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Slowly

Uisp, insieme a Slow Food e Legambiente, ha dato vita ad un progetto comune, che sposa il “corpo ritrovato”, ovvero la corporeità, con una alimentazione sana e consapevole e con l’ambiente, rilanciando un modo di vivere che recupera l’uomo nella sua interezza. Viviamo in una società che ha imposto la fretta come fattore di sviluppo. Chi non ha fretta pare non lavori né per sé, né per il mondo! Il tempo è tiranno, il corpo è il suo agente e l’ansia del risultato induce anche al consumo superfluo. Protagonista dell’età dell’urgenza é il corpo intero che corre, suda, armeggia, e, temprato nello sforzo, ci autorizza a pensare che “si può essere qui ma anche un po’ là”. Il nuovo logoramento, non più dettato da eccessivi dispendi di energia, bensì dalla rottura dell’equilibrio psicofisico, genera alienazione e malattie. Slowly è un movimento per l’uomo che impone il recupero di una corporeità “leggera”, caratterizzata da un’azione che filtra ogni attività attualmente promossa e praticata con gli occhi disincantati di chi non si fa condizionare da ritmi imposti, da ricette risolutrici, da proposte forzatamente innovatrici. Slowly è rispetto, e punta al rinnovamento senza abbracciare nuove tecnologie disumanizzanti. Perciò Slowly è una filosofia che poggia anche su “saperi e sapori” ritrovati. Slowly è il tentativo di recuperare la “lentezza” come valore in sé, per riconsegnare ad ognuno il proprio corpo intero con i suoi specifici ritmi. “Lentamente non si riferisce alla velocità o all’intensità, ma indica una categoria di riferimento di un progetto che ha per tema la riappropriazione del proprio corpo nella sua interezza”. Slowly rappresenta una filosofia di vita che riconduce al rispetto di sé e dei propri ritmi personali.