"Lo sport é un diritto per tutti, lo sappiamo bene - scrive Fossati - Per questo partire dagli ultimi é utile: impari a conoscere chi c'é lì, nei quartieri alveare delle metropoli, nelle zone di confine dove ognuno parla la sua lingua, nei ghetti dei cortili e delle strade. Lo sportpertutti é così, aiuta a mettere radici, ti accorgi di coloro che hai al fianco, parli e ti muovi insieme a loro: giovani e anziani, gente del nord e del sud, disoccupati e precari, famiglie e gruppi allargati, persone in relazione con altre. Abitare le stesse emozioni e iniziare a mischiarsi: sono questi gli ingredienti di ogni attività sportiva. Quando di mezzo c'é il bisogno di movimento, di salute e di socialità, quella che sembrava una semplice passione individuale diventa diritto universale. Per questa strada passa l'espressione individuale, l'identità e la dignità del vivere quotidiano. Per questa strada incontri l'Uisp".
"Guardate la nostra tessera di quest'anno: una cascata di colori in movimento e un gioco antico, quello dell'aquilone. La libertà di volare e di esprimersi ci rappresenta e ognuno può leggerci ciò che crede. Come l'abbiamo realizzata? Siamo partiti dagli ultimi degli ultimi, i carcerati. Dipinto sulla cinta perimetrale interna di Rebibbia c'é un murale di sedici metri, realizzato dai detenuti del circolo La Rondine, affiliato Uisp. Lo abbiamo adottato: quell'immagine costretta, reclusa, é volata oltre il muro, si può vedere. Quel grido di libertà lo abbiamo fatto nostro e lo abbiamo lanciato lontano. Ed ora é in circolazione in tutta Italia, si muove e fa riflettere oltre un milione di tesserati Uisp e i tanti che entrano in relazione con essi".
"Il sistema sportivo, così come l'abbiamo conosciuto sino ad oggi, é in crisi. Si tratta di una crisi d'identità, di etica, di risultati. Il bilancio é negativo, si perde spesso, alle Olimpiadi, ai Mondiali di calcio. I modelli che vengono proposti sono perdenti, senza anima né prospettiva. Un modello basato soltanto sul successo e sulla competitività genera frustrazione quando non si vince. Mancano politiche pubbliche del governo sullo sport e si sente. Mancano politiche per il territorio, per le famiglie, per l'associazionismo. E soprattutto manca un collegamento con le Regioni e i Comuni, che fanno per lo sport e non contano nello sport".
"Crisi dello sport e crisi economico-politica: che cosa possiamo fare? L'Uisp deve essere in campo sapendo che il contesto é in transizione, deve giocare in ogni settore, sviluppare tutti i rapporti, essere interlocutore in tutti i tavoli, con le Regioni e con il Coni. L'Uisp deve essere attenta ai fenomeni nuovi, alla moltiplicazione di attività informali, individuali, a quelle open air...L'Uisp é al fianco delle società sportive per creare nuove opportunità sul territorio, sempre più a misura di cittadino, come elemento di qualificazione della vita urbana e strategia per ripensare le città partendo dalla loro camminabilità e ciclabilità. E poi l'Uisp é al fianco dei giovani. Quelli che studiano e non trovano lavoro, quelli a cui viene offerta solo l'opportunità di andarsene dall'Italia, quelli che sanno che il proprio futuro sarà peggiore di quello realizzato dai propri genitori. Venite con noi. Imparate a mettere in movimento le persone, aiutateci a farle stare insieme, a fare associazione. La cura delle persone é un settore affascinante, servono competenze, passione. In un mondo civile dovrebbe esserci tanto lavoro, tanta ricerca in questo campo. Persone che vivono meglio infatti aiutano, non pesano sulla collettività. Stare bene é un risparmio per il quale é giusto investire, creare lavoro. Questo é un modo concreto per rispondere alla crisi in maniera solidale ed efficace, l'unico modo che conosciamo per superare uniti le difficoltà di questo momento e non lasciare da solo chi é in ultima fila. Lo sportpertutti é il diritto di andare oltre, tutti insieme".