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Tiziano Pesce, Uisp: "In bilico più di 100mila posti di lavoro"

Tiziano Pesce, Uisp: "In bilico più di 100mila posti di lavoro"

 

 

Il vicepresidente nazionale è intervenuto sul tema del lavoro in ambito sportivo sollecitato da Il Bollettino, quindicinale economico finanziario

 

Tiziano Pesce, vicepresidente nazionale Uisp, lancia un allarme che è al tempo stesso un appello: "Se non ripartiamo, in bilico più di 100mila posti di lavoro". L'intervento sul quindicinale economico finanziario Il Bollettino, approfondisce la difficile situazione del lavoro sportivo in Italia a causa della crisi pandemica.  

"I bilanci sono ormai al collasso - dice Tiziano Pesce, intervistato dal giornalista Mariano Boero - Il mondo dello sport di base è senza dubbio quello che sta pagando più di tutti le conseguenze della tremenda pandemia. Si tratta dell’associazionismo di promozione sociale, vero capitale dello sport italiano, quello di prossimità, vicino alle famiglie, ai cittadini di ogni età, ai quartieri delle città, alle aree interne, una vera rete di protezione sociale delle nostre comunità".

Alla domanda sulla considerazione dello sport di base rispetto a quello professionistico, Pesce risponde così: "Crediamo che si debba arrivare a un capovolgimento del paradigma, investendo le giuste risorse che sino a oggi sono destinate ad alimentare il vertice e non il contrario. Lo sport professionistico, almeno in alcune discipline, è ormai diventato altro, spettacolo e interessi ben distanti dall’associazionismo sportivo di base…". Quello che l'Uisp chiede è che "il legislatore si assuma davvero l’impegno di superare la disparità di trattamento, colmando il vuoto sul riordino della governace dello sport, che si è purtroppo registrato con la non approvazione del primo dei sei decreti passati all’esame preliminare del Consiglio dei Ministri".

Per salvare il comparto, secondo il vicepresidente dell'Uisp, servono sostegni realmente commisurati ai bilanci delle associazioni e società sportive e che anche le Regioni facciano la loro parte, svolgendo un ruolo di coordinamento per le azioni da mettere in campo da parte degli Enti locali, insieme al sistema dell’ANCI. Il rischio è "di perdere una parte cospicua di quel grande capitale sociale rappresentato dalle realtà sportive del territorio, perché i sodalizi di base faranno fatica a ripartire, a riaprire le proprie sedi, gli impianti sportivi su cui tanti investimenti sono stati fatti - aggiunge Pesce - Si registrerà una forte crisi occupazionale mentre anche i legami sociali e coesivi delle nostre comunità saranno ancora più deboli, più insicuri. L’attività motoria è generatrice di benessere fisico, psichico e sociale. Sarà necessario ricostruire il Paese dopo questa bruttissima pandemia e lo si potrà fare al meglio proprio se si potrà contare sullo sport di comunità, coesivo, inclusivo, educativo che garantisce salute".

Infine, uno sguardo al futuro e alle potenzialità dello sport di base: "Per quanto ci riguarda, metteremo a disposizione tutte le nostre energie con disponibilità, spirito di collaborazione e creatività. Non dimentichiamo che l’Italia registra uno dei più alti tassi di sedentarietà d’Europa: per avvicinare più persone allo sport credo si debba partire proprio dallo slogan che come Uisp abbiamo scelto per accompagnare questa stagione sportiva: “Capovolgere il futuro”Guardiamo a un orizzonte nuovo per la pratica motoria e sportiva, serve una riforma in grado di consolidare un cambio di passo di uno dei grandi fenomeni del nostro tempo e di riconoscere in concreto, anche legislativamente, il valore sociale dello sport".

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