In Veneto si parla molto della candidatura Olimpica di Venezia e il tema è presente anche negli argomenti di campagna elettorale. “Nonostante le elezioni regionali siano vicine – ci spiega Tiziano Quaglia, presidente Uisp Veneto - non abbiamo ancora avuto modo di partecipare ad incontri con i candidati alla tornata elettorale perché l’attenzione di tutti, in questa delicata fase, è concentrata sulla candidatura olimpica della città lagunare. Certo, le Olimpiadi riguardano l’aspetto competitivo e agonistico dello sport ma il progetto Venezia 2020 ci chiama in causa come sportpertutti dal punto di vista dell’impiantistica e delle sue ricadute sulle attività sportive di base. Come Uisp – sottolinea Quaglia - ci interessa che non siano sprecate risorse pubbliche e soprattutto, che siano costruiti impianti fruibili da tutti e non cattedrali nel deserto come è accaduto per Torino 2006. Durante l’incontro di presentazione cui abbiamo preso parte, sembrerebbe che la città disponga già di 13 impianti sportivi sui 26 previsti e che si stia attrezzando anche con impianti temporanei che saranno spostati altrove a conclusione dei giochi. Continueremo a seguire con grande attenzione quegli aspetti del progetto che ci stanno a cuore considerato l’enorme impatto che potrebbero avere sulla città”.
“In merito alle imminenti elezioni – afferma il presidente - bisogna ricordare che il veneto in materia sportiva fa riferimento alla legge n.12 del 1993. Si tratta di una normativa superata soprattutto dal punto di vista dell’impianto culturale: è una legge incentrata sullo sport agonistico e priva di riferimenti al concetto di sport di cittadinanza. Appena si sarà insediata la nuova giunta – prosegue Quaglia – come Uisp lavoreremo affinché si pervenga ad una rivisitazione della legge al fine di includere riferimenti al valore sociale dello sport inteso come veicolo di inclusione e integrazione, e al diritto al gioco per tutti e per tutta la vita. Chiediamo quindi un riconoscimento formale e sostanziale dello sport di cittadinanza anche con uno stanziamento di risorse economiche in favore dello sport per tutti".
"Senza dubbio un altro aspetto da valutare è rappresentato dalla certificazione sanitaria. In Veneto - spiega Quaglia - a fronte della legge che prevede la certificazione medica obbligatoria per tutte le attività sportive e motorie, sono state emanate delle circolari che la revocano per alcune attività, circolari non sempre applicate che hanno ingenerato molta confusione. Sarebbe quindi il caso di eliminare per legge l’obbligatorietà del certificato medico per alcune discipline a basso impatto come la ginnastica dolce, perché è molto più pericolosa la mancanza di movimento alla mancata certificazione d’idoneità sportiva".
(S.S.A.)