Nazionale

Politiche per la salute e l'inclusione

La salute è un salto di qualità: abbiamo bisogno di una visione di welfare che contenga anche immaginazione e una carica utopica, se questo vuol dire mettere in circolo quante più idee possibili e trasformarle in scelte che incidano sulle prospettive e sulle vite delle persone. Da molti anni l’Uisp mette in campo energia, passione e competenze sui temi dei diritti di cittadinanza e si è fatta promotrice di un grande numero di buone pratiche qualificate che hanno attraversato trasversalmente tematiche e fasce di età. Lungo i percorsi che portano verso la salute individuale e collettiva, l’associazione si è confrontata continuamente con gli interlocutori del sistema sociosanitario, con i referenti istituzionali e con altri soggetti associativi e privati. Anche grazie all’impulso dato dall’approvazione dei Piani nazionale e regionali di prevenzione 2014/2018 e al recente rapporto dell’Istituto Superiore della Sanità “Attività fisica come supporto nella prevenzione delle malattie cronico-degenerative” (2017), abbiamo costruito una piattaforma delle politiche per gli stili di vita e la salute che possa essere condivisa e praticata da tutta l’Uisp, dai suoi dirigenti, educatori e società sportive.

Continuiamo a lavorare sul nostro profilo identitario e sulla formazione, per un denominatore comune di strategie, elaborazioni, obiettivi, che vengano declinati con coerenza in tutto il nostro sistema associativo, un contenitore unico con un’impronta definita e compiuta, per diffondere prima di tutto una grande consapevolezza su questi temi. Ci siamo candidati ad essere un partner qualificato delle Regioni per lo sviluppo dei PRP (Piani Regionali di Prevenzione) come associazione di promozione sociale e sportiva, attraverso la stipula di protocolli d’intesa, realizzando workshop nazionali, da Trento a Orvieto a Roma, in cui abbiamo riunito una pluralità di soggetti che a vario titolo concorrono alla costruzione sociale della salute, per rafforzare le contaminazioni, concertare strategie e azioni e diventare insieme agenti di cambiamento. Sono già stati stipulati protocolli con le regioni Umbria, Friuli Venezia Giulia, Marche, Sardegna, Veneto e Toscana. In parallelo abbiamo organizzato seminari di formazione a Montecatini, Bologna e Verona, dove i referenti dei sistemi socio sanitari e i nostri dirigenti ed educatori del Veneto, del Friuli Venezia Giulia e del Trentino hanno condiviso strategie, obiettivi, azioni concertate ed efficaci, contaminando i linguaggi, i saperi e i talenti, per affrontare insieme la complessità dei processi di cambiamento messi in atto dai PRP.

Perché per realizzare l’intersettorialità e la multisettorialità auspicate anche dalle linee guida dell’OMS Europa nella strategia sull’attività fisica 2016/2025, è necessario agire in una logica di sistema, fare massa critica, favorire la convergenza dei due mondi rappresentati dalla sanità e dalla promozione sociale e sportiva, aprendo le porte alla conoscenza reciproca, alla sintonia d’intenti, con un’estrema chiarezza delle proprie identità, dei ruoli differenti e di responsabilità definite. Puntiamo a diventare sempre di più un partner colto, chiaro e intellettualmente onesto per gli interlocutori istituzionali e un punto di riferimento socialmente utile e affidabile per i cittadini e le comunità, ad allargare le reti e le alleanze con tutti i soggetti interessati, tendiamo alla riproducibilità in tutte le Regioni dei risultati finora raggiunti. Siamo convinti che il piano di efficacia sui temi degli stili di vita e la salute sia quello delle azioni sociali che poggiano sui diritti dell’individuo, sulle sue motivazioni, le sue libere scelte, e che possono indurre cambiamenti che si traducono in comportamenti durevoli nel tempo. Vogliamo portare l’attività motoria all’interno del perimetro dei diritti di cittadinanza, in cui una vita attiva e sana possa diventare un traguardo raggiungibile da tutte le persone, nel quadro di politiche pubbliche e di spazi urbani ripensati a questo scopo. È un grande obiettivo di equità, a maggior ragione in una situazione che vede questi diritti messi a rischio dalla crisi del welfare, che aumenta le disuguaglianze in salute in termini di accesso ai servizi e alle opportunità. Il nostro orizzonte è la promozione della salute per tutti e per tutte le età, nelle politiche per l’infanzia, l’adolescenza, gli adulti, nell’area del disagio mentale, per un invecchiamento attivo, a favore dei cittadini che incontriamo ogni giorno e soprattutto di quelli che non hanno ancora avuto opportunità di coinvolgimento. Vorremmo che la promozione della salute si possa tradurre in linee guida capaci di produrre politiche e iniziative di governo, puntiamo a dare il nostro contributo per costruire vaste alleanze di scopo che possano favorire il raggiungimento di questo ambizioso obiettivo.

Lo sport sociale e per tutti è libertà di muoversi, di inventare, di emozionarsi. Per esserlo davvero, nessuno escluso, la parola chiave che ispira ogni offerta sportiva Uisp è inclusione. Ovvero: lo sport si fa con gli altri, insieme agli altri, tutti insieme. Per questo l’Uisp abita le periferie sociali ed urbane per offrire occasioni di pratica sportiva integrata. Alcuni esempi? L’attività sportiva nelle carceri e quella con persone disabili, fisiche e mentali. Fare sport “insieme”, questo è il mantra dell’Uisp: i diversi livelli di capacità e di talento si incontrano nelle stesse squadre. Così come il piacere e il divertimento per l’attività ludica incontra l’impegno e il sacrificio per raggiungere risultati di livello, se questo è l’obiettivo che la persona si prefigge. Si incontrano culture ed etnie differenti, ma anche diversi livelli di abilità fisiche e motorie: le persone con disabilità giocano insieme a quelle senza disabilità, cosiddette normodotate.

Lo sportpertutti mette al centro la persona e ridefinisce le regole della pratica, per favorire la piena partecipazione degli individui indipendentemente dalle loro abilità. La mission associativa dell’Uisp prevede l’impegno con le persone con disabilità come prioritario, in piena coerenza con i suoi valori e le finalità sociali.  Percorsi di inclusione e riabilitazione sono patrimonio consolidato di molti Comitati e Strutture di attività Uisp, e le sperimentazioni nazionali e locali si misurano da anni con il mondo scientifico per valutarne l’impatto sui destinatari. Gli interventi avvengono in stretta collaborazione con ASL, Centri diurni, Poli disabili scolastici e in forti relazioni di partenariato con le associazioni delle famiglie. Grazie a questa impostazione vengono sviluppate esperienze originali come il Baskin, il basket integrato che permette di giocare tutti insieme, persone con disabilità e senza, grazie ad un regolamento innovativo. O anche progetti nazionali e internazionali, attività territoriali e nazionali come “Matti per il calcio”. Nell’area del disagio mentale, l’Uisp punta alla partecipazione attiva di utenti, familiari, operatori e cittadini nei servizi di salute mentale, per garantire buone cure in tutta Italia e per costruire, ognuno con il suo patrimonio di competenze e saperi, la salute come bene comune. Rientrano tra le attività di sport sociale finalizzato all’inclusione anche quelle realizzate nelle carceri e negli Istituti minorili italiani, sia attraverso attività sportive individuali, sia di squadra. Il nome del progetto nazionale, ormai affermatosi sin dagli anni ’90, è “Porte aperte Uisp”. Anche una delle più note manifestazioni nazionali Uisp, Vivicittà, si svolge in decine di penitenziari e istituti minorili italiani