Nazionale

Lo sport, anche in casa, è un diritto e non un lusso

Coniugare attività fisica, spazi pubblici e comunità in tempi di quarantena ed emergenza sanitaria. L’intervista a T. Iori, M. Di Gioia e G. Pecora

 

La puntata di sabato 28 marzo di #QuarantenaCivica!, trasmissione radiofonica realizzata dall’associazione Coalizione Civica di Matera, si è concentrata su attività motoria e l’importanza di avere spazi pubblici in cui fare attività fisica e creare comunità. Protagonisti di questo approfondimento sono stati Tommaso Iori, responsabile Uisp impiantistica e beni comuni, Michele Di Gioia, presidente Uisp Basilicata, e Giuseppe Pecora, Uisp Matera.

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In questi giorni di difficoltà e confusioni su cosa è lecito fare e cosa no, soprattutto per quanto riguarda le uscite e l’attività fisica, bisogna ricordare che anche se non si può più fare attività motoria all'aperto rimane fondamentale praticare del movimento e avere cura del proprio corpo. Il primo ad intervenire è Tommaso Iori, da Trento: “In questo momento non è facile capire quando l’emergenza finirà, è però importante non fermarsi nemmeno in questa fase: i messaggi che mandavamo fino a poche settimane fa, prima che la crisi iniziasse, sono messaggi ancora validi, anzi forse in questo momento lo sono ancora di più. Se prima dicevamo che stili di vita sani e attivi sono necessari per la salute individuale e collettiva, ora dobbiamo anche essere in grado di mettere in campo le azioni necessarie a rendere questo messaggio credibile e realizzabile per tutti i cittadini e le cittadine. Per questo in tutta Italia l’Uisp sta promuovendo lezioni in videoconferenza, tutorial sui social network, trasmissioni televisive, per accompagnare i cittadini che trascorrono questo periodo nelle loro abitazioni a mantenere un minimo livello di movimento necessario per stare in forma. Non è un lusso: oggi più che mai è un diritto di esercitare pienamente, forse addirittura un dovere civico. Purtroppo le nostre comunità usciranno indebolite da quest'esperienza e l’Uisp, insieme alle altre realtà del terzo settore, dovranno essere in grado di dare risposte ai bisogni sociali emergenti per arginare le disuguaglianze che durante la crisi finiscono per amplificarsi, creano nuove e più ampie sacche di disagio”.

I bambini sono probabilmente quelli che più stanno soffrendo questa situazione: che consigli si possono dare a loro e alle famiglie, che tipo di attività e giochi si possono fare in casa?

“I bambini di tutte le età sono sicuramente i più colpiti da questo isolamento forzato - prosegue Iori - possiamo dire senza esagerare che sono del tutto spariti, non solo dalle strade e dai parchi, ma anche purtroppo dal dibattito pubblico, solo oggi dopo settimane di restrizioni cominciamo a leggere le prime voci preoccupate. Infatti, non tutte le famiglie sono in grado di reggere la didattica distanza, dal punto di vista tecnologico ma anche culturale. Questo ci dice quanto fossero importanti i progetti contro la povertà educativa portati avanti in tutta Italia dall’Uisp e da tanti soggetti del terzo settore. Ci dice anche che, una volta passata l'emergenza, sarà necessario un investimento ancora maggiore per attutire il colpo sulle fasce più deboli della popolazione. Nel frattempo non stiamo con le mani in mano: bisogna riscoprire il piacere del gioco, con un oggetto, ma anche solo le parole come ci insegnava Gianni Rodari, mantenere un'alimentazione sana e corretta, considerato che il livello di movimento inevitabilmente è inferiore. Ccercare comunque di muoversi, di fare esercizi in casa, sul balcone, chi è più fortunato anche nel giardino: soprattutto di farli insieme, genitori e figli, per conservare il piacere dello sport e del gioco come relazione e scambio”.

Che cosa sarà importante costruire in città quando finirà la quarantena?
“In un momento in cui c'è anche una privazione delle libertà individuali e di diritti primari, come quello al movimento – risponde Michele Di Gioia - si avverte quanto sia effettivamente necessaria la condivisione di momenti di socialità attraverso lo sport sociale e per tutti, soprattutto nei luoghi della città. Questo discorso apre una riflessione sul dopo: non è possibile immaginare le nostre città senza i luoghi in cui possono muoversi e incontrarsi i cittadini di tutte le età, perché sappiamo che l’attività motoria crea momenti di socialità e alimenta i rapporti intergenerazionali. Dovremo affrontare una riflessione seria e capire quanto realmente la città e i suoi spazi possono diventare laboratorio sociale, perchè lo sport e l'attività motoria possano essere veramente generatori di trasformazione sociale”.

Tutto può essere spazio di sport – aggiunge Peppe Pecora - può esserlo la casa, come in questi giorni, ma anche la piazza, la strada, il parco. I primi luoghi di cui dovremmo poi riappropriarci, finita l’emergenza, saranno proprio quelli pubblici, a cui è anche più semplice accedere”.

In questo solco si situa il progetto dell’Uisp Basilicata Open Playful Space che ha permesso, proprio a Matera, di riqualificare uno spazio cittadino abbandonato e rimetterlo a disposizione della comunità, grazie ad un lavoro frutto dell’impegno di associazioni e realtà locali, ma anche di studenti e cittadini. “Questo progetto ci ha permesso anche di entrare in contatto con diversi artisti, nazionali ed internazionali, che hanno immaginato come valorizzare lo spazio – ha detto Peppe Pecora - il colore non è stato posto solamente sul campo da gioco ma tutta la piazza è stata rinnovata, anche grazie ai ragazzi della scuola. È stato interessante l’apporto che gli studenti della scuola media hanno dato anche da un punto di vista manuale, hanno potuto riappropriarsi di uno spazio che vivono e vedono quotidianamente, trasformandolo completamente”. (A cura di Elena Fiorani)

 

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