Comitato Territoriale

Grosseto

LA LEGALITA' NELLO SPORT

 PROGETTO FONDAZIONE CAPONNETTO

I giovani sentinelle della legalità 

Antonino Caponnetto ha lasciato ai ragazzi del suo domani una pesante eredità, parlando con loro ha detto: «Ragazzi godetevi la vita, innamoratevi, siate felici ma diventate partigiani di questa nuova resistenza, la resistenza dei valori, la resistenza degli ideali. Non abbiate paura di pensare, di denunciare e di agire da uomini liberi e consapevoli». Per i nostri ragazzi rispondere a questo accorato appello non è facile...

I giovani si sentono esclusi dal protagonismo civile, politico e della solidarietà, gli adulti tendono troppo spesso a sottovalutare le loro possibilità e li considerano pubblico passivo, succube delle loro azioni. I ragazzi non sanno cosa fare, dove andare, con chi parlare, non riescono a crescere nella loro comunità come soggetti attivi, in grado di fare la differenza.

 Con l'intento di offrire loro un'opportunità di protagonismo, il Liceo delle Scienze Sociali "A. Rosmini" ha aderito con entusiasmo al Progetto della Fondazione Caponnetto. I ragazzi della IVH IVI si sono da subito impegnati nel maturare la consapevolezza del territorio in cui vivono, al fine di poter offrire le loro idee, le loro competenze e sollecitazioni, per rispondere ai bisogni di una comunità, la loro, di cui vogliono essere membri a pieno titolo.

"Come incidere sulle politiche di trasformazione del tessuto urbano, con una diversa scala di priorità, prima fra tutte la legalità?" I ragazzi si sono incontrati, si sono confrontati, ognuno ha portato le proprie esperienze e conoscenze; molti di loro provengono dalla provincia e vivono una quotidianità diversa rispetto a quella dei grossetani. Le criticità emerse dal mondo giovanile sono numerose, ma la voce comune si è soffermata sulla mancanza di spazi e di occasioni per agire, per proporre e per cambiare. I ragazzi non riescono ad aggregarsi, a parlarsi, perché non esistono il modo e lo spazio per poterlo fare.

Lo SPORT è forse l'ambito che più accomuna i ragazzi e permette loro di aggregarsi e conoscersi, anche se spesso viene vissuto in modo troppo agonistico e competitivo. Per vincere si è disposti spesso a barare, ad eludere la legalità perché vincere è bello e remunerativo. Si è perso anche nell'ambiente sportivo il piacere di stare insieme per giocare e non necessariamente per competere. È dunque ancora possibile ricreare momenti di aggregazione sportiva, non solo con lo spirito della competizione, ma con quello, ancor più remunerativo, della fratellanza e dell'universalità?

I ragazzi si sono costituiti "gruppo sportivo" con l'intento di lasciarsi prima istruire da esperti sul tema la legalità nello sport per poi, loro stessi, farsi portavoce di quanto appreso. È necessario che siano proprio sportivi "di mestiere" a parlare ai ragazzi, per far comprendere loro che cosa significa oggi appartenere al mondo dell'agonismo sportivo e quanto sia facile lasciarsi lusingare dalle vittorie fittizie per raggiungere successo e notorietà. Solo chi vive lo sport con passione, in modo sano e legale, può essere preso a modello e può insegnare qualcosa a chi ha voglia di ascoltarlo. Le competizioni falsate dai soldi e dalle droghe sono un messaggio che non deve passare, lo sport deve offrire sì spettacolo ma quello sano dell'incontro tra popoli, quello di una grande festa di voci e colori. Quando i ragazzi avranno appreso che cosa realmente comporti vivere legalmente lo sport e quali sono le modalità per far rispettare questo messaggio, potranno divenirne portavoce. I tempi e i modi per far ciò sono forniti in un certo senso dal loro corso di studi.

Una delle specificità del Liceo delle Scienze Sociali è infatti lo stage delle classi quarte e molti ragazzi chiedono di poterlo effettuare presso gli asili e le scuole elementari. Questo momento può diventare l'occasione per condividere la propria esperienza con chi ancora vive l'ingenuità dei primi anni, con chi ancora non sa ma ha la curiosità di sapere il più possibile. I bambini possono essere coinvolti in giochi e attività che insegnino loro a vivere lo sport nella legalità. I ragazzi dovrebbero riuscire a far vedere loro quanto sia bello incontrarsi bianchi e neri, cristiani e musulmani in un'unica grande famiglia, quella universale dello sport.

L'occasione di questo incontro sarà costruita dai ragazzi, sotto forme di "olimpiade provinciale", in cui i bambini delle elementari diverranno i protagonisti di giochi e gare amichevoli,  coordinati dai liceali. I ragazzi coinvolgeranno le Istituzioni, le Società Sportive, la UISP e  i Mass Media, non solo per far conoscere la loro iniziativa, ma anche e soprattutto per ottenere un supporto e una collaborazione per realizzare il loro progetto. Saranno infatti necessari un supporto economico, per la realizzazione dell'evento, ed una propaganda pubblicitaria, per coinvolgere la comunità.

Per i ragazzi il progetto sarà un importante momento di formazione, permetterà loro di aprire delle porte, che potranno forse essere l'inizio di un cammino o semplicemente un tassello d'esperienza per fare altro. Potranno finalmente affacciarsi da protagonisti sulla scena della vita politica e sociale della loro comunità e lasciare il loro contributo con l'intento di promuoverne il miglioramento. I ragazzi impareranno a vivere la legalità non solo nello sport, ma anche nella politica e nell'incontro con i mass media.

In effetti per il progetto i ragazzi si sono suddivisi in sottogruppi a seconda dei propri interessi, della propria esperienza ed anche delle proprie competenze, così alcuni si occuperanno dei rapporti con le Istituzioni, altri di quelli con i Mass Media, altri ancora con le Scuole e con la UISP, ma tutti collaboreranno gli uni con gli altri e uniranno le singole attività in un unico e corale evento finale. È infatti necessario che il loro orizzonte non si limiti solo ad uno spicchio di esperienza, ma che si allarghi a tutto tondo e comprenda ogni aspetto del vivere quotidiano, anche il più banale. È proprio dal vissuto di ognuno che deve nascere la volontà di agire legalmente, solo così si può pensare di promuovere e condividere la Legalità. 

        Insegnanti Referenti:                   

           Bartali Katia                                

Peri Tiziana                                  

Simoncelli Marilena  

Coordinatore del Progetto Prof. Giannino Sebastiani                  

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