo sviluppo integrale della personalità e si avvale sia dell’educazione del corpo (intesa come sviluppo e conservazione ottimale dello stesso) sia come educazione al corpo (intesa come atteggiamento positivo verso il corpo stesso). Alle tradizionali attività relative al gioco del calcio e all'animazione ludico-ricreativa si è aggiunta la possibilità di accedere allo spazio della palestra, dotato di attrezzi che consentano ai minori di aver cura del proprio corpo attraverso esercizi che favoriscano uno sviluppo armonico ed armonioso dello stesso.

10/07/2006: Italia campione del mondo giusto ieri… e mentre tutta l’Italia festeggia la Nazionale e rivive le emozioni della sfida con la Francia, a Treviso scende in campo il “Real Minori”, la formazione dell’Istituto Penale per Minorenni (IPM), contro una squadra dell’Istituto Tecnico Statale per Geometri “Palladio”. Entrambi gli schieramenti non si fanno spaventare dal caldo torrido di questa giornata; scendono in campo con entusiasmo ed è quanto di meglio si possa chiedere.
Passaggi non sempre perfetti, il fiato che manca per via della calura estiva, qualche traversa presa in pieno, dei goal sbagliati davanti alla porta, ma anche se non c’è in palio nessun trofeo, questo sembra non importare a nessuno: l’obiettivo è il divertimento, da entrambe le parti, tanto che non è neppure necessaria la presenza formale di un arbitro per rispettare le regole. L’impegno si nota e alla fine i risultati si vedono: la vittoria va alla squadra ospite che batte il “Real Minori” per 4 reti a 3, e la promessa di una rivincita regala una nuova speranza. Una stretta di mano ed un saluto accompagnano ogni ospite all’uscita.
Ora, fuori dal campo, non c’è bisogno della moviola per rivivere i momenti salienti della partita: i ragazzi dell’IPM la descrivono attimo per attimo, raccontando con dovizia di particolari le azioni più importanti, elogiando gli avversari più bravi, rivedendo gli schemi ed i ruoli in previsione dei prossimi incontri che si spera non saranno troppo lontani nel tempo.
Calcio che diventa, come altre volte, promotore di condivisione, di socializzazione: il terreno di gioco si trasforma in luogo di costruzione del carattere, di definizione di obiettivi educativi attraverso il valore dell’amicizia e della lealtà verso i compagni e verso l’avversario, che offre lo stimolo per comprendere il valore del rispetto dell’altro oltre che delle proprie potenzialità fisiche. Lo sport diventa una prospettiva per mettere in contatto “il dentro ed il fuori”, per far sì che il detenuto si relazioni con la realtà esterna al fine di aiutarlo a costruirsi una identità positiva. Tutto questo, non accade nell’arco di una sola partita; è un percorso che si accompagna agli altri che i detenuti hanno la possibilità di seguire. Lo sport è una delle possibilità che vengono offerte ai reclusi, per stimolarli al cambiamento e alla crescita. Lo sport che continua, grazie anche alla collaborazione delle persone che lavorano quotidianamente all’IPM, a tenere le “porte aperte” alla speranza.

04/05/2006 Festa di Primavera: 27 aprile 2006… il cielo di Treviso non si tinge dei colori della primavera come negli ultimi giorni in cui il sole ha abbondantemente scaldato… peccato! Oggi all’IPM c’è la “festa di primavera”, in programma da un po’, slittata nel tempo alla ricerca di una data che concili gli impegni degli operatori UISP e quelli della struttura che la ospiterà. E finalmente è giunto il momento: con i ragazzi si cerca di abbellire la stanza dove si svolgerà l’atteso evento! Qualche striscione, dei palloncini, nulla di impegnativo, solo un po’ di colore, perché oggi ci saranno delle ospiti, è bene che si sentano a loro agio qui dentro! Il direttore dell’istituto ha gentilmente concesso di invitare alla festa delle ragazze, più o meno coetanee dei detenuti… è un’ulteriore occasione di scambio con il mondo esterno, di condivisione, di conoscenza. E’ un accostarsi ad un mondo che da dietro queste mura appare lontano, anche se si è dentro da poche settimane; uno sfiorare qualcosa che per il momento non appartiene! Oggi il clima è sereno, disteso, aspettando impazientemente il loro arrivo, sono apparentemente in ritardo! Vengono viste da lontano, accompagnate dall’ispettore… ora si può cominciare! Un giro di nomi, ma oggi si è in tanti, è quasi impossibile ricordarli tutti; alcuni giochi a squadre che evidenziano una notevole predisposizione musicale della maggior parte dei ragazzi. Cominciano le risate, le chiacchiere, le mille domande su quello che fuori continua a scorrere; il tempo concede un attimo di tregua, si può continuare a dialogare, a sorridere, all’aria. Mondi apparentemente diversi che si incontrano, curiosi, da una parte e dall’altra, della vita. Favorire questi momenti serve a far sentire meno emarginati, meno lontani dalla realtà, in un’ottica ri-educativa e di socializzazione. Si gioca a calcio balilla, si ascolta la musica tutti insieme, qualcuno osa dei passi di ballo… nulla di eccezionale, solo qualcosa che si allontana dalla routine.
Il tempo a disposizione finisce: una saluto corale accompagna le ospiti all’uscita. La serenità di questo incontro pomeridiano aleggia per un po’ nell’aria: ma anche per i detenuti è tempo di tornare nelle proprie stanze… qualcuno dà una mano a riordinare e già chiede quando ci sarà la prossima festa…

10/04/2006: E’ avvenuto un evento straordinario all’IPM di Treviso il giorno 27 marzo 2006: si è svolto il tanto atteso triangolare di calcio all’interno delle mura dell’istituto di pena minorile con la partecipazione di due formazioni esterne che arrivavano da Mestre e Mogliano Veneto ed hanno sfidato la squadra multietnica dell’IPM. Nessun dubbio sulla superiorità calcistica di quest’ultima che ha nettamente sconfitto le due avversarie conquistando così il primo posto di questo piccolo torneo interno.

I ragazzi dell’IPM hanno potuto trascorrere qualche ora al fianco di alcuni coetanei in un clima festoso e sereno. Nessun inconveniente ha disturbato questa manifestazione che si è conclusa con la premiazione dei partecipanti da parte del responsabile UISP del progetto, il signor Paolo Peratoner che ha consegnato a tutti i ragazzi un simpatico gadget. Sempre piacevole è stato il clima respirato durante il rinfresco offerto sempre dalla UISP con il quale i ragazzi hanno potuto recuperare le energie perdute!

Sono queste le occasioni migliori per comprendere come lo sport sia un elemento unificatore delle realtà più diverse e a volte contrastanti: la passione per lo sport accomuna i giovani che, se coinvolti in queste attività, danno sempre il meglio di se stessi. Non resta che augurarsi che ci siano altre occasioni di questo tipo, che vedano nello sport un motivo di unione e condivisione.

14/10/2005: “MEZZ’ORA DI UISP” SU LA 7 DIGITALE TERRESTRE IN CHIARO: LUNEDI 17 OTTOBRE SI PARLERA’ DELLO SPORT DIETRO LE SBARRE
Il tema che verrà affrontato nella trasmissione di lunedì in onda su La7 Sport d.t. dalle 14,00 alle 14,30 è lo sport dietro le sbarre. Ovvero lo sport all'interno delle carceri attraverso esperienze condotte dall'Uisp in varie città italiane.
Ospite nello studio di Roma sarà Andrea Ciogli, responsabile Area carceri Uisp Roma ed operatore esperto sia degli aspetti tecnici sia di quelli organizzativi delle attività organizzate dall'Uisp di Roma all'interno delle carceri.
Nello studio di Milano Paolo Cassani, presidente Uisp Lombardia, darà il proprio contributo parlando dei progetti e delle iniziative Uisp nelle carceri della propria regione. E' prevista anche un'intervista a Giuliano Bellezza, Uisp Genova, responsabile dei progetti negli Istituti Minorili.
Alcune delle domande che verranno fatte agli ospiti riguarderanno la funzione che svolge lo sport in un ambiente "separato" come quello delle carceri; gli aspetti legati all'ambiente del carcere; il motivo per cui l'Uisp ha deciso da anni di avviare il progetto di portare lo sport all'interno delle carceri e degli istituti minorili.
Inoltre verrà focalizzata l'attenzione sugli obiettivi dell'attività motoria e dello sport nelle carceri e sulle difficoltà maggiori che si riscontrano operando in questi contesti.

 

aggiornato il 16/04/2008