Non possono ancora partire i progetti del servizio civile, né a Varese né in nessun'altra città d'Italia. Diciottomila ragazzi, una sessantina a Varese, restano in stand by con i progetti sociali che avrebbero dato loro la possibilità di un'esperienza formativa importante, e alle associazioni un modo per portare avanti progetti pensati per migliorare la qualità della vita della città.
Durante l'estate ci avevano pensato le manovre del governo Berlusconi, che hanno abbassato a soli 68 milioni il fondo nazionale nel 2012, e a poco più di 70 per il 2013 e il 2014. «Di fatto, si è voluto affossare il servizio civile nazionale» ha dichiarato a questo proposito Franco Zanellati, il referente varesino di Arci Servizio Civile, l'associazione che raggruppa le realtà che possono lanciare un bando per chiedere l'aiuto dei giovani volontari. Ora lo stop definitivo arriva da una recente sentenza del Tar di Milano che ha accolto il ricorso di uno studente pachistano, escluso da un bando perché privo di cittadinanza italiana. La stessa sentenza ha però anche ha intimato al Ministro per la cooperazione e l'integrazione, Andrea Riccardi, la riedizione del bando dell'anno 2011.
Il ricorso alla sentenza è già partito verso la Corte d'Appello di Roma, ma la trafila potrebbe essere più lunga del previsto, perché il requisito della cittadinanza italiana è stabilito da una legge nazionale.
Intanto, a Varese, sessanta ragazzi, cinque associazioni e diversi uffici comunali attendono l'esito del ricorso per partire.
