Mattina del giorno della Befana, ore 5,35: un sms mi avverte che la comitiva di giornalisti con cui avrei dovuto raggiungere l’Olimpico di Torino al seguito dell’Albinoleffe è decimata dall’influenza: che fare? Qualcosa in me mi spinge a non ributtarmi sotto le coperte e mi voto a San Matteo Togni, Direttore della Celeste nonché da anni illustre tesserato della “mia” Uisp di Bergamo, per scroccare un passaggio. Partenza alle 9,30 da Dalmine con una macchinata d’eccezione: oltre a Togni Senior e Junior, ci fa compagnia il titolare di “Paolino” di Curno, Albino Lampis, che con un nome di battesimo del genere non può che avere la squadra di mister Fortunato nel cuore. La flebile speranza che ci accompagna lungo il viaggio è quella che al “vecchio cuore granata”, dopo il passo falso di Modena, venga un’altra palpitazione fatale, per tornare dal Piemonte almeno con un punto che, contro la corazzata di Ventura, sarebbe d’oro. Giunti all’Olimpico attendiamo nel parcheggio sotterraneo mister Mondonico per un saluto, ma lo stratega di Rivolta d’Adda si fa attendere da vera star e saliamo al palco riservatoci per l’occasione. Dopo averci messo un po’ a capire che lo Sky Box con su scritto “Away Team” fosse il nostro entriamo, e non posso credere ai miei occhi quando vedo un catering da 10 e lode pronto solo per noi. Nel frattempo ci raggiungono tre alti dirigenti dell’Albinoleffe e, dopo una caterva di inchini reverenziali, a causa dei quali rischio di strapparmi la giacca, come un vero giornalista di punta non esito ulteriormente e mi fiondo sull’ottima polenta al gorgonzola.
Inizia il match e, anche dall’alto dello Sky Box, si soffre, eccome: la Celeste è in forma, il Toro appare stordito, ma l’Olimpico è una bolgia e spinge i granata oltre l’ostacolo, suggerendo anche l’affrettata espulsione di Girasole che fa imprecare 27 tifosi (noi 6 più i 21 ineffabili ultras giunti appositamente in Piemonte) e gioire i restanti 10.000.
Il secondo tempo si preannuncia vietato ai deboli di cuore, Antenucci colpisce un palo ma Foglio magicamente fa espellere Iori ristabilendo la parità. Si soffre, si soffre… fino al liberatorio triplice fischio finale, che ci fa gioire come fossimo ad una finale mondiale. Finisce 0 a 0, Davide ha bloccato Golia, il più contento è proprio Albino Lampis che, non so bene come, riesce a farsi notare dal palco dal migliore in campo, Bergamelli, che dal campo si sbraccia per salutarci. Scendendo al parcheggio i volti dei tifosi del Toro sono scurissimi, i “soldati di Ventura” non sono riusciti ad avere la meglio contro un grandissimo Albinoleffe. Incrociamo l’ex bomber Marazzina ed Ebagua che, nonostante l’espulsione, non perde tempo nel pressare alto quattro procaci tifose. Ripartiamo verso Bergamo con un prezioso punto in saccoccia e, lungo la strada, sentiamo il clacson del pullman dei nostri eroi che ci indica la via del ritorno. Le chiacchiere nel ritorno sono tutte di Albino Lampis, che ha promesso tre polli arrosto in omaggio a Bergamelli: “Uno perché ha un Maggiolino proprio come quello di mio figlio, uno perché è veramente simpatico ed uno perché è stato il migliore in campo”… Che giornata scècc, devo andare più spesso a vedere l’Albinoleffe.
Fabio Spaterna