Nazionale

Politiche di genere e diritti Uisp

 

Premessa

-         La fase avviata con il Congresso nazionale 2017 e l’approvazione della riforma delle attività deve prevedere un maggiore intreccio tra le diverse politiche e tra queste e le attività. Sono necessari una maggiore e migliore programmazione ed il confronto per sviluppare sinergie e mettere in cantiere nuove attività. Parallelamente occorre inventare sperimentare valorizzare progetti di attività funzionali allo sviluppo delle politiche e che implementino i nostri valori associativi e politici. Ad esempio stando alle Politiche di Genere e Diritti promuovere esperienze sportive che facciano competere atleti transessuali e transgender.

Obiettivi

-         Strutture territoriali (Comitati e grandi polisportive) più accoglienti per giovani e donne, sperimentando azioni antidiscriminatorie per coinvolgere più donne nei dirigenti, dando maggiore visibilità all’esperienza delle donne nella nostra Associazione, creando occasioni che concilino la partecipazione  alle attività, sia sportive che di vita associativa, con la cura familiare. Progetto pilota di un Comitato.

-         Educare alle differenze: formazione rivolta ai nostri educatori e dirigenti sulle politiche di genere per avviare un percorso di accoglienza e attenzione rivolto alle persone LGBTI ed incentivare la valorizzazione delle diverse attitudini tra pratica maschile e femminile. Creare un bollino arcobaleno per i nostri Comitati e società sportive, a fronte di una formazione rivolta a dirigenti ed educatori/educatrici con particolare attenzione al linguaggio.

-         Azioni, progetti concreti e replicabili, per rinnovare l'offerta di attività rivolte alle donne e alle ragazze, per contrastare l’abbandono e incrementare il numero di praticanti donne. Esperienza di attività mista, percorsi mamme e figli, piscine ed impianti accoglienti per le donne. Coinvolgere le società sportive per questo.

Per realizzare questi obiettivi  occorre un lavoro molto ampio sul territorio, per coinvolgere e dare visibilità alle esperienze, alle donne e ragazze impegnate nei nostri Comitati, nelle attività, nelle società sportive  (creare uno spazio specifico sul sito per raccogliere le esperienze del territorio e le loro storie. Valorizzare le esperienze e dare volti alle esperienze del territorio).

-         La Carta Europea dei Diritti delle donne nello sport: educare alla differenza e sperimentare nuove attività. Il nostro orizzonte ed obiettivo politico è rappresentato dalla Carta. Occorre declinare i punti della Carta  indicare per ogni articolo obiettivi da declinare in azioni.

Vogliamo programmare le iniziative partendo dalle Regioni che fino ad ora sono state meno coinvolte nella diffusione della "Carta":  fare un vero e proprio calendario di attività, regione per regione, valorizzando le esperienze di presentazione della "carta a fumetti" già sperimentate sul territorio e la mostra realizzata per il congresso. Devono essere coinvolti ed impegnati su questo obiettivo tutti i Presidenti fornendo loro le indicazioni contenute nella presentazione corredata da tutti i documenti utili anche per relazionarsi ad istituzioni pubbliche e scolastiche (una sorta di Kit per la presentazione della Carta) e raccogliendo indicazioni su persone designate dai Comitati eo personalmente interessate a sviluppare questo lavoro.

Crediamo importante allargare la partecipazione con il coinvolgimento di dirigenti e educatori/educatrici del territorio, per consolidare e ampliare il lavoro avviato.

La Carta dei diritti ha bisogno di un continuo confronto  e azioni conseguenti: occorre  ampliare le adesioni dei Comuni, verificare quali azioni mettere in atto e dare visibilità alle esperienze di buone pratiche; riprendere gli incontri con le referenti PPOO delle Regioni e coinvolgere ANCI. Inserire anche nella convenzione con il MIUR un punto specifico sullo sport femminile, linguaggio e formazione per inclusione.

Le proposte per implementare alcuni punti della Carta:

Promozione attività

·        Progetti di attività e sostegno alle esperienze che incrementino la pratica sportiva delle ragazze. Lavorare in particolare nella fascia di età 14-19 anni e promuovere un concorso tra le nostre ASD.

·        Dalla presentazione della Carta a fumetti avviare percorsi di promozione delle attività nelle scuole, in particolare per il calcio femminile e progetti di attività sportiva mista.

·        Progetti di attività specifiche che valorizzino la lentezza, la consapevolezza di se e il rispetto degli altri, conoscenza del corpo /dei corpi con percorsi di attività olistiche rivolti alle donne e alle persone più adulte.

·        Assumere i concetti di cura e consapevolezza di se come contrasto alla violenza di genere. Formazione specifica e codice etico per le linee diritto alla sicurezza e superare il concetto  di “corsi di autodifesa”.

Leadership

·        Valorizzare la presenza delle donne nella nostra Associazione e dare loro maggiori strumenti anche attraverso dei percorsi di formazione. Conciliare i tempi di vita e sperimentare in un Comitato la certificazione promossa a Trento con obiettivo di coinvolgere donne e giovani nei gruppi dirigenti con l’obiettivo di individuare e sperimentare  norme antidiscriminatorie (alternanza di genere negli organismi dirigenti/ 50% dei consigli/altro…), individuare forme di agevolazione ed incentivi per le società sportive femminili e i Comitati che coinvolgano il maggior numero di donne negli organismi dirigenti. Per questo è importante monitorare il tesseramento di genere.

·        Prevedere forme di tutela per la maternità,  valutando forme di assicurazione per le nostre dirigenti ed educatrici.

 

Informazione e media

·        Continuare il lavoro con l’Osservatorio di Pavia per un incremento della presenza dello sport femminile in TV e per promuovere un linguaggio giornalistico rispettoso ed attento al merito sportivo. E’ importante allargare la rete delle associazioni con cui collaborare e che possono dare voce a questa richiesta come giornaliste, imprenditrici, sindacati, donne della scienza, atlete. L’Uisp lancia una campagna per dare spazio allo sport femminile in TV e nei media.

Formazione e ricerca

·        Educare: introdurre in modo obbligatorio nella formazione delle aree comuni un modulo che affronti le  politiche di genere proponendo in particolare un linguaggio che non sia discriminatorio e per dare valore alle differenze di genere. Avvalersi delle competenze interne ed esterne e promuovere un percorso per la formazione delle dirigenti. Formazione per contrastare la violenza di genere: valutare l’esperienza delle Discipline Orientali,  che sicuramente può essere allargata ad altre discipline, e del Regionale Uisp Emilia Romagna

·        Medicina e formazione di genere: avviare il confronto con Università di Ferrara che sta realizzando il primo centro di medicina di genere/individuare sinergie possibili in raccordo con le politiche della salute.

Percorso per l’inclusione - Educare alle differenze

Individuare un percorso per l’inclusione che coinvolga la nostra associazione e il mondo sportivo,  per la valorizzare la diversità ed unicità di ogni persona.  In particolare per i diritti delle persone LGBTI nello sport:

·        Proposta di modulo formativo, partendo dall’esperienza di Torino e che deve essere replicato in 4 o 5 appuntamenti interregionali, per realizzare e diffondere bollino arcobaleno

·        Realizzare uno spazio specifico nel sito con una piattaforma dove raccogliere tutta la documentazione ed esperienze inerenti alle persone LGBTI nello sport ma che sia anche una sede di risposte e di raccolta dei bisogni delle persone gay lesbiche bisessuali transessuali e intersessuali

·        Consolidare e ampliare la collaborazione con soggetti esterni e sviluppare progetti per analisi e ricerca sul tema delle discriminazioni di genere in ambito sportivo.

Infine per quanto riguarda il 2018 e il 70° della Uisp:  Le diverse politiche devono proporre una iniziativa da svolgere sul territorio e potrebbe essere interessante pensare ad unire le diverse  iniziative con un simbolo (una vecchia bandiera della Uisp?)  o una staffetta sportiva.

Come Politiche di genere e diritti vogliamo valorizzare il coraggio delle donne nello sport, attraverso un materiale video e una iniziativa che metta al centro la bicicletta.

Capitane coraggiose

·        manifestazione in bicicletta alla scoperta dei luoghi della nostra storia sportiva (ad esempio  le prime manifestazioni di ciclismo svolte tra Bologna e Ravenna o i raduni delle ragazze della pallavolo…)  

·        Video: le donne della Uisp di ieri e di oggi per dare voce alle battaglie delle sportive.  Intervista alle donne che hanno scelto di praticare sport (vedi la signora Luigia di Milano) e a quelle che ancora oggi praticano sport con coraggio.

 

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