Oltre 70 persone hanno perso la vita e centinaia sono rimaste ferite nelle violenze scoppiate ieri sera dopo una partita di calcio a Port Said, nel Nord-Est dell'Egitto. Gli scontri sarebbero esplosi per motivi calcistici anche se i Fratelli Musulmani, la maggiore forza politica nell'Egitto del dopo-Mubarak, non credono che gli incidenti siano scoppiati soltanto per la follia di qualche gruppo di tifosi e accusano i sostenitori del presidente deposto un anno fa dalla protesta di piazza. Il bilancio è quello di una guerra e non ha precedenti nella storia del calcio.
Un immediato comunicato è stato emesso dalla Lisped, associazione del Congo collegata alla rete internazionale dello sportpertutti, all'Uisp e organizzatrice di varie edizioni di "Vivicittà" a Kinshasa. La Lisped e la rete africana di sport per la pace "Rasp" hanno emesso un comunicato nel quale si "deplorano i terribili" e "condannano questi atti ignobili, che mettono a lutto senza motivo tutta una Nazione e l'intera Africa, profondamente toccata, soprattutto perché nel pieno dell'organizzazione della 28esima edizione della Coppa d'Africa delle Nazioni Gabon-Guinea 2012".
"Il Rasp e la Lisped - scrive Alain Makengo Kikandu, presidente delle due associazioni - invitano le autorità egiziane ad aprire un'inchiesta e di punire severamente i responsabili di questi fatti e raccomandano il CAF di esortare le Federazioni Nazionali e i governi africani a impostare le politiche nazionali sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nelle strutture sportive".
"Così la Lisped e il Rasp, lanciano ancora una volta un appello alla non violenza, al fair play e all' antirazzismo nel calcio africano e invia un messaggio alla 28 esima Edizione della Coppa d'Africa e a tutto il popolo africano: "Mai più violenza, comportatevi con Fair play". Il Rasp e la Lisped colgono l'occasione per porgere le condoglianze alle famiglie vittime". (I.M.)
