Comitato Territoriale

Milano

Il 2019 dell'Uisp: contro le disuguaglianze e per i diritti

Presentiamo l'editoriale di Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp, che apre l'agenda sportpertutti Uisp 2019

L’uguaglianza è in gioco è lo slogan della campagna Uisp per la stagione 2018-19 e il tema dell’uguaglianza è anche al centro dell’Agenda sportpertutti 2019, con citazioni che illustrano il tema nelle sue varie sfaccettature e ci aiutano ad interpretarlo in maniera estensiva. Lo slogan che l’Uisp ha adottato è ispirato ai valori dell’uguaglianza e della partecipazione. Ringraziamo Forum Disuguaglianze Diversità (in particolare Silvia Vaccaro) per aver collaborato con noi alla ricerca di frasi particolarmente significative su questi temi, che aprono ogni mese dell'Agenda Sportpertutti Uisp.

“Il reddito è solo una dimensione della disuguaglianza – scrive Joseph Stiglitz, economista statunitense, premio Nobel 2001 - Altre dimensioni sono molto importanti, come ad esempio l'accesso alla giustizia, che non è uguale per tutti, o la partecipazione alle decisioni politiche, che non è la stessa per tutti. Tali dimensioni, però, sono difficili da quantificare. C'è invece almeno un'altra dimensione che è facile misurare: la disuguaglianza nella salute, come risulta dalle differenze nell'aspettativa di vita. La natura stessa porta alcuni individui a vivere più a lungo di altri. Ma se alcuni individui non hanno accesso all'assistenza sanitaria o non riescono ad ottenere un'alimentazione adeguata, allora ci saranno ancora maggiori disparità nella salute”.

Ogni mese un approfondimento tratto dal lavoro di importanti studiosi ed esperti per aprire finestre su un tema che ci è molto caro. “Abbiamo scelto come slogan della tessera Uisp 2018-19 “L’uguaglianza è in gioco”, perché la povertà e l’area del disagio sociale si stanno allargando sempre di più – scrive Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp, nell’editoriale dell’Agenda - Dobbiamo crescere nella consapevolezza di essere motore del progresso sociale perché mettiamo in movimento i cittadini, che così diventano fattore di innovazione sociale capace di produrre buone proposte che a loro volta si trasformano in architetture istituzionali, scelte nelle politiche pubbliche. Tutto ciò significa investire nel rafforzamento dei nostri Comitati territoriali, irrobustendo l’identità e la soggettività associativa. Bisogna superare, prima di tutto culturalmente, l’idea che lo sport sia ancora relegato nello spazio e nel tempo dopolavoristico e ricreativo, poiché la cultura del movimento è diventata parte di un vero e proprio progetto legato alla qualità della vita delle personee delle comunità”.

L’Articolo 3 della Costituzione Italiana, promulgata il 27 dicembre 1947 ed è entrata in vigore il 1° gennaio 1948, afferma che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione , di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

“Nella nostra Costituzione c’è un articolo che è il più importante di tutta la Costituzione, il più impegnativo per noi che siamo al declinare, ma soprattutto per voi giovani che avete l’avvenire davanti a voi… - dichiara Piero Calamandrei, giurista e deputato dell’Assemblea Costituente, nel discorso tenuto davanti agli studenti della Cattolica di Milano il 26 gennaio 1955 - È compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana: quindi dare lavoro a tutti, dare una giusta retribuzione a tutti, dare una scuola a tutti, dare a tutti gli uomini dignità di uomo. Soltanto quando questo sarà raggiunto, si potrà veramente dire che la formula contenuta nell’art. 1 - L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro - corrisponderà alla realtà. La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni. Ricordatevi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, dando il proprio contributo alla vita politica”.

“Alla politica, alle istituzioni e al sistema sportivo – continua Manco nell’editoriale - noi continuiamo a chiedere l’assunzione di una responsabilità profonda per una riforma di sistema che provi a farsi carico delle trasformazioni della domanda di sport, della qualità dell’offerta, dei ruoli dei soggetti sportivi, che faccia chiarezza sul chi fa che cosa, con quali risorse dedicate, con quali figure dirigenziali e operative. Che preveda indicatori sul valore sociale prodotto e sul rapporto tra sistema sportivo e politiche pubbliche. La Uisp c’è, è in campo, pronta a giocare una partita forse tra le più impegnative della sua storia. C’è per garantire il diritto al gioco e allo sport per tutte e tutti, c’è per creare benessere e speranza, per promuovere socialità e cultura della convivenza, democrazia e partecipazione, civismo e cittadinanza attiva. Sono esattamente queste le nostre medaglie!”.

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