Comitato Regionale

Lombardia

Torneo di calcio “Free From Referees”

 fonte: Uisp Varese

Uisp Comitato Provinciale Varese promuove l'autoarbitraggio

Torneo di calcio a 7 "Free From Referees"  (liberi dagli arbitri)

Anche in questo 2010, per il terzo anno consecutivo, l'U.I.S.P Comitato Provinciale Varese ha organizzato il torneo di calcio a 7 "Free from Referees",  rivolto ai cittadini migranti, ma non solo.

La manifestazione, partita ad inizio Aprile,  è in corso di svolgimento e molto probabilmente, per il lungo periodo di piogge che ha reso a volte impraticabili i campi, continuerà fino a metà Giugno.

Ad un costo particolarmente basso, finalizzato solo ad assicurare i giocatori su possibili infortuni, attraverso il tesseramento U.I.S.P e a coprire le spese dei campi concessi dalle circoscrizioni, viene data la possibilità ad ogni squadra di giocare una decina di partite, ogni Domenica, dalle 11 fino al primo pomeriggio, a rotazione su tre campi: a Calcinate degli Orrigoni, a Bobbiate e nella zona di Viale Valganna.

Le squadre, molte delle quali cominciano a conoscersi bene, sono quest'anno otto: una rappresentativa Sudamericana, una Ucraina, una Rumena, due marocchine, la squadra del Togo, quella delle Mauritius e una squadra composta in buona parte da italiani che, tra l'altro, l'anno scorso ha vinto i Mondiali Antirazzisti a Casalecchio di Reno (Bo) e per il secondo anno consecutivo ha ospitato, per una giornata, il torneo U.I.S.P. all'interno della manifestazione "Resistenza in Festa", svoltasi a Gemonio il 18/04. Notevoli i valori tecnici mostrati in campo dalle squadre, ma ancora più notevole il fatto che le stesse stiano gestendo le partite sulla base del regolamento ufficiale di calcio a 7, ma autoregolamentandosi. 

La U.I.S.P ha deciso, infatti, di non arbitrare le partite, ma di lasciare ai giocatori la libertà e l'onere di gestire i due tempi da venti minuti in totale autonomia, chiamando da sé i falli e disciplinando eventuali discussioni sulla base del buon senso di ciascuno. Questa scelta, da alcuni giudicata fuori luogo, ha portato, invece, oggettivamente ad almeno due risultati consolidati: una minore fallosità e quindi una maggiore fluidità delle partite e la capacità delle squadre, a volte attraverso i loro capitani, di risolvere ogni disquisizione in maniera disinvolta e funzionale ai tre valori in campo: il piacere di incontrarsi, il gusto di misurarsi sportivamente e l'irrinunciabile rispetto per l'avversario. Tante le lingue parlate dentro e fuori dal campo, tanti i colori delle maglie, spesso riferiti ai colori delle nazioni di origine, tanti, nel corso di questi tre anni, gli spettatori, spesso amici o parenti, a bordo campo, ma una e grande la passione che accomuna questi ottanta ragazzi, quella per il calcio, ben giocato ed in buona compagnia. 

Roberto Brignani