Lacrime e sangue: per quelli dello sport sociale e per tutti, non sono una novità. Le società sportive che vivono il territorio, dal nord al sud del paese, non sono abituate agli agi, né agli sprechi. La manovra economica preoccupa: è davvero così equa? E, ancor di più, preoccupa il futuro: risanamento e sviluppo riusciranno davvero ad andare di pari passo? I provvedimenti del governo, seppur necessari come ripetono tutti, avranno pesanti ripercussioni su vari comparti della vita sociale del nostro paese, anche sullo sport. Ne parliamo conSimone Pacciani, responsabile Area risorse e sviluppo Uisp e presidente della Lega calcio: "Questa manovra, così come quelle che si sono sovrapposte nel corso dell'ultimo anno da parte del governo Berlusconi, nasce sotto il segno della stretta per il sociale, per il territorio, per le amministrazioni locali. Si tratta di segnali di allarme per lo sportpertutti, a tutti i livelli. Il nostro mondo è in sofferenza da tempo, speriamo che que sti ennesimi sacrifici ai quali siamo tutti chiamati servano davvero a salvare e rilanciare il nostro paese".
Dall'osservatorio dello sport sociale e per tutti, qual è la fotografia dell'Italia, oggi?
"Penso che il grosso delle famiglie siano davvero arrivate al limite. Si chiede loro di continuare a fare economia, di proseguire sulla strada dei tagli e delle rinunce. Tiene l'idea dell'attività motoria come fondamento di educazione e salute per i bambini. Diminuisce però la frequenza settimanale. Questo ci dicono, ad esempio, i dati che abbiamo raccolto a Torino tra il migliaio di partecipanti ai Campionati italiani di nuoto Uisp giovanili e master. La stessa tendenza ci viene confermata dai primi dati del tesseramento per la nuova stagione 2011-2012, iniziata da settembre, sebbene l'Uisp continui a crescere per numero di associati. Questo testimonia anche dell'attenzione che l'Uisp riserva allo sport come servizio e alle tariffe sociali che vengono applicate ai corsi".
Se dai singoli iscritti ci spostiamo alle società sportive, qual è la situazione?
"Anche in questo caso l'affiliazione di società sportive è in linea con quella degli anni passati, anzi registriamo qualche incremento, soprattutto al Sud. Il problema è che i dirigenti delle società territoriali, che ricordiamo essere volontari, sono sottoposti a difficoltà di ogni tipo pur di andare avanti. Alla minor disponibilità economica delle famiglie si aggiunge quella delle aziende e degli sponsor, oltre alle difficoltà di ordine burocratico e procedurale. Le società sportive sono l'anello più esposto alle difficoltà, pur rappresentando il patrimonio più prezioso che abbiamo. Devono continuamente reinventare il proprio modello organizzativo cercando di intercettare nuovi bisogni e nuove esigenze, lasciando invariati i costi all'utenza".
Quali segnali arrivano dall'articolazione locale Uisp, e dai Comitati territoriali?
"Anche in questo caso registriamo i riflessi della crisi economica, soprattutto in relazione ai tagli agli Enti locali: ne risentono negativamente le convenzioni per le attività rivolte alle fasce sociali, come disabili e anziani, che non vengono rinnovate o lo sono parzialmente. Stesse difficoltà le riscontriamo nella gestione degli impianti sportivi pubblici: sempre maggiori sono i costi a carico di chi li gestisce. Il radicamento e la caparbietà con la quale i nostri dirigenti territoriali difendono il valore sociale dello sport e la sua qualità educativa, ci confermano che lo sport è diventato davvero un bene pubblico".
Nel prossimo Consiglio nazionale Uisp, il 17 e 18 dicembre a Firenze, si parlerà anche di crisi e di manovra visto che all'ordine del giorno, tra l'altro, c'è il bilancio dell'associazione?
"Sarebbe impossibile non tener conto della situazione del paese, anche perché avremo dei riflessi diretti. Dovremo attrezzarci nell'eventualità di tagli che potrebbero venirci nei contributi Coni. Il nostro essere associazione immersa nel sociale significa anche farci carico dei problemi e reagire con strategie utili a tutta la comunità nazionale. Avremo la necessità di approvare il bilancio consuntivo, e poi il preventivo, avendo cura di selezionare le priorità, con la consueta attenzione e trasparenza nelle scelte. Dobbiamo adeguare anche il nostro modello organizzativo a queste mutate esigenze. Il momento di difficoltà richiama l'intera associazione alla necessità di grande responsabilità, coesione e unità nelle scelte che verranno fatte. Allo stesso tempo, però, chiediamo che questa nostra disponibilità e rigore vengano adottati dall'intero sistema sportivo, valutando selettivamente i progetti che vengono sostenuti, sulla base di competenze, capacità e risultati realizzati".
(I.M.)
Coppa Nazionale UISP
Coppa Amatori UISP
Rappresentativa Calcio a 11 Maschile
Rappresentativa Calcio a 5 Maschile
Rappresentativa Calcio a 5 Femminile
Finali Nazionali Calcio a 11
Trofeo Nazionale Uisp Calcio a 11
Finali Calcio a 5 Maschile
Trofeo Uisp Nazionale Calcio a 5 Maschile
Finali Calcio a 5 Femminile
Trofeo Nazionale Uisp Calcio a 5 Femminile
Finali Calcio Camminato
Trofeo Nazionale Uisp Calcio Camminato
Titolo Nazionale Calcio a 7
Trofeo Nazionale Uisp Calcio a 7
Finali Calcio a 11 Over 35
Trofeo Nazionale Uisp Calcio a 11 Over 35