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Brescia

Paolo Manini, l’anima del Progetto Carcere: il ricordo della Uisp Brescia

Otto anni di impegno negli istituti penitenziari bresciani portando lo sport come strumento di inclusione e relazione.

 

La comunità della Uisp Brescia piange la scomparsa di Paolo Manini, responsabile del Progetto Carcere, venuto a mancare venerdì mattina. Una figura molto conosciuta all’interno dell’associazione e tra i volontari impegnati negli istituti penitenziari cittadini, che negli ultimi anni aveva dedicato tempo, energie e passione allo sviluppo delle attività sportive rivolte alle persone detenute. Il suo lavoro rappresentava molto più di un semplice impegno organizzativo: attraverso lo sport Manini ha contribuito a costruire relazioni, occasioni di confronto e percorsi di partecipazione capaci di mettere in dialogo la realtà delle carceri con la comunità esterna.

Nei giorni scorsi, all’ultimo saluto, una folta rappresentanza della Uisp Brescia ha voluto essere presente per ricordarlo e stringersi attorno alla famiglia: volontarie e volontari impegnati nel progetto carcere, insieme al personale dell’ufficio. Accanto a loro la presidente della Uisp Brescia Paola Vasta e il presidente nazionale Tiziano Pesce. 

“La scomparsa di Paolo Manini lascia un vuoto incolmabile in tutta l'Uisp di Brescia, realtà a cui ha dedicato 8 anni di instancabile impegno. - ricorda commossa Paola Vasta - Paolo è stato negli ultimi anni il volto e il cuore del nostro 'Progetto Carcere', guidato dalla ferma convinzione che lo sport potesse essere un veicolo fondamentale di salute, inclusione e riscatto sociale per le persone detenute negli istituti di Verziano e del Nerio Fischione. Attraverso il suo lavoro, ha saputo tenere vivo il necessario legame tra la realtà interna delle carceri e la comunità civile, promuovendo percorsi rieducativi basati sulla solidarietà umana e sulla partecipazione attiva attraverso lo sport. Il suo grande esempio di passione civile, manifestato anche e non solo nel suo ruolo istituzionale come vicesindaco di Collebeato, rappresenta un'eredità preziosa per tutto il tessuto associativo del nostro territorio.”

Messaggi di cordoglio sono arrivati da numerose realtà del territorio e dalle istituzioni, tra cui la direttrice delle carceri bresciane, Dottoressa Francesca Paola Lucrezi, a testimonianza della stima maturata negli anni nei confronti di Manini e del valore del lavoro svolto.

Il suo impegno nel progetto carcere della Uisp Brescia era iniziato nel 2018, quando aveva deciso di dedicare parte del suo tempo alle attività associative dopo il pensionamento. “Era passato in ufficio per caso e mi aveva detto di essere in pensione – racconta Bruna, dipendente di Uisp Brescia – così gli ho proposto di affiancarmi nella direzione del progetto carcere. Era il 2018 e da allora Paolo non ha più abbandonato il progetto, diventandone poi responsabile”.

Il Progetto Carcere rappresenta da molti anni uno dei percorsi più significativi dell’impegno sociale della Uisp Brescia negli istituti penitenziari cittadini. Attraverso attività sportive, motorie, culturali e formative, l’associazione promuove momenti di partecipazione e di incontro rivolti ai detenuti e alle detenute della Casa di Reclusione di Verziano e della Casa Circondariale Nerio Fischione, coinvolgendo volontari, operatori sportivi, studenti e realtà del territorio. L’obiettivo è favorire percorsi di socializzazione e di crescita personale, mantenendo vivo il legame tra il carcere e la comunità esterna.

Tra le iniziative più importanti sostenute negli anni anche “Vivicittà Porte Aperte”, evento che porta all’interno della casa di reclusione di Verziano una delle manifestazioni simbolo della Uisp e che vede correre insieme detenuti, volontari, studenti e cittadini in una giornata dedicata allo sport e all’incontro tra mondi che spesso restano separati.

Per Paolo Manini lo sport rappresentava soprattutto uno strumento capace di creare relazioni e opportunità di cambiamento. “Nel DNA dell’Uisp ci sono tre parole: sport, salute e inclusione – spiegava durante una delle conferenze dedicate al progetto – Noi proviamo a portare questi tre capisaldi anche all’interno delle carceri, regalando qualche momento di svago e di impegno fisico a chi momentaneamente è separato dalla società civile, nella quale però tornerà”.

Il ricordo di Manini è arrivato anche dal presidente nazionale della Uisp Tiziano Pesce, che ha voluto sottolineare il valore del lavoro portato avanti negli anni a Brescia. “Il suo impegno nel Progetto Carcere della Uisp Brescia ha rappresentato un esempio prezioso di sport sociale come diritto di cittadinanza, strumento di inclusione, dignità e cambiamento. Paolo ha creduto profondamente nei percorsi capaci di far conoscere all’esterno la realtà degli istituti penitenziari, in particolare nel dialogo con gli studenti delle scuole superiori bresciane. L’organizzazione, ogni anno, della Vivicittà Porte Aperte nella casa di reclusione di Brescia Verziano ne è uno degli esempi più significativi”.

Anche negli ultimi anni, segnati da difficoltà personali, Paolo Manini non ha mai fatto mancare il suo impegno al progetto carcere e alla vita associativa della Uisp Brescia. Il suo lavoro e la sua passione resteranno un punto di riferimento per tutta la comunità associativa e per le tante persone che negli anni hanno condiviso con lui questo percorso di sport sociale e impegno civile.

 

 

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