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"Crescere al Sud":

Vincenzo Manco, vicepresidente nazionale Uisp, è stato intervistato oggi dal Giornale Radio Sociale su "Crescere al Sud", un’alleanza di oltre 20 organizzazioni locali e nazionali, tra le quali l'Uisp, che si pone l’obiettivo di incidere sulle realtà territoriali delle regioni del Mezzogiorno. La strategia del network interassociativo è quella di unire risorse, competenze e capacità sviluppatesi sul campo, dopo un lavoro avviato con la conferenza programmatica promossa lo scorso settembre a Napoli da Save the Children e Fondazione con il Sud.
Nel documento programmatico, tra le priorità segnaliamo un intero capitolo dedicato a "Gioco, Ambiente e Salute", al quale l'Uisp ha lavorato fattivamente: "Negli ultimi anni quella delle attività sportive è diventata la terza agenzia educativa, dopo la famiglia e la scuola - dice Vincenzo Manco, vicepresidente nazionale Uisp - Gioco e sport acquisiscono una inedita centralità e rappresentano la strategia nuova per rilanciare il ruolo delle comunità educative più tradizionali. Non solo: gioco e sport possono acquisire un ruolo primario nel percorso di emancipazione e fruibilità dei diritti per i minori, partendo proprio dal Sud. Questi sono i presupposti attraverso i quali l'Uisp metterà in rete con altre associazioni le sue esperienze, anche nell'interlocuzione con le istituzioni".

Crescere al Sud conferma che, per i bambini, il gioco è, prima di tutto, movimento e "alfabeto motorio". Questo apprendimento non è meno importante di quello linguistico, logico e matematico nella fase dello sviluppo. In Italia, però, la physical education fatica a essere considerata al pari delle altre discipline.

Occorre quindi, ripensare i luoghi educativi e gli spazi di gioco e sport; recuperare e ristrutturare i centri nelle zone disagiate delle città, con allestimento di percorsi sportivi, campi polivalenti, skate e roller park, piste podistiche, spazi verdi; sviluppare un micro-credito alla società sportiva che punti a valorizzare il lavoro e la risorsa umana; riqualificare anche la formazione degli operatori/educatori sportivi al fine di attivare con figure qualificate un piano per il movimento e lo sport, soprattutto negli spazi aperti. Attualmente, il mondo accademico risponde solo in parte a tali esigenze, mentre varie realtà associative hanno investito in figure che si sono dedicate proprio allo sviluppo delle cosiddette attività motorie di base. Un esempio? Uisp e Csi con il progetto "Pronti, partenza, via".

Per ascoltare l'intervista di Vincenzo Manco clicca qui

Per leggere il documento programmatico di Crescere al Sud clicca qui