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Genova

Martedì 2 marzo, l'Uisp a "La radio ne parla" su Radio 1 Rai

Oggi, martedì 2 marzo, Santino Cannavò, responsabile nazionale Ambiente Uisp, interverrà nella trasmissione "La radio ne parla" in onda su Radio 1 Rai dalle 12.35. Tema della puntata sarà il dibattito sugli incidenti in montagna. L'Uisp ha già reso nota la sua posizione sottolineando le criticità delle proposte avanzate dal governo in materia.

"Una reazione impulsiva e populista". E' stato questo il commento di Cannavò al decreto legge sulle emergenze che prevede il carcere per chi provoca una valanga mortale e 5.000 euro di ammenda per chi va in montagna. "Ancora un grave attacco al mondo dell'attività in ambiente naturale. Invece di colmare l'assenza di conoscenza che sempre più dilaga tra i fruitori della montagna, si vuole risolvere il problema proibendo la montagna e punendo chi la percorre".

"Ci sono due spinte che vanno comparateda una parte il bombardamento mediatico al quale siamo sottoposti che riconosce nell'avventura no-limits il senso della vita. Dall'altra, il fatto che in Italia c'è una maggiore richiesta di attività 'en plein air' in linea con la media europea".

"Il problema è che nessuno dei soggetti in causa pone un minimo accenno alla necessaria conoscenza e preparazione fisica per cimentarsi in tali attività. L'impegno della maggior parte degli operatori è rivolto a generare consumo e a muovere economie. La necessità di attirare sempre più cittadini alla fruizione dell'ambiente naturale, al superare i limiti, al passare dal reale al fantastico, ha creato una finta realtà dove il rischio sembra una finzione scenica, dove gli stuntman morti si rialzano alla fine della scena per girarne un'altra. Il virtuale confonde il reale e la conoscenza reale, nell'immaginario collettivo, non è riconosciuta come necessaria".

"Oggi assistere ad una pubblica condanna, come lo è stata quella del responsabile della protezione civile Bertolaso, del ministro Calderoli poi, e adesso del governo, è pericoloso perché induce l'opinione pubblica ad accettare i divieti come unica soluzione e a sentirsi da questi tutelati. Forse perché il turismo della montagna soffre quando succedono eventi del genere ed invece gli 'affari' non possono essere ostacolati da niente, ora arrivano le 'leggi speciali' e le strategie d'emergenza, che, attuate nell'interesse collettivo, favoriscono ad ogni costo l'uso dell'ambiente naturale. L'obiettivo è 'favorire l'economia' senza sollecitare l'indignazione collettiva né turbare la 'pace sociale'".

"Non saranno le norme e i divieti a risolvere il problema. Solo un attento sistema di formazione continua educa al rispetto delle leggi che regolano i fenomeni naturali, con i quali bisogna convivere. Il vero problema è culturale e lo si avverte in ogni altro campo del vivere. Ritengo che l'associazionismo sia il terreno ideale per diffondere e rendere accessibile una cultura sportiva che sappia fruire dell'ambiente naturale in sicurezza. Nonostante l'attacco a cui è sottoposto dagli interessi di chi vuole accaparrarsi l'uso esclusivo degli ambienti naturali ai soli fini commerciali, resta l'unico 'esercito' in grado di potere vincere la battaglia contro l'incoscienza di chi frequenta mare e montagna senza alcuna conoscenza e senza alcun rispetto delle leggi naturali e umane".

di Redazione nazionale Uisp