Comitato Territoriale

Genova

Progetto AGE | Resoconto del Living Lab 22 Ottobre

 

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Il Comitato UISP di Genova, in un tavolo di lavoro coordinato da Eleonora Villa, Coordinatrice del progetto AGE, e aperto dalle parole di Tommaso Bisio, Presidente UISP Liguria, ha restituito a istituzioni e associazioni l'andamento del progetto, che terminerà a marzo 2027, e condiviso la Strategia Nazionale AGE. Tutti gli interventi andati in scena alla sala conferenza Bi Bi Service di via XX Settembre nella mattinata di giovedì 22 ottobre sono riportati in questo approfondimento e nel video allegato qui sotto.

 

INTERVENTO INTRODUTTIVO DI TOMMASO BISIO, PRESIDENTE UISP LIGURIA

 

“Il progetto AGE rientra in una filiera che comprende progetti nazionali finanziati a seconda dei casi da Sport e Salute anziché dall'Ufficio Sport della Presidenza del Consiglio per avvicinarci a Regione Liguria, ormai da molti anni a questa parte. E poi troviamo altre attività finanziate da fondazioni e Comuni, quindi spesso - anzi prevalentemente - in questi ultimi anni, uno dei target più interessati dall'ambito progettuale è proprio quello dei meno giovani.

 

In questi ultimi anni in cui specialmente Regione Liguria - ma anche a livello nazionale - si sono approfondite e ribadite nel tempo tutta una serie di azioni progettuali e bandi. In casa UISP possiamo vantare una sorta di primogenitura rispetto a queste tematiche perché è dalla metà degli anni Ottanta che abbiamo iniziato a parlare di attività per i meno giovani - e soprattutto per le donne meno giovani - che in quel periodo erano quelle meno interessate alla pratica sportiva, prevalentemente riservata agli uomini. Nel tempo anche grazie a questa attività si è arrivati a riequilibrarsi della suddivisione tra i generi, tant’è vero che attualmente - almeno in Casa UISP e a livello provinciale - vuol dire circa su 30mila soci e 45mila a livello regionale il genere femminile ha superato quello maschile di mezzo punto, o un punto a seconda dell'annualità.

 

Questo per dire che, merito anche del fatto che attraverso le attività che annualmente, in modo diretto o tramite le nostre affiliate, siamo riusciti a proporre coinvolgendo nel tempo decine di migliaia di persone che prima non praticavano a nessuna attività o quasi, è cambiata molto anche la composizione sociale. Prima il mondo del lavoro era molto diverso da quello di adesso, i lavori erano anche più usuranti rispetto ad oggi; quindi, si arrivava all'età di 60 anni molto più affaticati di come non ci si arrivi oggi. Nel tempo è cambiata anche la cultura, la percezione corporea, la cura del fisico; quindi, il sessantenne di oggi non è più il sessantenne di venti o trent’anni fa. L'età media si è allungata e la qualità di vita almeno da questo punto di vista è migliorata.

 

Un suggerimento che faccio in questo caso all'amministrazione regionale: in termini di partecipazione ai bandi credo debbano essere cambiate un pochino le regole di ingaggio, nel senso che adesso puoi partecipare se hai determinati requisiti, se sei un ente di promozione sportiva, nel caso in cui il bando sia riservato a quella particolare categoria, se sei un soggetto di terzo settore in situazioni più ampie. Credo si debba tenere in maggiore considerazione, in primo luogo, il curriculum delle associazioni o delle reti che propongono le attività. Attualmente viene fatto, ma solo come riferimento alla partecipazione a bandi analoghi nelle ultime stagioni. Credo che molte associazioni abbiano curriculum decisamente corposi anche al di fuori di questa attività, associazioni che si spendono quotidianamente nel loro territorio, nel loro quartiere, nel loro comune, per la collettività, applicando spesso, quasi sempre, costi di accesso alle attività molto contenuti.

 

E qui arriva il secondo punto: credo che si debba ampliare un pochino anche il ventaglio di proposte dal punto di vista economico. Sia i progetti di portata regionale sia quelli di portata nazionale chiedono di proporre all'utenza attività gratuite. Questo cosa comporta? Comporta spesso e volentieri - è un parere mio e siamo qui per parlarne - una certa difficoltà nel proporre le attività perché, non essendo la gratuità legata a condizioni di disagio economico, ma solo alla scelta del capofila, del progetto, di determinati corsi proposti in determinati territori, di fatto è un po' una lotteria. Il corso a pagamento è una sorta di servizio alla collettività che quell'associazione mette a disposizione facendosi carico ovviamente di costi di utilizzo locali, ingaggio dell'istruttore, consumi, assicurazioni e tutta una serie di voci che portano a costi di cui l'associazione si fa carico. Da qui il fatto che l'attività non possa essere gratuita. E dico questo perché i bandi, le fonti di finanziamento coprono un numero limitato di situazioni, per cui per arrivare al punto credo si possa prendere in esame la possibilità di valutare, oltre a una serie di corsi completamente gratuiti, anche una fascia B nella quale sia previsto attraverso il budget a disposizione un abbattimento dei costi di iscrizione in modo da andare incontro anche a situazioni intermedie e nello stesso tempo ad allargare anche un po' il numero dei fruitori. Lo abbiamo visto e lo vediamo negli anni: le risorse si stanno contraendo sempre più e questo non per scelta delle amministrazioni, ma perché la situazione economica nazionale è quella che è; quindi, anche le ricadute sui territori si riducono di finanziamenti. Per sfruttare al meglio quello che abbiamo a disposizione credo che, salvo paletti diversi che possano impedirlo, non ci sia da vergognarsi a discutere anche in questo senso, anche in fase di co-progettazione e di pianificazione del lavoro”.

 

 

SIMONA FERRO, ASSESSORE REGIONALE ALLO SPORT E VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA

 

“Sono in linea con le iniziative dedicate alle persone non più giovanissime. Sappiamo che la regione Liguria è la regione più anziana dell'Europa e ciò significa che in Liguria il clima e il cibo sono sicuramente degli alleati della longevità, ma è anche vero che dobbiamo comunque pensare di prenderci cura delle persone non più giovanissime e dobbiamo cercare di trovare sistemi per avvicinarli allo. Lascio logicamente agli enti di promozione sportiva trattare direttamente con le proprie associazioni e con le società affiliate quelli che possono i criteri da adottare per mettere meglio a terra i progetti. Quella che vuole essere la finalità di Regione Liguria attraverso questo terzo bando dedicato agli enti di promozione sportiva per gli Over 65 è l’essere proprio uno strumento per avvicinare le persone, per andare incontro alle persone anche per il fattore economico.

 

Spesso il fare attività insieme, il fatto di frequentare insieme ti dà possibilità di conoscere persone e aver inciso nel cambiamento degli stili di vita. Lo abbiamo fatto con questo bando e sono molto contenta che di nuovo UISP sia stato uno degli enti che ha partecipato. Lo fa UISP anche attraverso il progetto AGE, attraverso gli spazi d'argento, attraverso le attività di plogging, che sono bellissime. È bellissimo andare a fare del bene e dare un sostegno al nostro ambiente: andando a muoversi si raccolgono i rifiuti, ma soprattutto è bello l'incontro tra più generazioni. Credo davvero che sia importante continuare su questa linea.

 

Grazie di questi momenti di confronto, perché il laboratorio ti dà modo di capire dove siamo arrivati e rappresenta un altro punto di partenza per capire su cosa dobbiamo invece andare ad incidere. Tutto quello che può nascere da un confronto al di là del colore politico, al di là di qualsiasi cosa credo che sia importante. Trovarci sempre uniti testimonia il fatto da parte mia avrete sempre un alleato per contribuire in qualche modo su questo argomento che è sicuramente importante e fondamentale, anche perché quando si dà modo alle persone di star bene anche con il movimento fisico, ecco che allora impattiamo anche in maniera più positiva sul sistema”.

 

ANDREA LICATALOSI, PRESIDENTE DIRETTORE GENERALE DEL CONSORZIO GENOVA OCEAN AGORÀ

 

“La nostra realtà nasce da un tema ambientale e nasce da un gruppo di persone, di giovani, che vivono gli spazi della costa, praticano sport e hanno il loro luogo di aggregazione sociale lungo il litorale. Negli anni, fattori come la pressione antropica, il cambiamento climatico e anche le modificazioni che vive la costa come luogo ambientale hanno portato a un progressivo depauperamento del litorale e questo ha intaccato non solo gli spazi come coste e spiagge, ma anche le comunità che vivono e che spesso proprio praticano sport sul litorale.

 

In Italia abbiamo oltre 8mila chilometri di coste e i dati ci dicono che negli ultimi vent'anni una spiaggia su due - quindi metà circa delle nostre coste - ha subito importanti modificazioni legate al cambiamento climatico. Il nostro progetto bandiera, il progetto Genova Ocean Agorà, nasce proprio per difendere le coste e promuovere l'attività sportiva in mare. Prevede la realizzazione di un reef artificiale sommerso nella spiaggia di Sturla, a Genova, capace di difendere la costa dagli effetti dell'erosione costiera e promuovere lo sport da onda, perché questo reef permette proprio la creazione di un’onda “surfabile”.

 

Questa è una delle tante soluzioni che poi si possono applicare lungo le coste. Ovviamente ogni ambiente ha una soluzione diversa. Da questo progetto infrastrutturale però nasce una rete, la rete Ocean Agorà, che è promossa da volontari e di cui io faccio parte. Sicuramente conoscerete le molte associazioni di pescatori, i circoli che esistono sul litorale e che spesso aggregano persone, anche i target come quello di cui parliamo oggi. Ecco, questi luoghi sono una fonte di benessere per tutte e per tutti.

 

Negli anni abbiamo costituito un consorzio con gli enti del litorale. Siamo a 41 enti tra associazioni sportive, enti del terzo settore e anche piccole e medie imprese che vedono nel nostro consorzio la possibilità di fare rete sul litorale, di sviluppare progettazioni e creare valore. Abbiamo costituito un partenariato come consorzio con UISP perché crediamo che l'attività sportiva sia un vettore fondamentale per la promozione degli spazi e per fare attività di valore per tutti”.

 

VITO DEL PRIORE, OPERATION MANAGER PLASTICFREE ONLUS

 

“Il mio compito oggi è quello di raccontarvi quello che stiamo cercando di mettere a terra con UISP sia per Genova, ma anche a livello nazionale. Il titolo è “Alleati per l'educazione all'ambiente”, ma io direi anche che potremmo aggiungere come che uno più uno fa undici.

 

Plasticfree è un'associazione molto giovane. Noi siamo nati solo nel 2019, però siamo stati travolti da una voglia enorme di metterci in gioco, di scendere in campo delle persone. Siamo arrivati a costruire dei numeri che per noi sono non solo punti di partenza, ma anche fonte di orgoglio. Ci fanno capire quanto le persone veramente sono pronte ad accogliere la sfida di provare a salvare l'ambiente. Siamo riusciti a sensibilizzare quasi 400mila studenti nelle scuole di tutta Italia. Abbiamo parlato con associazioni sportive, e questo è uno dei motivi per cui siamo qui. Abbiamo recuperato dall'ambiente circa cinque milioni e mezzo di chili di plastica e non solo. Facciamo più di 2000 appuntamenti di pulizia all’anno. Qualcosa sta cambiando.

 

Noi non siamo nemici della plastica, noi siamo nemici del fatto che la plastica va smaltita in maniera corretta. Ci siamo resi conto che con la pazienza di sensibilizzare le persone e portarle a vivere esperienze qualcosa si poteva cambiare. Ne approfitto per ringraziare Genova e anche l’amministrazione di Genova perché Genova come Plasticfree è un territorio molto forte. Negli ultimi anni abbiamo capito che operare e collaborare con realtà ci aiuta a crescere e possiamo dare una mano perché ci siamo resi conto che da soli non andiamo da nessuna parte. Plasticfree oggi conta più di 300mila iscritti e non contiamo le persone che vengono quotidianamente a tutte le raccolte, però siamo ancora piccoli. Abbiamo ancora tanto da crescere. Per questo motivo, qualche settimana fa, insieme all'onore a Francesco abbiamo fatto una bellissima chiacchierata del presidente nazionale UISP, resosi super disponibile. Ci siamo trovati in quanto sport e ambiente probabilmente sono sinonimi: lo sport – e niente più dello sport – avvicina le persone a rispettare le regole e all'inclusione. Il valore dello sport è quello di aprire a tutti, di far stare le persone meglio. Mentre ci incontravamo tra Plasticfree nazionale e UISP nazionale, nel tessuto del territorio ci sono già tantissime micro-collaborazioni: questa è una cosa bella, è una cooperazione che ti aiuta veramente. Quindi potremmo andare a fare raccolte insieme, aiutare a sensibilizzare, aiutare ad organizzare un evento più ecosostenibile. Vi saluto con una frase che dicevo prima: ringrazio la UISP perché uno più uno fa undici e spero che avremo modo di portare avanti tanti progetti”.

 

VITTORIA CANESSA CERCHI, CONSIGLIERA COMUNALE DI GENOVA CON DELEGA A SPORT E IMPIANTISTICA SPORTIVA

 

“Mi fa davvero piacere essere qua e saluto anche i relatori che sono collegati, perché questi sono dei progetti bellissimi. Come Comune di Genova ovviamente crediamo tantissimo in questo tipo di attività, soprattutto per quanto riguarda lo sport in determinate fasce di età e quello che creano tutto intorno.

 

C’è la parte del benessere e la pratica sportiva deve essere sempre di più inserita all'interno di un piano di salute della popolazione; quindi, deve essere presa molto più in considerazione, e quando si fanno dei piani devono essere integrati con quella che può essere la pratica sportiva. Dopodiché c’è tutta la parte dedicata al risvolto sociale della pratica sportiva: le persone si incontrano, si conoscono, iniziano a prendere confidenza tra loro e da lì lo sport diventa anche comunità e si creano relazioni.

 

Vi ringrazio per quello che fate e soprattutto per l'impegno che ci mettete, proprio perché so benissimo che è difficile e complicato fare progettazione e trovare i fondi. A volte sono sistemi e meccaniche molto più complesse: quello che dovremmo fare anche noi istituzioni, a partire dal Comune, è agevolarvi molto di più e di cercare di supportarvi per quanto riguarda questo tipo di finanziamenti. Questo per dire che l’Amministrazione è al vostro fianco anche per sviluppare una serie di progetti che portano avanti queste tematiche e questi obiettivi”.

 

 

 

 

 

FRANCESCO TURRÀ, REFERENTE NAZIONALE POLITICHE AMBIENTALI UISP

 

“Quando abbiamo presentato una proposta progettuale per un bando sull'attività per Over 65 ci siamo ritrovati a riflettere su questa criticità, ovvero che il bando ci concedeva dodici mesi per svolgere l'attività. Ma con un target come quello degli Over 65 ci siamo resi conto che effettivamente il tempo che avevamo a disposizione era molto molto più limitato perché giustamente non potevamo fare attività all'aperto o attività nei mesi a partire da maggio e sicuramente fino a settembre. Qui da noi, ad ottobre, oggi ci sono 26 gradi. Ed ecco che, allora, i temi del cambiamento climatico e della sostenibilità ambientale, se declinati in contesti come questo, assumono una valenza molto pratica e molto concreta che non è semplicemente quella di dire dobbiamo tutelare l’ambiente, ma anche il cominciare a ragionare sul fatto che noi dobbiamo tutelare un punto di equilibrio. Di equilibrio anche per noi come società civile per poter continuare a svolgere le nostre attività. In particolar modo come UISP dobbiamo porci non tanto la domanda su che cosa possiamo fare per un’ambiente, ma come continueremo a dare accesso alla pratica sportiva in queste condizioni, soprattutto in condizioni in cui sono le categorie più fragili che hanno e che riscontrano le maggiori criticità di esclusione dalla pratica sportiva o di marginalizzazione nella possibilità di svolgerla o di avere sempre maggiori slot nello svolgimento delle attività. Col Comitato stesso di Genova e con Eleonora ci siamo ritrovati a constatare che l’estate periodo critico per svolgere attività. Ecco, da questo da questo cambio di paradigma dobbiamo cominciare a ragionare sempre in maniera più concreta sul fatto che i cambiamenti climatici e la sostenibilità ambientale non sono un qualcosa su cui ragionare per affrontarli in prospettiva perché ci stiamo già vivendo dentro. Vediamo già le criticità, vediamo già le marginalità che comincia a produrre in un contesto come quello dello sport, come quello dell'accesso alla pratica sportiva. Con gli Over 65 questo tema manifesta a pieno le sue criticità, i suoi effetti negativi proprio sull'erogazione della pratica”.

 

FULVIA VEIRANA, PRESIDENTESSA AUSER LIGURIA E GENOVA

 

“Premetto che l'attività che con UISP svolgiamo a tutt'oggi è figlia di una progettazione molto antica perché UISP è forse stato il primo ente di promozione sportiva che si è interessato dell'attività rivolta alle persone non più giovanissime. Penso che, siccome UISP è sempre stata un'associazione con una forte declinazione sociale, il tema di come lo sport possa intervenire sul benessere, non solo sull'aspetto agonistico, ma sul benessere in termini olistici, guardando la persona che cresce, che invecchia, lo sport incida non solo sulla salute fisica, sul benessere fisico, ma anche sull'aspetto sociale, sul benessere psicologico e quindi su come si invecchia, quanto si invecchia e quanto bene si sta invecchiando.

 

Fortunatamente questo è un tema che noi abbiamo iniziato ad affrontare insieme anni fa e che adesso è diventato obiettivamente un tema condiviso anche dalle istituzioni. Questo ci facilita un po', anche se molto spesso questo tema diventa un po' un oggetto da buon titolo, ma rischia di essere un buon titolo che si affronta per un certo periodo di tempo e poi ci lascia dei vuoti nella programmazione. Faccio riferimento in particolare a quello di cui si parlava prima, cioè la durata dei progetti o la loro rendicontazione, la nostra possibilità di dar corpo nel tempo a progetti che abbiano una qualità, perché il progetto che ha una qualità costa obiettivamente e nel momento in cui costa ogni associazione sopravvive se riesce a condividere i costi con i propri soci o con chi frequenta i propri circoli. Se tu ribalti il costo sui soci, metà di questi non potranno permetterselo. Il tema è questo.

 

Contemporaneamente si discute però di questi temi in una proposta di legge che prevede la prescrizione di salute rispetto all'attività sportiva nell'età avanzata, soprattutto per chi ha malattie metaboliche o chi è soggetto ad avere malattie che invece con il movimento potrebbero essere affrontate meglio o prevenute o curate con più efficacia. Tuttavia, rimane come dire un gap fra quanto è avanzata la discussione, quanto si è consapevoli del tema e quanto le misure che si possono mettere in campo possono essere efficaci e durature nel tempo. Perché è vero quello che diceva l'Assessore Ferro, ossia che è molto importante l'ingaggio, ma quando tu non riesci poi a dare un gancio sulla continuità diventa una promessa tradita. È vero che in gran parte l'ingaggio si può tradurre in relazioni e da questo punto di vista posso dirvi che è vero. Credo che il punto fondamentale sia iniziare ad agire sui fondi ministeriali, cioè su quanto questi fondi possono essere utilizzati nel tempo, con quali caratteristiche e dopo quanto tempo si devono rendicontare. In tal senso, do subito la disponibilità a fare anche questo lavoro, ossia provare a recuperare risorse altre anche attraverso i fondi europei, provando ad accedere direttamente insieme ad altri, facendo massa critica: abbiamo obiettivi totalmente sovrapponibili dal punto di vista sociale, della platea con cui ci rivolgiamo, dei valori; quindi, io mi metto totalmente a disposizione. Credo che dal punto di vista locale ci sia uno spazio grande per estendere ulteriormente la collaborazione che abbiamo”.

 

CRISTINA LODI, ASSESSORE AL WELFARE DEL COMUNE DI GENOVA

 

“Ci tenevo a passare proprio perché volevo invece approfittare dell'occasione per fare un po’ di ordine. Finalmente in un anno e mezzo la direzione Sport e la direzione Welfare sono state messe in una direzione unica che è la direzione Welfare. Sono qui a fare un po' di proposte e anche rilanciare termini operativi perché il Comune, nel frattempo, ha sviluppato una sua azione, la sta sviluppando e la sta rifinendo in questa nuova in questa coprogettazione che è una progettazione prevalentemente comunale.

 

La vostra relazione era molto focalizzata e indirizzata verso lo sport. Credo che forse dobbiamo un po' recuperare invece visto che ora siamo riusciti a mettere tutto assieme in un unico approccio che è quello dell’approccio alla salute, come voi fate da anni. Potrebbe essere un'opportunità per noi il vedervi presenti all'interno della coprogettazione comunale che è più sistema rispetto a quanto si fa in Comune. Le tematiche sono quelle che raccontate voi: organizziamo un incontro anche tecnico per capire invece come piano piano andare avanti assieme. Abbiamo appena approvato il primo regolamento sull'amministrazione condivisa comunale che rilancia la co-programmazione e la co-progettazione e usciranno cinque bandi dove soggetti del terzo settore potranno partecipare qualificandosi esperti su uno di questi cinque temi: terza e quarta età; disabilità, minori e famiglie; estreme fragilità e stranieri”.

 

L’INTERVENTO DI ELEONORA VILLA, COORDINATRICE DEL PROGETTO AGE

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