Settore di Attività Nazionale

Vela

il Senegal

La nuova frontiera del Dipartimento Internazionale: il Senegal.

Nell'immaginario di tutti i popoli con forte radicamento il Mare è un confine culturale, storico, fisico, e varcarlo è un passo che non viene fatto a cuor leggero, dato che molti valori che a terra sono importanti, non appena ci si stacca dalla riva, diventano dannosi o nel migliore dei casi inutili. Tutti i popoli che hanno subito invasioni via mare o che hanno vissuto il dramma della deportazione come schiavi attraverso il mare, tendono storicamente ad addentrarsi sempre più nell'entroterra ed a vedere nel mare la fonte del pericolo. Infine, i popoli che vivono di pesca, vedono nel mare non solo la fonte del proprio sostentamento, ma anche e soprattutto il luogo in cui si fatica, si rischia la vita, ed al quale si deve contendere ogni successo, ogni occasione di riuscita e molto raramente come il luogo in cui andare senza una buona ragione pratica. In tempi più recenti, sono i migranti che cercano di sfuggire alla miseria, alla guerra ed alla disperazione che si rivolgono al mare per trovare una via di fuga, ma al prezzo di enormi costi, fatiche, umiliazioni e perdita di vite umane. Anche alle nostra latitudini il mare come luogo di vacanza, svago e divertimento è evento recente, anche se ormai talmente consolidato nell'immaginario collettivo, da aver rimosso secoli di invasioni, pirateria, saccheggi, fatiche, morti e migrazioni perigliose.

Siamo partiti da questa considerazione - messa in forma scritta dal nostro velista Tommasi - per descrivere il contesto in cui si inserisce l' intervento. L'occasione che ci ha fatto incontrare il Senegal e poi Foundiugne è stata l'ideazione e l'organizzazione di un evento sportiva/solidaristico quale la "Bamako Dakar: il silenzioso tour della solidarietà" corsa a tappe ciclistiche che prevedeva come punto d'arrivo ad ogni tappa la visita a progetti di cooperazione fatti da ONG Italiane. Questo già con l'idea di identificare, in una delle nostre visite, un progetto da arricchire con le nostre specificità e competenze sportive.

La scelta è ricaduta su un villaggio di pescatori (Foundiugne), dove la maggior parte della popolazione, anche se vive di pesca, non sa nuotare.

Da qui esigenza di chiamare, per il tour successivo, volontari delle leghe d'acqua (nuoto, sub, vela), assieme alla Lega calcio, perchè i rapporti li avevamo attivati con le scuole e la loro richiesta di formazione sul calcio era pressante.

Quando sono venuti per la prima volta tutti i nostri volontari si è cominciata a costruire una familiarità ed un rapporto forte tra i referenti delle varie leghe che man mano si è andato sempre più consolidando. Nella  prima missione hanno lavorato fianco a fianco lega nuoto e sub, mentre il calcio e la vela seguivano percorsi più autonomi.

In quella occasione abbiamo poi dovuto ritarare necessità e obiettivi sulla base di un confronto più maturo con i nostri interlocutori che sono principalmente gli insegnanti delle scuole (i nostri destinatari da formare per dare loro la possibilità di formare i ragazzini delle scuole), i pescatori e i dipendenti dell'ispettorato allo sport.

Durante la seconda missione, invece, sulla base delle riflessioni intercorse (sia in Senegal che in successivi incontri seminariali in Italia), si è creata maggiore commistione per cui le specifiche competenze dei nostri volontari, nell'agire concreto delle attività, si sono mescolate tanto che, per semplicare,  l'istruttore di calcio aiutava quelli della lega nuoto e si serviva dei sub per le lezioni sul campo da calcio, mentre la vela si occupava di discutere con il maestro d'ascia locale per organizzare la costruzione di una piroga che avrebbe fatto da cornice  e da collante all'intero progetto

Da questa seconda esperienza è nata l'idea progettuale attuale - condivisa e co-progettata da tutti i referenti delle diverse discipline operanti in Senegal -. che si prefigge di raggiungere i seguenti obiettivi:

1) Assicurare ad educatori e operatori sociali e pubblici di Foundiougne conoscenze tecniche di avvicinamento all'acqua e di primo soccorso, per un approccio all'ambiente marino più consapevole e sicuro;

2) Contribuire alla realizzazione di un programma a gestione comunitaria che promuova presso la popolazione giovanile la conoscenza dei luoghi circostanti il villaggio e la tutela della fauna e della flora;

3) Favorire la diffusione e la pratica dell'attività sportiva come risorsa educativa, di aggregazione e inclusione sociale dei bambini e bambine di Foundiougne

4) Sensibilizzare i cittadini e le istanze pubbliche e associative in Italia sulle problematiche affrontate dal progetto, con il coinvolgimento diretto di espressioni delle comunità senegalesi presenti e attive sul territorio italiano.

 Carlo Balestri

 

 

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