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Collaborazione Uisp-Ecopneus: approfondimento su sporty Mag

Interviste e fotografie sulla pavimentazione in gomma riciclata e i test effettuati al Palamedolla. Intervista a S. D'Ottavio
Sarà a breve disponibile il numero 34 di Sporty Mag, la rivista Uisp rivolta al pubblico dei più giovani ospita uno speciale sulla collaborazione Uisp-Ecopneus. L’associazione e il consorzio che si occupa di recupero e riciclo dei pneumatici esausti hanno lavorato insieme per realizzare il nuovo palazzetto dello sport di Medolla, in provincia di Modena. Il Palamedolla è stato inaugurato a settembre 2013 e in questo momento sono in corso i test effettuati dai ricercatori dell’università Tor Vergata di Roma per verificare quali conseguenze questo campo può avere sulla prestazione umana e l’interazione tra atleta e pavimentazione in gomma riciclata. La rivista contiente una intervista a Stefano D’Ottavio, professore associato di scienze motorie all’Università Tor Vergata di Roma che è a capo del gruppo di ricerca che effettua test e analisi sulla pavimentazione in PFU utilizzata nel Palamedolla che ci illustrara il protocollo di ricerca studiato per la Uisp.
“L’indagine è suddivisa in due tronconi - spiega Stefano D’Ottavio - la reazione che hanno le diverse superfici alle sollecitazioni dovute ad un corpo con una struttura quantificabile, legata alla massa e alla forza di gravità. In questo caso la risposta che si ha è pura, non inficiata da altri fattori o variabili che possano influenzare la risposta. Per l’esperimento si utilizzano gravi con diametri e pesi diversi, le variabili sono quindi le superfici d’impatto e il peso. Poi, sempre in maniera naturale si procede alla verifica degli attriti, sia radenti che volventi. In pratica si studia quanto la superficie della pavimentazione incida sul rotolamento e sulla velocità di scorrimento”.
“Un altro ambito della ricerca è legato all’interazione della superficie con l’atleta: - prosegue il capo del gruppo di ricerca - come la struttura attiva e passiva dell’apparato locomotore, muscolatura, tendini, strutture articolari, reagisca durante le diverse prestazioni, come salti, corse, cambi di direzione. L’obiettivo è verificare come le diverse pavimentazioni possano influenzare o dare risposte diverse a soggetti con strutture fisiche variabili: bambini e adulti, massa corporea più grande o più piccola, donne o uomini, diversi livelli di performance. Quindi questa valutazione dell’interazione uomo-superficie ha due grandi binari: uno è relativo all’apparato neuromuscolare e alla sua reattività, l’altro affronta la spesa energetica in termini di metabolismo, valutando il costo energetico delle prestazioni sportive. Studi scientifici prodotti nella letteratura medica hanno, infatti, dimostrato che una superficie più reattiva abbassa il costo metabolico di una prestazione. Come in tutte le ricerche scientifiche si parte da un’ipotesi iniziale, in questo caso è che la pavimentazione in PFU riciclati e riutilizzati non abbia effetti dannosi sugli atleti che vi si allenano. Dalla reattività della pista e dall’equilibrio tra reattività e reazione del corpo riusciamo a prevedere se alcune superfici sono più esposte a provocare danni ai soggetti. Va specificato che è impossibile dare una risposta precisa sul lungo periodo”. (E.F.)
 
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