Comitato Territoriale

Genova

“Matti per il calcio”: quali valori trasmette?

Quali segnali per istituzioni e mondo sportivo? “È necessario l'impegno di tutti, l'Uisp da sola non basta”. Parla Fabrizio De Meo

Che cosa è “Matti per il calcio” per un'associazione come l'Uisp? Quali i segnali che può lanciare al resto del mondo sportivo e alle istituzioni? Lo chiediamo a Fabrizio De Meo, responsabile nazionale Uisp delle politiche sociali: "I luoghi dello sport, stando all’etimologia del termine, stanno fuori. Fuori porta, fuori dalle mura cittadine, fuori dalla routine urbana, ai margini delle zone frequentate abitualmente".

E chi si incontra ai margini? "Manco a dirlo, ai margini si incontra chi è emarginato - risponde De Meo - come chi vive quotidianamente lo stigma della malattia o del disagio mentale, chi ha meno risorse e opportunità. Nulla di strano, dunque, che a Montalto di Castro si rinnovi l’incontro tra lo sportpertutti e il mondo dei Dipartimenti di Salute Mentale, per la settima edizione della rassegna nazionale Matti per il Calcio (grazie all’impegno del personale e dei volontari della Lega Calcio Uisp, come di tutti i medici, infermieri e operatori e pazienti dei Centri che parteciperanno)".

“Nulla di strano, per un’associazione come la Uisp, che interpreta consapevolmente il suo ruolo di associazione sportiva che sta nel sociale, abituata a portare la pratica motoria e sportiva e il gioco proprio in quelle zone di margine e in quei luoghi di discriminazione che sono anche le periferie urbane in difficoltà, le case circondariali e gli istituti minorili; nulla di strano, per un’associazione sportiva che non ha paura di uscire fuori (la parola ritorna…) dalla propria zona di comfort per costruire le risposte più adeguate ai bisogni complessi e alle richieste sempre più articolate di sport, divertimento, partecipazione, inclusione sociale e salute di tutti i cittadini, nessuno escluso”.

“Nulla di strano, perché Matti per il Calcio, in realtà, dura molto di più dei tre giorni della manifestazione: i Comitati Territoriali Uisp lavorano con impegno quotidiano con i centri di salute mentale, organizzando attività sportive (calcio e non solo), tornei, iniziative e manifestazioni che spesso hanno in questo appuntamento nazionale un momento di conclusione e di festa finale (o di ripartenza). Lo dimostrano anche le recenti esperienze dei progetti nazionali Sportiva…Mente (concluso nel 2011, le cui attività si sono intrecciate con Matti per il Calcio) e Abili per lo Sport (in fase di attuazione), grazie ai quali sta crescendo (sia presso gli sportivi che presso chi si occupa, più in generale, di salute e cura) la consapevolezza del ruolo che può e deve rivestire lo sport in questi ambiti (anche in virtù del lavoro di monitoraggio e valutazione dei risultati dei progetti e delle azioni svolte)”.

“Nulla di strano, ma nulla di facile - conclude De Meo - perché con la crisi è ancora più facile che le porte si chiudano e che la solitudine sociale e l’emarginazione siano la regola; ci vuole l’impegno consapevole di tutti per costruire e mantenere comunità e reti solidali, ma sappiamo che lo sportpertutti farà la sua parte”.

Fonte: Ufficio stampa e comunicazione Uisp nazionale