Nazionale

Politiche internazionali Uisp

 

1.  Relazioni internazionali

Obiettivo primario è quello di proseguire il lavoro politico di lobbying con Parlamento e Commissione Europea. Per questo motivo da tempo la Uisp ha aderito ad Isca ed ha svolto e svolge tuttora principalmente tramite Isca questo compito. Isca è una organizzazione che concentra principalmente il proprio lavoro su attività motoria e sportiva. Il suo focus è quello della lotta alla sedentarietà, ma non disdegna temi quali quello dell’impiantistica sportiva, della riqualificazione urbana, della mobilità sostenibile e, recentemente, quello dei diritti umani e dell’inclusione sociale collegati sempre alla finalità della promozione dell’attività fisica fruibile innanzitutto negli spazi pubblici.

Dal 2012 la Uisp, assieme ad Isca, ha dato vita alla Move Week, una iniziativa che ogni anno conta 3000 iniziative in Europa e circa 200 eventi calendarizzati in Italia gestiti dai nostri comitati o da nostre asd sul territorio. La Move Week è una campagna innovativa che ancora ha un forte potenziale inespresso e, se si riuscisse all’interno della Uisp ad innescare un meccanismo virtuoso di collaborazione intersettoriale (mi riferisco in particolare a grandi iniziative – politiche sulla salute – coordinamento sda e coordinamento società sportive), potrebbe in breve diventare una delle nostre più grandi campagne nazionali. Negli ultimi anni il numero d’iniziative a cui Uisp ha contribuito con Isca sono state tante e di spessore. Non ultima la possibilità di tradurre in italiano la “Strategia per l’attività fisica per la regione europea dell’OMS 2016-2025” che, grazie alla collaborazione con Stili di vita e Salute Uisp, è stata divulgata sull’intero territorio nazionale.

Sul fronte progettuale, in sinergia con l’Ufficio progetti nazionale, la Uisp ha recentemente coordinato due importanti progetti sul fondo Erasmus+ sport (uno dei quali tuttora in corso) ed è stata partner in una decina di progetti presentati da organizzazioni con cui si è costruito negli anni un rapporto di fiducia e solidarietà. I progetti hanno interessato tutte le politiche principali dell’Uisp (Salute, Genere e diritti, Ambientali, Educative).

Nonostante molti dei progetti si siano dimostrati vincenti e interessanti per la crescita dell’intera associazione, c’è la necessità di maturare per il futuro uno sforzo nell’ambito delle partnership sui progetti internazionali. Infatti, molte delle partnership proposte (come avviene in tutto il mondo della progettazione) hanno delle tempistiche estremamente strette e spesso risulta difficile intervenire sul percorso progettuale, modificando sostanzialmente la proposta, per cui bisogna adattarsi al percorso previsto dal capofila, cercando di trarne il massimo beneficio.

Vi è un altro elemento su cui porre attenzione nei prossimi anni: rischiamo infatti di gestire troppi progetti ed avere poche risorse umane con competenze settoriali unite alla capacità di gestione di progetti internazionali. Per questo occorre un maggior intreccio con le politiche ed una capacità di queste ultime di individuare e selezionare personale preparato sul territorio (e/o opportunamente formato) in grado di farsi carico dei coordinamenti internazionali per il rispettivo ambito di intervento.

Altro punto fondamentale da sviluppare nei prossimi anni è come mettere a frutto in maniera ampia e positiva i materiali prodotti all’interno dei progetti internazionali. Nella maggior parte dei casi l’output primario delle collaborazione è un manuale di buone pratiche o delle linee guida per la creazione di percorsi di formazione per dirigenti/tecnici sportivi. Questi utili materiali possono servire ad integrare i percorsi formativi sia a livello nazionale che territoriale di dirigenti e tecnici Uisp.

Per questo occorre rafforzare la cooperazione con il settore della Formazione e con il Centro studi e documentazione affinché acquisisca queste sperimentazioni europee e le trasformi e le adegui al contesto Uisp.

Le strategie e le cooperazioni internazionali hanno successo se queste ultime vengono ben comunicate e diffuse, dando visibilità ai partner sui nostri house organ e chiedendo in cambio che lo stesso avvenga sui loro.

Per questo c’è bisogno di intensificare il già attivo e proficuo rapporto con il settore della Comunicazione, creando anche degli strumenti ad hoc, che tengano in considerazione la necessità di avere materiale in lingue differenti. Le proposte sono le più diverse, da una newsletter in inglese, a materiali promozionali della Uisp (Power Point, video, volantini) in diverse lingue.

Vista la natura della Uisp e i suoi molteplici “terreni di gioco” si ritiene che il solo ambito sportivo non sia sufficiente e, similarmente a quanto avviene in Italia con l’attiva partecipazione al terzo settore, si cercherà in questo mandato di agganciare nuove reti europee in cui il tema centrale sia welfare e diritti (ad esempio Solidar, Concord o altre).

 

2. Cooperazione internazionale   

In un periodo di forte crisi e di minori risorse, la scelta strategica operata in questi anni è stata quella di limitare le aree d’intervento, rafforzando e strutturando meglio la presenza in alcuni territori. I luoghi scelti sono quelli dell’area mediterranea a ridosso di aree di conflitto: Libano, Sahara Occidentale e Palestina.

L’obiettivo specifico nei prossimi anni è quello di provare ad allargare cautamente il proprio raggio di azione, includendo nuove aree di forte migrazione verso l’Italia e di rafforzare i rapporti soprattutto con le Ong che hanno una consolidata esperienza nei territori dove siamo presenti e dove andremo ad operare.

Una scelta strategica degli ultimi anni che in futuro si pensa di rafforzare, è stata quella di intervenire in progetti già strutturati promossi e gestiti da Ong internazionali o da associazioni/Istituzioni locali, offrendo le esperienze e competenze di dirigenti/tecnici Uisp per attività di formazione e educazione attraverso gli strumenti dello sportpertutti. Questo ha portato: ad un maggior coinvolgimento di alcuni comitati che hanno inviato in missione i loro educatori; una partecipazione più attiva di alcune delle strutture d’attività; uno sconfinamento diretto in ambiti progettuali e buone pratiche relative ad altre politiche (si pensi alla metodologia assolutamente trasversale sui punti luce, piuttosto che alla didattica DUM entrambe portate con successo in Libano).

Altra scelta importante in termini di metodologia di lavoro è stata quella di discostarsi dalle modalità di cooperazione classica evidenziando l’autonomia e la qualità delle forme innovative di cooperazione già da tempo esercitate dalla UISP in diversi contesti e paesi. Questo aspetto assume un significato ancora più rilevante se si considera il processo di riforma che sta attraversando l’intero sistema della cooperazione Italiana. Infatti, dall’agosto del  2014 l’Italia si è dotata di una nuova legge - la 125/2014 - che disciplina il settore. Tra le novità della nuova normativa figura l’ampliamento dei soggetti riconosciuti appieno quali attori della cooperazione andando aldilà delle forme tradizionali fin qui ritenute idonee. La UISP è impegnata nelle iniziative utili a perseguire l’obiettivo del riconoscimento tra i nuovi soggetti idonei a rientrare nel registro della neo istituita Agenzia Italiana della Cooperazione allo Sviluppo (AICS). A questo scopo si è lavorato  partecipando ai diversi tavoli dove si discute dei decreti attuativi e sulla loro interpretazione – nei quali la Uisp è intervenuta più e più volte -  sperando a breve di arrivare al traguardo con il riconoscimento dell’idoneità alla Uisp e ad altri enti che non hanno come unico e prioritario fine solo quella della cooperazione internazionale.

Sempre a questo fine sono stati già realizzati alcuni passaggi in linea con la nuova legge 125 sulla Cooperazione Internazionale inserendo nel nuovo statuto della Uisp, la cooperazione e la solidarietà internazionale come ambiti d’intervento diretto.

Resta quindi l’ultimo passaggio che prevede il definitivo e autorevole riconoscimento istituzionale. A questo scopo occorre giungere al più presto al superamento formale di Peace Games per favorire l’accreditamento definitivo della UISP quale organismo in grado di svolgere progetti di cooperazione internazionale.

Anche in ambito di cooperazione internazionale diventa prioritario un lavoro più proficuo con comitati territoriali/sda/ e alcune delle politiche (principalmente quella su salute ed inclusione sociale) per definire insieme progettualità, percorsi e competenze da coinvolgere in esperienze di cooperazione.

In questo senso fondamentale è il lavoro da fare assieme alla formazione, per attrezzare al meglio gli educatori in partenza per le varie missioni. Un legame che va rafforzato è quello con le grandi iniziative per promuovere maggiormente ed in maniera più efficace le raccolte fondi.

 

3. Intercultura

Obiettivo primario dei prossimi anni è quello di sviluppare l’area, cercando un modo per riconnettere le diverse attività svolte sui vari territori, che oggi troppo spesso viaggiano da sole, senza beneficiare di esperienze già sviluppate in altri territori o in ambito europeo

Su questo punto, è possibile sfruttare maggiormente l’iniziativa che più caratterizza Uisp sull’intercultura: i Mondiali Antirazzisti. Questi sono un laboratorio in continuo mutamento che ha la possibilità di sperimentare attività motoria e sportiva con un target giovanile che muta rapidamente nella conformazione sociale (pensando solo al target migranti: dalle comunità di migranti si è giunti ora ai gruppi multiculturali e ai rifugiati).

Ai Mondiali Antirazzisti, l’intreccio tra le politiche e tra le politiche e le attività è evidente e connaturato all’evento. L’attenzione all’ambiente, alle tematiche antidiscriminatorie, di genere, alla lotta alla sedentarietà, connesso alle politiche educative e al lavoro con i giovani sono le travi portanti della manifestazione. E lo sono legate alle attività che vengono svolte, attraverso tornei informali in cui le regole diventano flessibili e tentano di includere nella pratica ogni diversità e diversa abilità. Uno dei difetti dell’iniziativa è la fatica nel riuscire a coinvolgere attivamente tutti i responsabili delle politiche e delle attività nella costruzione e gestione dell’evento.

In questo senso una maggior sinergia con il settore delle grandi manifestazioni Uisp permetterebbe di sfruttare la rete già attivata dai Mondiali per creare una serie di appuntamenti gestiti dai comitati territoriali, al fine di riconnettere le diverse iniziative, creare una campagna di comunicazione specifica sul tema e accendere i riflettori anche su iniziative più local.

I Mondiali sono importanti per le politiche interculturali della Uisp perché rappresentano un ottimo biglietto da visita: hanno buona fama presso media; risultano essere una buona pratica ripresa e replicata in molti altri territori italiani e stranieri; consentono di facilitare l’accreditamento presso le istituzioni.

L’accreditamento è un processo lungo e faticoso, spesso precario perché risente di altre dinamiche politiche che non sempre riesci a contrastare. Rimane però il fatto che la Uisp, al momento è considerato interlocutore credibile su sport ed intercultura dal Coni, Lega Serie A, ministero Politiche Sociali, Unar, ministero Interni e grazie a questa credibilità è riuscito a mettere in campo progetti come il Calciastorie e SportAntenne. I progetti hanno coinvolto o stanno coinvolgendo complessivamente 28 comitati territoriali.

A livello internazionale è bene ricordare il ruolo attivo che ha avuto la Uisp (e continua ad avere nel board europeo) nella creazione della più grande rete europea di calcio contro il razzismo la rete FARE, riconosciuta come la sola in grado di operare in relazione con Uefa e Fifa su questa tematica. Nel futuro occorre continuare ad essere protagonisti e interlocutori primari all’interno della rete per quanto riguarda tutta la tematica relativa allo Ius Soli, alla sperimentazione di progetti di inclusione sociale, soprattutto in relazione a rifugiati e richiedenti asilo.

L’Italia è una delle porte di accesso in Europa per vasta parte della popolazione in fuga da carestie, guerre, violenze, persecuzioni politiche. Un popolo che vede distrutta la propria identità e dignità da mesi di un viaggio allucinante e pericoloso. Lo sport è uno strumento fondamentale non solo per la creazione di progetti personali d’inserimento nel tessuto sociale, ma anche come strumenti di ricostruzione del sé.

Per questo occorre rafforzare la formazione dei tecnici/educatori/dirigenti Uisp, concentrando l’attenzione su moduli specifici che siano in grado di fornire degli strumenti utili non solo alla comprensione del fenomeno, ma alla realizzazione di percorsi di inserimento sociale. Come per gli altri settori, la collaborazione con la Formazione Uisp diviene fondamentale e cruciale per la diffusione di una cultura nuova: una cultura inclusiva, interculturale e flessibile al cambiamento.

 

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