Si è svolta domenica 13 settembre 2026 la terza edizione di “Metti in moto il dono”, il motoraduno dedicato alla promozione della donazione di sangue e plasma che ha portato sulle strade della provincia di Bergamo motociclisti, appassionati e sostenitori di un messaggio di solidarietà. La manifestazione si è tenuta sotto l’egida di FIDAS, nell’ambito del percorso nazionale promosso dall’associazione per sensibilizzare sull’importanza della donazione, ed è stata organizzata in collaborazione con il Motoclub Bonate Sotto e UISP Bergamo.
A partecipare direttamente al motoraduno sono stati circa 45 motociclisti, mentre complessivamente una ottantina di persone ha seguito il percorso in moto, accompagnando la manifestazione lungo l’itinerario che ha attraversato alcune delle più suggestive valli bergamasche, dalla Val Taleggio fino a Valbrembo. Un gruppo accomunato dalla passione per le due ruote, ma soprattutto dalla volontà di contribuire alla diffusione di un messaggio importante: donare sangue e plasma significa prendersi cura degli altri e contribuire concretamente al benessere della comunità.
La giornata ha preso il via dall’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, luogo simbolico per un’iniziativa che ha scelto proprio la partenza dall’ospedale per richiamare l’attenzione sul valore della donazione. Dopo il ritrovo e le operazioni di registrazione, i partecipanti hanno intrapreso un percorso attraverso le valli bergamasche, trasformando il motoraduno in una vera e propria occasione di sensibilizzazione itinerante.
“Metti in moto il dono” nasce infatti dall’incontro tra la passione per il motociclismo e la cultura della solidarietà. L’iniziativa si inserisce nel progetto nazionale di FIDAS, che attraverso manifestazioni e attività sul territorio promuove la donazione di sangue e plasma e invita sempre più persone ad avvicinarsi alla cultura del dono. Un messaggio che, grazie alla dimensione del motoraduno, viene portato direttamente sulle strade e nei luoghi attraversati dal gruppo.
A sostenere l’iniziativa anche UISP Bergamo, che ha accompagnato la manifestazione confermando il proprio impegno nella promozione di uno sport capace di generare partecipazione, socialità e attenzione verso la comunità. Per UISP, infatti, sostenere un appuntamento come “Metti in moto il dono” significa riconoscere allo sport una funzione che va oltre la semplice pratica sportiva.
Lo sport diventa così un linguaggio capace di mettere in relazione le persone, creare occasioni di incontro e contribuire alla costruzione di comunità più consapevoli e solidali. È proprio in questa prospettiva che il Comitato UISP Bergamo ha affiancato la manifestazione: una giornata non competitiva nella quale la passione per le moto è diventata uno strumento per parlare di un tema che riguarda tutti.
Una scelta pienamente coerente con l’idea di “sportpertutti” che caratterizza UISP: lo sport come diritto, esperienza di socialità, strumento di promozione del benessere e occasione per rafforzare il senso di appartenenza alla comunità.
Il percorso, lungo circa 150 chilometri, ha permesso ai partecipanti di attraversare diversi territori della provincia di Bergamo, alternando strade panoramiche, centri abitati e tratti immersi nel paesaggio delle valli. Dopo la partenza dall’ospedale di Bergamo, il gruppo si è diretto verso San Pellegrino, proseguendo in direzione Dossena e affrontando successivamente il Passo Zambla.
Il viaggio è poi proseguito verso Songavazzo, dove era previsto il momento del pranzo, prima di riprendere il percorso in direzione del Lago d’Iseo. Da qui il gruppo ha attraversato Solto Collina e il Lago di Endine, per proseguire successivamente attraverso la Valle Rossa e raggiungere infine Valbrembo, dove la manifestazione si è conclusa nel pomeriggio.
L’arrivo al campo sportivo di Valbrembo, intorno alle 16, ha rappresentato il momento conclusivo di una giornata vissuta all’insegna della condivisione. Per i partecipanti è stata anche l’occasione per fermarsi, raccontare l’esperienza vissuta durante il percorso e continuare a stare insieme, con la possibilità di concludere la giornata con la cena.
Il valore dell’iniziativa, tuttavia, è andato oltre il semplice itinerario motociclistico. “Metti in moto il dono” ha voluto infatti utilizzare la visibilità e la partecipazione legate al mondo delle due ruote per mantenere alta l’attenzione sulla necessità di sangue e plasma e sull’importanza di una donazione consapevole e regolare.
La manifestazione si è svolta in forma non competitiva, su strade aperte al traffico, ed è stata aperta a moto e scooter. Divertimento e condivisione sono rimasti quindi al centro della giornata, sempre nel rispetto delle regole, della prudenza e del Codice della strada.
La terza edizione di “Metti in moto il dono” ha così confermato la possibilità di unire passioni, sport e impegno sociale. Decine di motociclisti hanno percorso insieme le strade bergamasche portando con sé un messaggio semplice ma fondamentale: la solidarietà può viaggiare in molti modi e, in questo caso, ha scelto di mettersi in moto.

