L'uso dei defibrillatori semiautomatici (DAE) è stato autorizzato, anche per i soccorritori NON sanitari, dalla legge 3 aprile 2001 n° 120. A quella legge, semplice e duttile, non sono seguiti, per inerzie, pigrizie ed inadeguata comprensione del fenomeno i provvedimenti attuativi che negli altri Paesi costituiscono ormai precisi obblighi legali o morali. L'obiettivo è essere attrezzati ed organizzati per soccorrere efficacemente sul posto chi viene colpito da arresto cardiaco.
Il tempo per salvare una persona colta da "morte improvvisa" è infatti assai breve: se non si presta soccorso entro i primi 5-6 minuti i danni al cervello, anche in caso di sopravvivenza, sono irreversibili. Ecco perché diventa fondamentale avere cittadini capaci di intervenire subito, nell'attesa che giungano le ambulanze.
Per questo, all'estero, è normale trovare il defibrillatore nelle stazioni, sugli aerei, nelle palestre, nelle chiese, cinema ecc. L'apparecchio è costruito in modo da indicare con estrema precisione se ci vuole o no la scarica elettrica e "guida" il soccorritore con segnali visivi e sonori. Laddove, anche in Italia, le reti di defibrillatori e persone capaci di utilizzarli (per imparare a salvare una vita è sufficiente un corso di poche ore) sono state create e via via allargate, la sopravvivenza è aumentata in misura molto notevole. Prima della legge 120/2001 non si salvava praticamente nessuno (meno del 2%); oggi, in alcune aree che si sono adeguatamente attrezzate, sono state raggiunte percentuali di sopravvivenza anche del 30%. Ma le aree sono ancora poche e tutto è lasciato alla buona volontà individuale. In questi dieci anni quanti degli oltre 500.000 morti avrebbero potuto essere salvati? Il decreto del Ministero della Salute che integra e migliora la legge 120/2001, stanziando tra l'altro alcune prime risorse finanziarie per fare in modo che le singole Regioni potenzino le reti sopra descritte, è stato approvato oramai da tempo, ma non viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Perchè?!? Senza questo passaggio, il documento non entra in vigore. E intanto, continuano a morire 60 mila persone ogni anno, tra cui non pochi giovani.
Ma torniamo alla formazione di "esecutori di BLS-D", cioè di persone in grado di intervenire con l'utilizzo del DAE; la UISP, con la collaborazione di IRCOM, ha formato degli istruttori che sono abilitati per formare alla rianimazione cardiopolmonare che comunemente viene indicata con il termine di BLS-D (Basic Life Support and Defibrillation) che in Italiano si gnifica "manovre Base per supportare la Vita compreso l'uso del defibrillatore".
I contenuti di questi corsi sono descritti dalle International Guidelines, Linee Guida Internazionali, che in sintesi descrivono le linee di condotta dei corsi (cosa fare, come massaggiare, le norme per soccorrere il paziente colpito da arresto cardiaco). Queste Linee Guida sono redatte da un consesso di cardiologi e rianimatori specialisti sotto l'egida della più grande Associazione di Cardiologi e di pazienti cardiopatici con sede in USA: American Heart Association in breve AHA. Le linee guida AHA sono comunque, è bene ricordarlo, indicazioni non legge, tant'è che varie associazioni scientifiche Europee (ESC ILCOR) o Italiane (SIC, ANMCO; AIAC) possono in parte modificarle anche se poi la sostanza rimane la stessa.
Oggi, i nostri associati, tecnici, formatori, dirigenti, ecc. possono rivolgersi agli istruttori UISP/Ircom per avere l'abilitazione ad usare il defibrillatore, ad un costo equo, per diventare senza paure un first responder (così si chiamano le persone abilitate all'uso del defibrillatore). Ci sono paure spesso immotivate generate dalla non conoscenza, o dal timore di essere inadatti ad affrontare chissà quale difficoltà nell'operare, quindi cominciamo a sfatare alcune cattive credenze, intanto l'uso del defibrillatore è una pratica che si impara in pochi minuti (un lavoro dell'American Heart su bambini di 10 anni ha stabilito che il tempo medio per imparare l'uso del defibrillatore in questa popolazione era di 100 secondi) la maggior parte del tempo del corso (in genere dura 4 5 ore e ci si diverte oltre che imparare) viene impiegato per insegnare ed imparare il massaggio cardiaco e rudimenti di patologie cardiache, su come prevenirle e come riconoscere i sintomi.
Il corso dunque al di là dell'uso dl defibrillatore è di grande utilità personale e sociale, i nostri istruttori sono persone molto attente ai risvolti umani, non hanno secondi fini e la vera motivazione è quella di far cultura e contribuire a ridurre le morti per arresto cardiaco.
Di seguito l'elenco degli istruttori UISP/Ircom:
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cognome e nome
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N° UISP istruttore ircom |
Comitato Regionale uisp |
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Forni Vittorio |
UISP 2010 000003 |
Emilia Romagna |
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Frisoni Gianluca |
UISP 2010 000004 |
Emilia Romagna |
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Maestrelli Enrico |
UISP 2010 000006 |
Toscana |
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Marzoli Silvia |
UISP 2010 000007 |
Toscana |
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Mercurio Claudio |
UISP 2010 000001 |
Marche |
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Montaguti Stefano |
UISP 2010 000009 |
Emilia Romagna |
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Nadali Marco |
UISP 2010 000010 |
Trentino |
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Palli Leonardo |
UISP 2010 000011 |
Toscana |
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Pofferi Alessandro |
UISP 2010 000012 |
Toscana |
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Salori Roberto |
UISP 2010 000013 |
Toscana |
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Sapienza Concetta |
UISP 2010 000014 |
Lombardia |
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Tagliati Gabriele |
UISP 2010 000015 |
Emilia Romagna |
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Tommasi Marco |
UISP 2010 000016 |
Emilia Romagna |
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Vatteroni Gionata |
UISP 2010 000017 |
Toscana |
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Velardo Antonino |
UISP 2010 000018 |
Liguria |
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Verace Giovanni |
UISP 2010 000019 |
Sicilia |
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Per l'organizzazione dei corso per "esecutori" il metodo che intendiamo adottare è:
In accordo con IRCOM, sarà organizzato un ulteriore corso per la formazione di Istruttori per coprire i territoriali che attualmente non hanno questa figura, ovviamente i partecipanti dovranno essere in possesso dell'attestato di "esecutore"
Per dotare le strutture sportive, le sedi, ecc. di un DAE, è stato raggiunto un accordo (allegato) con la ditta TECHNOSTAR di Bologna, per l'acquisto dei defibrillatori. Il costo è assolutamente contenuto, meno di un computer, il classico... caffè al giorno, ecc.; chi comprerebbe oggi un'auto senza ABS o chi costruirebbe un impianto elettrico senza salvavita? Eppure un defibrillatore ha un costo più basso e salva molte più persone.
Perché la salute è un diritto dovere del cittadino come recita l'articolo 32 della Costituzione" ...la salute come diritto fondamentale del cittadino e interesse della comunità", dobbiamo fare in modo di conservare e proteggere la salute nostra e di chi ci è vicino.
Diminuire i decessi dovuti ad arresto cardiaco da "fibrillazione ventricolare", aritmia cardiaca molto più diffusa che conosciuta è un impegno di tutti perché soltanto collaborando tutti e insieme ci si può riuscire.
Una associazione come la nostra può e deve fare qualcosa, tutti noi, con i nostri mezzi, tramite le nostre attività, con le nostre possibilità comunicative, dobbiamo impegnarci a informare che dall'arresto cardiaco, patologia con il tasso più alto di mortalità, ci si può e ci si deve salvare.