Un giorno fuori dal carcere per correre insieme ad atleti veri intorno alle mura della prigione. "Dimostrare che non bisogna arrendersi e che una volta fuori è possibile reinserirsi nella società", dice la famiglia della piccola Serena, che ha voluto esserci per correre accanto al padre detenuto. Benvenuti a "Vivicittà Porte Aperte", la corsa podistica dell'Unione Italiana Sport per Tutti che coinvolge i detenuti del carcere di Marassi di Genova. Tre chilometri di corsa - partenza nel cortile interno e poi fuori, oltre le mura, lungo il perimetro dell'istituto - insieme ai ragazzi della Lega atletica dell'Uisp genovese.
Alla fine è uno dei detenuti, Christian Zagarella, a vincere. Ma la festa è per tutti: perché l'iniziativa, qui in uno dei carceri più sovraffollati d'Italia, è aria fresca: "Proprio per le condizioni difficili in cui vivono i detenuti, queste sono giornate importanti - spiega Salvatore Mazzeo, direttore dell'Istituto penitenziario - lo sport è fonte di benessere psicofisico, e poi ovviamente insegna a rispettare le regole".
Il messaggio è soprattutto sociale. "Quest'anno, nella terza edizione dell'iniziativa, hanno partecipato il doppio dei detenuti - racconta Stefano Ferrando, educatore - sono 25, tutte persone che hanno già scontato buona parte della pena e hanno ottenuto il permesso di lavorare all'esterno o all'interno del carcere. Inutile dire che sono entusiasti dell'iniziativa, è un motivo in più di contatto con il mondo esterno sulla via del reinserimento".
La corsa di Marassi - che si è tenuta parallelamente a un torneo di calcetto nel campo del carcere, con i partecipanti ai progetti Sportpertutti - è l'evento di apertura della trentunesima edizione di Vivicittà, la manifestazione podistica internazionale organizzata in 40 città italiane, che a Genova si terrà il 6 aprile. "E quale modo migliore per aprire le nostre manifestazioni che questo, ad alto valore simbolico - dice Fabrizio De Meo dell'Uisp Genova - come premio, poi, il vincitore della gara e tutti coloro che lo vorranno potranno partecipare alla gara del 6 aprile in città". Per continuare a lanciare ponti.
Quindi, il direttore del carcere Mazzeo interviene sulle condizioni delle carceri italiane e sulle sanzioni cui l'Italia va incontro a livello europeo: "I tempi sono stretti - dice - o il governo varerà un decreto efficace, o bisognerà ricorrere a quella parola che tutti sanno ma nessuno vuole applicare: l'amnistia. O un altro atto di clemenza. In ogni caso apprezziamo gli sforzi del governo".
di Giulia Destefanis Repubblica.it