Come ogni anno partecipare ai Mondiali Antirazzisti è sempre un' emozione: forte, intensa che ti pervade appena oltrepassi l'entrata dell'area organizzata.
Un insieme di colori, sapori e profumi che s'intrecciano spontaneamente tra loro e ti avvolgono come il calore di un' abbraccio.
Non è facile descrivere la spontaneità e la forza dello stare bene insieme, bisogna viverla la bellezza di questa manifestazione, ricca d'incontri, valori e significati, dove culture e lingue diverse si mescolano reciprocamente tra loro e si arricchiscono vicendevolmente.
I Mondiali Antirazzisti non sono solo sport, ma anche cultura, aggregazione, divertimento e partecipazione: dibattiti, concerti, workshop, tornei di cricket, basket e pallavolo, corsi di yoga, pilates, t'hai-chi e tanto altro ancora accompagnano il torneo di calcetto che chiama squadre da tutto il mondo. 204 in tutto, che si sono incontrate sui campi da gioco, dimostrando lealtà, spirito di fair play e sana competizione.
Si gioca senza arbitro ai Mondiali, perché ciò che conta è la voglia e la capacità di dialogare e sapersi confrontare anche sul campo. Non esistono nemici né avversari, ma solo uomini e donne con in comune la passione per il calcio, linguaggio universale condiviso. I giocatori si autogestiscono, trovando insieme la soluzione agli eventuali dissapori che possono crearsi durante la partita. Come ci ricorda, infatti, Amine, capitano e difensore fascia sinistra della squadra "Curva Pazza" dell'Uisp di Varese - "l'importante non è vincere ma essere qui. Si respira un'aria diversa ai Mondiali -prosegue Amine- ricca di aggregazione e di voglia di stare insieme, evento raro, purtroppo, in una società come la nostra, attraversata più spesso da ventate di tensione e scontri costanti ".
"Chi l'avrebbe detto che essere qui sarebbe stato così bello"- dichiara Abdul, difensore fascia destra di "Curva Pazza" - anche l'anno prossimo non mancheremo!"
Eh sì i Mondiali Antirazzisti sono proprio questi, visti con gli occhi di chi ormai ci partecipa da anni e vorrebbe durassero 365 giorni l'anno . Una cosa è certa però, ciò che abbiamo conosciuto e imparato tutti insieme, in questi cinque giorni, ci farà compagnia per tutto l'anno, in attesa dei prossimi mondiali.
Vogliamo che tutti i colori del mondo possano avere la loro cittadinanza e ai Mondiali questo è possibile!
Alessandra Pessina
