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Vela Uisp: perchè vogliamo renderla accessibile a tutti

Vela Uisp: perchè vogliamo renderla accessibile a tutti

 Tempo di mare, tempo di vela. Lo scorso sabato 2 luglio, la Lega vela Uisp ha organizzato una riunione nazionale di "ascolto" tra comitati regionali e territoriali Uisp sulle peculiarità di questa attività. "L'obiettivo condiviso è quello di rafforzare un collegamento diretto tra Uisp, ai vari livelli, e associazioni veliche sul territorio - ci dice Francesco Tenti, presidente Lega vela Uisp - abbiamo deciso di individuare le attività di formazione come collante tra strategie nazionali, territoriali e circoli. Dalla prossima stagione cercheremo di costruire un calendario di formazione centrato su appuntamenti regionali integrati con appuntamenti nazionali. Abbiamo la necessità di mettere in chiaro un filo conduttore comune su aspetti metodologici e didattici che diano un'identità il più possibile precisa alla proposta velica Uisp. Si tratta di un primo passo".

Qual è il problema principale?

"Quello di ricostruire una credibilità interna condivisa e visibile all'esterno. Per rilanciare l'attività c'è bisogno di strutture e di persone, cioè di istruttori. Si tratta di riprendere le fila di questa strategia. Stiamo costruendo, ad esempio, un marchio di qualità legato alla capacità di educare alla vela e alla marineria. Noi poniamo una serie di contenuti, di valori alla base della nostra didattica e stiamo rivedendo anche una nostra idea di regate e di agonismo: non siamo per demonizzarlo ma per considerarle uno strumento e non un fine. Al centro deve esserci l'elemento culturale che ci deve contraddistinguere. C'è già la Federazione Italiana vela che organizza bene regate di un certo tipo. Al contempo c'è una serie di attività veliche in tutta Italia legate alla solidarietà e alla cultura del mare che vorremmo progressivamente mettere in rete".

Che cosa fa l'Uisp in ambito velico?

"Stiamo riorganizzando la nostra struttura e la nostra presenza sul territorio. Abbiamo un grosso problema da contrastare: l'immaginario collettivo. La vela è considerata come uno sport d'elite, far passare che si tratti di uno sport gestibile è molto difficile. Il nostro obiettivo è dare credibilità e concretezza alla nostra missione: rendere la vela accessibile a tutti. Per far questo abbiamo bisogno di costruire alleanze: siamo una struttura nazionale che deve sapersi confrontare con altre realtà sapendo che ci sono interessi comuni, come ad esempio la sicurezza".

Prossimi obiettivi?

"Abbiamo praticamente concluso la stagione in corso. Quest'anno abbiamo realizzato cinque corsi di formazione e un sesto lo terremo ai Lidi ferraresi in novembre. In autunno terremo un incontro nazionale con i nostri istruttori, che preferisco chiamare educatori. Lo terremo a Salerno oppure a Rimini. Per quanto riguarda le attività non è escluso che in futuro, quando saremo strutturati meglio a livello regionale e territoriale, potremo pensare ad un circuito nazionale di regate, insieme alla Fiv con la quale stiamo predisponendo un protocollo d'intesa. Dobbiamo valorizzare davvero la possibilità che ognuno si senta a casa sua quando è un nostro associato, le regate devono essere essere una conseguenza di nostre scelte culturali, il più possibili popolari e condivise".

 

 

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