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Genova

Save the Children: in Liguria più di un bambino su dieci in povertà relativa

“Oggi in Liguria l’11,3% dei minori vive in condizioni di povertà relativa, un dato al di sotto della media nazionale (22%) ma che riguarda comunque più di 1 minore su 10 nella regione, e che conferma come la povertà minorile resti una vera emergenza. Basti pensare che a livello nazionale negli ultimi dieci anni il numero dei minori in Italia che vivono in povertà assoluta è più che triplicato, passando dal 3,7% del 2008 al 12.5% del 2018, 1,2 milioni di bambini. Un record negativo che ha visto un peggioramento negli anni più duri della crisi economica, tra il 2011 e il 2014″. A comunicarlo, in una nota, è Save the Children, l’organizzazione internazionale indipendente che dal 1919 lotta per migliorare la vita dei bambini.

“Si tratta di una povertà che non è solo economica ma anche educativa, e che si riflette su una serie di indicatori chiave che fotografano lo stato dell’infanzia nel paese e in Liguria. Una regione in cui – complice anche la congiuntura economica non positiva – negli ultimi dieci anni sono nati sempre meno bambini, con una percentuale di nuovi nati che è scesa del 27,4% rispetto al 2008, in cui però è oggi presente un significativo numero di bambini e adolescenti con cittadinanza non italiana, il 13,3% della popolazione dei minori nella regione – spiega l’organizzazione – tutto questo mentre l’Italia continua a non avere un Piano nazionale per l’infanzia e a investire risorse insufficienti in spesa sociale, alimentando gli squilibri esistenti a livello di servizi e prestazioni per l’infanzia e condannando proprio i bambini e le famiglie più in difficoltà ad affrontare da sole, o quasi, gli effetti della crisi. 

Sebbene il dato di spesa media annua in Italia resti insufficiente, la Liguria – negli ultimi 10 anni – ha incrementato di 111 euro la spesa pro capite per interventi a favore dell’area famiglia/minori, arrivando a 310 euro. In Liguria, solo il 15,1% dei bambini ha accesso ai servizi per la prima infanzia, un dato in negativo rispetto al 16,8% del 2008, con una spesa media pro capite da parte dei comuni per questi servizi che si attesta a 1.142 euro”.

Continua la nota: “Anche la scuola è stata in questi anni colpita pesantemente in tutto il paese dai tagli alle risorse, spesso lineari, che hanno penalizzato le aree già in difficoltà. Sebbene nell’ultimo decennio si siano fatti grandi passi in avanti sul tema della dispersione scolastica, le differenze tra regioni sono molto ampie e la Liguria si attesta sul 12,8%. Anche se il dato è di poco inferiore alla media nazionale (14,5%), registra una crescita (+0,3%) rispetto al 2008, mentre tutte le altre regioni italiane, ad eccezione di Calabria e Sardegna (+1,8% e +0,5%), hanno abbattuto la dispersione scolastica di diversi punti percentuali (dal -1,5% del Lazio al -10,9% della Val d’Aosta). Scuole che restano luoghi non sicuri per gli studenti, nell’Italia fragile dal punto di vista sismico e idrogeologico: in un paese in cui gli indicatori sono drammatici, in Liguria il 57,1% degli edifici scolastici è priva del certificato di agibilitàun numero superiore alla media nazionale (53,9%) delle scuole che hanno compilato il dato”.

Precisa Save the Children: “In un paese in cui si è disinvestito sulle politiche sociali e sull’infanzia, la povertà educativa è una piaga in continua crescita. Basti prendere in considerazione alcuni indicatori relativi alla fascia 16-17 anni: in Italia quasi 1 minore su 2 non apre un libro durante l’anno, un dato che in Liguria si attesta oggi al 30.9% con lieve miglioramento rispetto al 33,3% del 2008. La deprivazione culturale nei minori resta un tema di allarme: nel corso dell’ultimo decennio la quota dei “disconnessi culturali” è diminuita in tutto il paese di 4 punti, sebbene i minori che non svolgono sufficienti attività culturali restino ancora 7 su 10, con la Liguria che si attesta al 60,2%. A

Anche lo sport resta per molti un privilegio: in Italia meno di un minore su cinque non fa sporte in Liguria questo dato è del 10,2%. Bambini e ragazzi che leggono sempre meno, fanno poco sport e che non sono sottoposti a stimoli culturali, ma sono invece iperconnessi:nell’ultimo decennio si è assistito a una rivoluzione che ha portato all’aumento esponenziale dei minori che usano ogni giorno la Rete. Nel 2008 solo il 19,1% dei bambini e adolescenti liguri usava tutti i giorni internet, una quota balzata al 61,9% nel 2018″.

Conclude l’organizzazione internazionale: “Un Paese sempre più ‘vietato ai minori’, in cui i cosiddetti NEET (Not in Emplyement, nor in Education and Training) sono in Italia 1 su 4 tra i giovani 15-29enni (23,4%), la Liguria si attesta su una percentuale più bassa, fermandosi al 20,1%, una percentuale che comunque è cresciuta di 7,2 punti rispetto a dieci anni fa. L’impoverimento materiale ed educativo dei bambini in Italia, si accompagna anche ad un impoverimento ‘ambientale’. Mentre il dibattito mondiale si accende sull’impatto dei cambiamenti climatici sul pianeta, i bambini e adolescenti italiani crescono in un paese in cui c’è sempre meno verde, con un aumento di 30.000 ettari di territorio cementificato dal 2012 al 2018. Il fatto che ben il 44% dei bambini ed adolescenti italiani vada a scuola in macchina non stupisce (35,3% nella regione), soprattutto se si considera che il rapporto tra ogni neonato che nasce in Italia e le macchine immatricolate nello stesso anno è di 1 a 4 (in Liguria è quasi di 1 a 4). 

Questi alcuni tra i dati messi in luce dal X Atlante dell’infanzia a rischio di Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro. La pubblicazione, a cura di Giulio Cederna, e dal titolo evocativo “Il tempo dei bambini“, fa il bilancio della condizione dei bambini e adolescenti in Italia negli ultimi dieci anni, e viene presentato quest’anno in occasione della nuova edizione della campagna “Illuminiamo il futuro” per il contrasto alla povertà educativa”.

“I danni provocati in quest’ultimo decennio dall’inerzia della politica, dai mancati investimenti nei servizi per la prima infanzia, nella scuola, nelle politiche sociali, dall’incapacità di varare una norma per riconoscere la cittadinanza ai bambini di seconda generazione sono sotto gli occhi di tutti e hanno colpito anche la nostra regione. Insieme alle diseguaglianze intergenerazionali, ci sono acuite le diseguaglianze geografiche, sociali, economiche, tra bambini delle aree centrali e delle periferie, tra italiani e stranieri, tra figli delle scuole bene e delle classi ghetto. Si sono divaricate le possibilità di accesso al futuro”, spiega Valentina Polizzi, referente territoriale di Save the Children in Liguria.

L’organizzazione rilancia la campagna “Illuminiamo il futuro” per il contrasto alla povertà educativa, ormai giunta al suo sesto anno, chiedendo proprio – attraverso una petizione disponibile sul portale www.illuminiamoilfuturo.it – il recupero di tanti spazi pubblici abbandonati e inutilizzati su tutto il territorio nazionale da destinare ad attività extrascolastiche gratuite per i bambini e scuole sicure per tutti.

La mobilitazione, accompagnata sui social dall’hashtag #italiavietatAiminori, è associata 16 luoghi simbolici vietati ai minori in Italia, individuati dall’Organizzazione con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui tanti spazi pubblici, da nord a sud, sottratti ai minori nel nostro Paese.

Nell’ambito della campagna, inoltre, è prevista una settimana di mobilitazione, con centinaia di eventi e iniziative in tutto il Paesein cui saranno coinvolte tantissime realtà locali, associazioni, scuole, enti e istituzioni culturali che anche quest’anno hanno scelto di essere al fianco di Save the Children per sensibilizzare e informare sul tema del contrasto alla povertà educativa che colpisce bambini e ragazzi e sull’importanza di attivare comunità educanti.

Gli interventi di Save the Children per contrastare la povertà educativa in Liguria

Dall’avvio della campagna Illuminiamo il futuro, nel maggio 2014, Save the Children ha attivato su tutto il territorio nazionale 24 Punti Luce, spazi ad alta densità educativa, che sorgono nei quartieri e nelle periferie maggiormente svantaggiate delle città, per offrire opportunità formative ed educative gratuite a bambini e ragazzi tra i 6 e i 17 anni.  Attualmente in Liguria è presente un Punto Luce a Genova, nel quartiere di Sestri Ponente, gestito dall'UISP Comitato Territoriale Genova, presso il Circolo Filippo Merlino.

Dal 2014, 670 bambini e ragazzi hanno finora usufruito delle diverse attività del Punto Luce, tra cui sostegno allo studio, laboratori artistici e musicali, promozione della lettura, accesso alle nuove tecnologie, gioco e attività motorie. Negli spazi si offrono inoltre consulenze legali, psicologiche, pediatriche e di supporto alla genitorialità per mamme e papà o per altre figure adulte di riferimento dei bambini, con quasi 100 genitori coinvolti nel 2019. Dall’inizio della campagna sono state infine assegnate oltre 115 doti educative, ovvero piani formativi personalizzati per bambini e adolescenti che vivono in condizioni certificate di disagio economico, che prevedono, tra gli altri, un contributo economico per l’acquisto di libri e kit scolastici, l’iscrizione a un corso sportivo o musicale, la partecipazione a un campo estivo e altre attività educative alle quali i minori si mostrano particolarmente inclini.


IN BREVEOggi in Liguria l’11,3% dei minori vive in condizioni di povertà relativa, un dato al di sotto della media nazionale (22%; 2018- Istat) ma che riguarda comunque più di 1 minore su 10 nella regione, e che conferma come la povertà minorile resti una vera emergenza. In 10 anni sempre meno nati (-27,4%), diminuisce l’accesso agli asili nido (-1,7%) e aumenta la spesa sociale per famiglie e minori che sale a 275 euro pro capite. Aumentano i minori che abbandonano la scuola (+0,3%) e crescono i NEET (+7,2%). Nella regione più della metà delle scuole (57,1%) non ha il certificato di agibilità.

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