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Brescia

Educazione motoria nella primaria: riflessioni e qualche domanda

 

 Arriva l'insegnante di educazione motoria in quarta e quinta elementare. E' una delle novità previste dalla Manovra 2022: l'annunciato insegnamento dell’educazione motoria è prevista per la classe quinta a partire dall’anno scolastico 2022/2023 e per la classe quarta a partire dall’anno scolastico 2023/2024.

Al fine di conseguire gli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza - si legge nel testo della Manovra 2022 - e di promuovere nei giovani, fin dalla scuola primaria, l’assunzione di comportamenti e stili di vita funzionali alla crescita armoniosa, alla salute, al benessere psico-fisico e al pieno sviluppo della persona, riconoscendo l’educazione motoria quale espressione di un diritto personale e strumento di apprendimento cognitivo, nelle more di una complessiva revisione dell’insegnamento dell’educazione motoria nella scuola primaria, è introdotto l’insegnamento curricolare dell’educazione motoria nella scuola primaria nelle classi quarte e quinte da parte di docenti forniti di idoneo titolo e la correlata classe di concorso “Scienze motorie e sportive nella scuola primaria.

“C’era una volta l’esperto di attività motoria… un giorno forse, o forse subito ma non per tutti", commenta a caldo Loredana Barra, responsabile Politiche educative Uisp nazionale. E prosegue: "mi spiego meglio: in un tempo non molto lontano, alcuni governi ci avevano abituato ad attese e speranze, anche fondate su proclami ufficiali, in cui tutti i colori politici erano stranamente d’accordo. E avevano nobili intenzioni sul ruolo dell’ attività motoria a scuola, riconoscendole il ruolo educativo che merita. In queste nobili intenzioni l’attività motoria si è vestita a festa più e più volte, togliendosi l’abito di Cenerentola della scuola italiana e trasformandosi in principessa. L’abito da Cenerentola è stato rindossato immediatamente dopo, nel momento in cui i proclami politici si scontravano con un mondo difficile e frammentario come quello quello della scuola italiana".


"L’attività motoria - prosegue Loredana Barra - è già riconosciuta sulle carte ufficiali del ministero dell’Istruzione come disciplina obbligatoria all’interno del curricolo scolastico. Le Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione del 2012 obbligano ad inserire a pieno titolo l’attività motoria nel curricolo obbligatorio di ogni alunno: questo vuol dire che i maestri devono programmare e valutare gli alunni sulla base di obiettivi a breve e lungo termine e sul raggiungimento dei traguardi di sviluppo delle competenze. Si tratta di un obbligo. Che però rimane sulla carta, perché nella realtà delle nostre scuole l’attività motoria è senza un orario definito ed è affidata alla buona volontà di maestri e maestre non specializzati. I bambini più fortunati frequentano scuole dove esistono convenzioni con le associazioni sportive del territorio, più attive e numerose al Nord".

"Nella scuola italiana inoltre le carenze di impiantistica adeguata decidono il destino dell’attività motoria. O meglio: di una certa attività motoria basata sulla massima prestazione e sullo svilimento del movimento con ripetizioni ed esercizi creati per atleti di livello, e adattati, in modo più o meno valido, al mondo dei bambini. In Italia la rete scolastica è formata da tanti piccoli plessi e l’obbligo di dotare un plesso di una palestra scatta con 10 classi. Come si esce da questa realtà così frammentaria?".

"Sono certa che le medaglie olimpioniche conquistate a Tokyo e alle Paralimpiadi hanno dato una spinta importante per il riconoscimento dell’importanza dell’attività motoria per i bambini. Si tratta di un risultato che vale più di 100 medaglie d'oro, ma dobbiamo arrivare al traguardo. Sono stati tanti gli anni di attesa e di speranze per le insegnanti e gli insegnanti, rinvigorite da annunci di vari governi. Adesso sembra che le speranze si stiano trasformando in realtà con il governo Draghi e con l’altleta-ministra Valentina Vezzali che per anni è stata l’orgoglio di un'Italia che spesso ama lo sport ma solo nella misura in cui fornisce lustro e record".


"Ma cerchiamo di essere ottimisti perché pare proprio che il governo Draghi stia facendo sul serio con la presentazione degli emendamenti al disegno di legge su 'Delega al Governo in materia di insegnamento curricolare dell’educazione motoria nella scuola primaria', riproponendo il progetto di legge fermo al Senato, con l'obiettivo di portarlo a casa per l'anno scolastico 2022-23. Adesso l’imminente arrivo nella scuola primaria italiana di frotte di docenti specialisti, che non saranno maestri elementari più o meno specializzati nei diversi settori, ma veri e propri esperti, fornirà all’attività motoria più spessore e più valore. È un indubbio vantaggio per i nostri ragazzi, messi nelle condizioni di usufruire di apporti di notevole qualità nella loro formazione".


"Quindi, forse ci siamo - conclude Loredana Barra - con i bambini e le bambine della scuola primaria italiana, o meglio  quelli più grandi che già possono essere avviati alle varie discipline sportive, che potranno avere finalmente un insegnante esperto in materia. Ma, a parte la fattibilità della proposta e il costo dell’operazione, siamo davvero sicuri che sia la proposta più adeguata per bambini dai 6 ai 10 anni? Il modello organizzativo della scuola primaria che ha previsto la riforma dei moduli del 1990 all’insegna della pluralità docente, si è già scontrato con la diversa geografia dei plessi italiani e con una persistente presenza di classi a tempo pieno. In quest’ottica come si prospetta la presenza degli specialisti?" (a cura di I.M.)

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