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"L'Uomo risorsa e la Città sostenibile": ripensare le politiche per la mobilità mettendo al centro i piedi e le bici

"L'Uomo risorsa e la Città sostenibile" è stato il tema al centro del convegno organizzato dal settore Ambiente e sostenibilità Uisp, che si è svolto nel pomeriggio di venerdì 8 maggio, nella Sala Bramante di Palazzo delle Stelline a Milano, svoltosi nell'ambito del Congresso nazionale Uisp. La giornata di lavoro è stata suddivisa in due sessioni: la prima "Le città sostenibili"; la seconda "L'uomo risorsa: studi, applicazioni ed esperienze". Moderatore, Santino Cannavò, responsabile nazionale Ambiente e sostenibilità Uisp.

Un approccio più teorico ha caratterizzato la prima sessione. Toni Federico, dell'Issi-Istituto sviluppo sostenibile Italia, ha voluto subito dare il 'la' alla discussione: "Dobbiamo fare un passo avanti rispetto a ciò che è già stato fatto. Dobbiamo muoverci nella dimensione di una sostenibilità possibile. Inserire l'attività fisica all'interno di un discorso sulla progettazione di una nuova città sostenibile può risultare una strategia vincente".

Guido Viale è un economista da anni si occupa di tematiche ambientali. Il suo contributo si è concentrato sulla mobilità, ed è indicativo delle problematiche trattate e dell'approccio: "E' un circolo vizioso - ha detto - più ci allontaniamo dai centri urbani per sfuggire la congestione, più siamo costretti a muoverci in auto e aumentiamo il traffico e l'inquinamento. Molti spostamenti sono spesso dovuti alla necessità di raggiungere un luogo sempre più lontano dal centro cittadino per praticare sport: la palestra piuttosto che il campo sportivo". "Il cammino e la bicicletta devono diventare il perno per progettare ed attivare una conversione ecologica dei sistemi di mobilità. Un modello che deve essere ispirato al criterio della sussidiarietà: alcune scelte devono essere il perno delle politiche, altre devono essere adottate soltanto in caso di necessità. Oggi al centro delle politiche per la mobilità c'è l'auto, per il futuro dovranno esserci i piedi e la bicicletta". "Oggi - ha aggiunto - le piste ciclabili sono diffuse prevalentemente in periferia e sono un complemento per gli spostamenti in auto. Per il futuro non dovrà essere più così: le città dovranno essere attrezzate in sicurezza per essere attraversate in bici. Dovremmo invece costruire delle 'strade carrate', dei percorsi specifici per le auto".

"Nell'ambito della valorizzazione della mobilità dolce - ha proseguito Viale - deve venir meno la frattura tra il moto fatto per sport ed il moto fatto per le necessità della vita quotidiana. Dobbiamo eliminare il paradosso di dover usare l'auto per andare a fare sport". "Nella riorganizzazione dell'assetto urbano, lo sport può giocare un ruolo fondamentale anche perché è un grande fattore di socialità. Ma per far ciò non deve essere relegato a luoghi che possono essere raggiunti soltanto in auto. Lo spazio ci piò trovare riducendo l'estensione di strade per le auto e parcheggi. In questo modo si possono trovare spazi aperti dove la gente possa organizzare autonomamente la propria attività fisica".

Gli altri interventi della prima sessione sono stati di Vanni Bulgarelli, del Coordinamento Agende 21 locali italiane, che ha parlato di "partecipazione e qualità urbana". "Quale spazio pubblico per una città sostenibile?" è stata la domanda di partenza del contributo di Romeo Farinella, del Dipartimento di Architettura dell'Università di Ferrara.

Nella seconda sessione del convegno "L'Uomo risorsa e la Città sostenibile" svoltosi nella prima giornata di lavoro del Congresso nazionale Uisp a Milano, l'attenzione è stata in gran parte proiettata sull'Expo 2015, l'Esposizione internazionale, che ha come temi centrali l'alimentazione e la sostenibilità, dunque il rapporto dell'uomo con il pianeta e con il modello di sviluppo.

Edoardo Croci, assessore alla Mobilità, Trasporti, Ambiente del comune di Milano ha cercato di sottolineare come l'Expo 2015 possa essere "l'occasione di trasformazione della città nel senso della sostenibilità. Nei nostri piani abbiamo progettato un potenziamento della rete metropolitana e della sua integrazione con la rete ferroviaria; un ampliamento delle aree verdi; un ampliamento delle aree pedonali e delle piste ciclabili con la soluzione dei 'raggi verdi', percorsi protetti ciclabili che partono dal centro della città per arrivare alla periferia". Tuttavia, per Damiano Di Simine, presidente Legambiente Lombardia, "l'Expo 2015 ha perso gran parte della sua anima. Al momento stanno avanzando progetti per 450 km di nuove autostrade"

Giulio Bizzaglia, docente universitario e membro del settore Educazione Uisp, dal canto suo ha rilanciato la proposta di un "indice di camminabilità" per quantificare la qualità della vita delle città, attraverso la capacità che esse concedono ad un corpo di "essere agito", di vivere e di riappropriarsi degli spazi pubblici, camminando, pedalando, facendo attività in strada. Infine le conclusioni affidate a Filippo Fossati, presidente nazionale Uisp, che ha ben riassunto la posizione dell'associazione: "Non si tratta di intervenire per una diversa zonizzazione dell'impiantistica sportiva, ma di lanciare un'opera di riappropriazione e di riqualificazione degli spazi urbani con l'attività motoria. Una nostra proposta potrebbe essere quella di far inserire una valutazione della camminabilità e degli spazi pubblici di sport nelle regionali sull'urbanistica. Dobbiamo intervenire per lavorare sulla normativa regionale perché non c'è in Italia una legge nazionale sull'urbanistica".

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