Quando ci è stato chiesto di realizzare un video per raccontare il servizio civile a chi verrà dopo di noi, non abbiamo voluto limitarci a una semplice presentazione formale. L’idea è nata in modo spontaneo, quasi naturale, durante una delle tante giornate passate insieme, con il sostegno dei nostri referenti: volevamo trasmettere qualcosa di autentico, che parlasse davvero di noi e del percorso che stiamo vivendo dal punto di vista professionale, ma anche umano, sottolineando tutte le sfaccettature che hanno colorato le nostre giornate nella sede Uisp nazionale fino ad oggi.
Dall’inizio abbiamo scelto di puntare sull’autoproduzione. Non solo per una questione pratica, ma perché ci rappresentava: un lavoro costruito interamente da noi, con le nostre idee, le nostre risorse, competenze, capacità e il nostro modo di collaborare. Abbiamo utilizzato strumenti digitali messi a disposizione da Michele, uno dei ragazzi del gruppo, e abbiamo girato le riprese tra l’ufficio dove lavoriamo quotidianamente e il giardino sottostante, luoghi che fanno parte della nostra quotidianità e che raccontano in maniera efficace l'ambiente in cui operiamo.
Il video, della durata di circa due minuti e mezzo, è nato come un vero e proprio esperimento: la nostra prima volta alle prese con un progetto di questo tipo, totalmente in autonomia. Il risultato finale, pur nella sua semplicità e spontaneità, è stato apprezzato anche dai nostri referenti. Prima di girarlo, abbiamo definito un canovaccio di idee e step da seguire, con sketch assegnati a ciascuno di noi, battute da intepretare e un’organizzazione chiara dell’ordine delle clip da montare, ma ci siamo affidati anche all’improvvisazione. Durante le riprese, abbiamo deciso di coinvolgere anche colleghe e colleghi della sede, registrando momenti di scherzo ma realistici, che riflettono le giornate che viviamo insieme, perché abbiamo scelto di realizzare un prodotto che trasmettesse messaggi chiari.
Abbiamo curato piccoli dettagli tecnici per rendere il video più vero e coinvolgente: suonare il campanello (azione quotidiana ma significativa), mettere a fuoco gli spazi interni che frequentiamo di più, le espressioni facciali e, non meno importante, scegliere musiche di sottofondo adatte. Come in ogni progetto di creazione video, i retroscena sono stati i più divertenti: potrete assaggiarne una piccola parte nei titoli di coda del video. A noi, che li abbiamo vissuti in prima persona, hanno particolarmente divertito. Anche lo sketch iniziale tra Francesca e Federico sulla parola “bozza” è un dettaglio realistico: ironizzavano in maniera calcata su Elena e la stessa Francesca, che nella vita reale faticano a pronunciarla correttamente.
Nonostante sia durata un giorno, quest’attività è stata per noi un pezzettino di puzzle aggiunto alla nostra collezione di ricordi ed esperienze. Abbiamo scelto di dare al video un tono leggero e ironico, pensando ad un pubblico di ragazzi tra i 18 e i 28 anni, per comunicare in modo diretto e avvincente. Ma dietro questa leggerezza c’è un messaggio preciso, che per noi è fondamentale: “È un’occasione vera. Non è solo un’esperienza. È un anno che ti cambia.”
Il video ruota attorno a quattro motivi principali per cui consigliamo di svolgere il servizio civile presso Uisp nazionale:
il primo riguarda la possibilità di comprendere davvero come funziona il mondo del lavoro: il rispetto degli orari e delle tempistiche, il lavoro in team, il rapporto con i colleghi. Ma anche tutto ciò che si impara concretamente: dalla gestione autonoma di piccoli progetti alla realizzazione di interviste, fino alla scrittura di articoli e alla rassegna stampa quotidiana. È un percorso che permette di crescere e acquisire competenze reali utili per il nostro futuro; il secondo motivo è la possibilità di “scendere in campo per davvero”. Non si tratta solo di lavoro d’ufficio davanti ad un computer ma si partecipa attivamente a manifestazioni ed eventi, vivendo esperienze sul territorio che rendono ogni giornata diversa e stimolante; il terzo punto è il clima che si respira: sereno, tranquillo, quasi familiare. I referenti ci coinvolgono nei progetti e nelle decisioni, e durante le riunioni settimanali c’è sempre spazio per condividere idee, riflessioni e punti di vista facendo emergere un clima in cui ognuno si sente parte attiva del gruppo, coinvolto e apprezzato. Infine, strettamente legato a questo, c’è il rapporto tra colleghi. Quello che nasce come un legame professionale si trasforma presto in qualcosa di più: collaborazione, aiuto reciproco, stima, ma anche amicizia.
Siamo quattro ragazzi e ragazze che si sono trovati nello stesso posto con percorsi diversi, ma con una scelta in comune: quella di condividere l’esperienza di servizio civile presso Uisp Nazionale, a Roma. In poco tempo, però, siamo diventati molto di più di un semplice gruppo di lavoro: abbiamo costruito un team affiatato, in cui il rapporto professionale si è trasformato, giorno dopo giorno, in qualcosa di più profondo. Ed è proprio questo che speriamo arrivi a chi guarderà il video: non solo le attività che si svolgono, ma l’atmosfera che si respira, fatta di cooperazione, condivisione e crescita reciproca. Il servizio civile, per noi, non è solo un’esperienza formativa, ma anche personale. Verso la fine del video, invece, troverete una sequenza di parole chiave e temi che rappresentano l’associazione presso cui prestiamo servizio: inclusione, diritti e tutela dell’ambiente. Per ciascuna di queste tematiche abbiamo dedicato delle mini scenette, per rappresentarle simbolicamente e dare forma ai valori che ci stanno più a cuore, mostrando così che l’esperienza nel servizio civile non riguarda solo le attività quotidiane, ma anche la condivisione di principi più ampi e significativi come impegno, cittadinanza attiva e solidarietà. A chi verrà dopo di noi vogliamo dire questo: troverete un ambiente in cui mettervi in gioco, ma anche persone con cui costruire qualcosa di significativo. E, forse senza accorgervene, porterete a casa molto più di quello che immaginavate all’inizio. (Federico Cherubini, Elena Del Grosso, Francesca Spano, Michele Teofani)